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FAMIGLIA CRISTIANA: lo scollamento dalla realtà

Cristina Balestrini by Cristina Balestrini
17 Maggio 2018
in Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 6 mins read
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In questi giorni mi è capitato di leggere un articolo dal titolo “Come mi difendo dai pedofili?”. Impossibile descrivere il primo sentimento che ho provato, da cattolica credente e praticante, nella lettura di questo articolo: un misto tra indignazione, disgusto, smarrimento nel pensare che sia un periodico cattolico, rabbia, compassione e pena … un insieme di tutto ciò.

Non ho potuto fare a meno di condividerlo con altre “Mamme della Rete” e con amici che stanno cercando, con me e con le famiglie dei figli abusati dai preti pedofili, di approfondire seriamente il tema della pedofilia. Tanti amici mi hanno risposto, anche della mia Parrocchia, luogo dove sono avvenuti diversi casi di ragazzini abusati da sacerdoti. In poco tempo ho ricevuto diverse mail e messaggi e telefonate. La Retelabuso esiste, ed è composta da tanta gente in gamba.

Messaggi si solidarietà, riflessioni, domande, espressioni di incredulità… Ma come si fa a scrivere un articolo così? Riporto qui due frasi, quelle che hanno suscitato la maggiore indignazione, soprattutto nelle famiglie delle vittime che ben conoscono la REALTA’ perché l’hanno vissuta o la stanno vivendo: non hanno bisogno che qualcuno gliela racconti e scelgano di credervi o meno.

“Non farti fuorviare da certa stampa urlata e sensazionalistica. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, come dice il noto proverbio. A leggere certi titoloni, pare che tutti i preti lo siano. Non solo non è vero, ma non è nemmeno vera l’affermazione che tanti lo siano. Vero è che una parte, purtroppo, si è macchiata di questo crimine orrendo e in questi anni la Chiesa non fa nulla per nasconderlo, anzi.”

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“La Chiesa ha una linea dura con chi si macchia di questo crimine. Non così la società.”

La Chiesa non fa nulla per nasconderlo???

E che dire di tutti quei sacerdoti che, senza subire nessun processo, magari solo perché sono intercorsi i termini della prescrizione, vengono spostati di parrocchia in parrocchia? Oppure se ne perdono le tracce? Oppure vengono condannati dallo Stato e assolti dalla Chiesa? Oppure, dopo pochissimi anni ritornano al loro posto, magari nel luogo in cui risiede la vittima? Oppure la tragedia nascosta di quello che avviene nei seminari? Oppure …

QUANTE VITTIME DI PRETI PEDOFILI HA CONOSCIUTO CHI HA SCRITTO QUELL’ARTICOLO?

A QUANTI PROCESSI PENALI E CIVILI HA ASSISTITO CHI HA SCRITTO QUELL’ARTICOLO?

CON QUANTI OPERATORI SANITARI, CHE SI OCCUPANO DI CURARE LE VITTIME, HA PARLATO CHI HA SCRITTO QUELL’ARTICOLO?

Forse se avesse conosciuto qualche vittima, si sarebbe fatta una idea della REALTA’ e, forse, non avrebbe scritto quella FAVOLETTA che descrive un mondo fantastico pieno di zucchero e caramelle… ma che è distante anni luce dalla REALTA’.

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La Chiesa ha una linea dura con chi si macchia di questo crimine???

NON ABBIAMO LETTO LA DESCRIZIONE DI ESEMPI CONCRETI, PECCATO: la giornalista ha perso un’occasione per essere credibile! … e non la penso così solo io …

Tra i numerosi messaggi ricevuti ne riporto alcuni, tra i più significativi:

  • Altro non è che una delle molteplici interviste simulate ..destinata a quel residuo manipolo di lettori ancora convinti dalle forme di pensiero di questo settimanale che negli ultimi anni ha inanellato, uno dietro l’altro, capitomboli spaventosi …

Per la sua superficialità questo testo è semplicemente inaccettabile e offensivo … uno scambio da bar dello sport!

Un vero abbraccio, xx (un sacerdote della Diocesi di Milano)

  • Ciao XXXXXX,, di primo impatto verrebbe voglia di fare una QUERELA …ma poiché sei una persona capace di scrivere, sarebbe interessante rispondere alla xxxxx con una lettera scritta come sai fare tu per informarla che sei una madre di un ragazzo che ha subito e che i danni non sono temporanei…..Puntualizzando bene anche tutto le conseguenze.

Un forte abbraccio, XXXXX (una amica che sostiene le “Mamme della Rete”)

  • Non posso neanche immaginare….. Cosa prova un genitore leggendo……. quando sa che suo figlio e’stato abusato…… ATROCE LACERANTE….. E’ dire poco….. SONO TRAGEDIE X TUTTA LA FAMIGLIA….. UN GRANDE ABBRACCIO….. (una amica della Parrocchia)
  • C’è una tendenza a normalizzare il male e tutto ciò che è sbagliato, certamente ha contribuito e di molto anche il Papa Bergoglio…

Questo giornale è da bruciare al rogo, ecco cosa penso ! Da bruciare anche altri giornali simili che sono ciechi! un abbraccio fraterno, XXXXX (un amico che da tempo sta seguendo le vicende della pedofilia nella Chiesa, anche lui cattolico convinto e praticante)

  • Questa che scrive sarà sposata?? Avrà figli/e ??? ..

Ho studiato morale da una vita! Non sono certo un intellettuale né un fine teologo ma .. Definire la pedofilia un “non amore sbagliato” mi fa rabbrividire e solo pensare alla superficialità con cui questa persona si esprime. 

Poi sarà pur vero (secondo studi sociologici) che i fenomeni di pedofilia si manifestano nella maggioranza dei casi tra le mura domestiche ma questo non scagiona né deve mettere al sicuro la chiesa anzi .. forse “nascondersi un po’ meno”  sarebbe segno di carità evangelica più onesta e più coerente a quel segno che come chiesa debbiamo essere nel mondo .. 

Dire poi che la società non si muove mi sembra di un irreale .. 

Mi pare, che chi compie questo reato, oltre a dover risarcire le vittime va in galera e ci sta! 

Non ho parole! (un altro sacerdote della Diocesi di Milano)

  • L’ho letto tutto. E ti assicuro che lo stesso schifo che provi tu lo provo anche io! Non ci sono parole! (un’altra “Mamma della Rete”)
  • Inaccettabile per chi sa come stanno le cose veramente, ma altrettanto credibile per chi apprende la notizia senza avere avuto dei trascorsi: infatti è questa l’indignazione che provo! Perché SEMBRA DAVVERO CREDIBILE! Non deve passare un messaggio del genere (un’altra “Mamma della Rete”)
  • Quanto all’articolo di Famiglia Cristiana… ti assicuro la preghiera quotidiana per la tua famiglia e per tutte le vittime di questo orrendo crimine, ma credo che su alcune cose (dette in maniera dozzinale e frettolosa) l’articolista non dicesse cose del tutto sbagliate… credo intendesse dire che la società (intesa come “pensiero comune”, non come Autorità Pubblica) sia molto più indulgente verso la pedofilia che avviene in famiglia (tra parenti e “amici”) che non verso quella che avviene nella Chiesa, ad opera di preti che sono mostri (pensa anche solo – ad esempio – a quanti casi di pedofilia coperti con omertà… è solo un esempio… io da prete, nel confessionale – sia qui in un paesello di montagna, sia in periferie di grandi città, ho raccolto molte testimonianze di vittime – ormai adulte – di pedofilia operata da famigliari o vicini, ma coperte totalmente dalla famiglia, in particolare le mamme!). La Chiesa non ha assunto affatto una posizione dura e di verità… ma ricorda sempre che la Chiesa non sono né i sacerdoti della tua Parrocchia, né il tuo Arcivescovo… la Chiesa di Cristo (ferita) siamo tutti noi, ed è questa Chiesa ferita e martoriata che Gesù continua ad amare con tutto se stesso e per la quale continua a dare la sua Vita… (un sacerdote della Diocesi di Bergamo)
  • Penso che tutti dovrebbero leggere questa cosa: è allucinante la falsità di Famiglia Cristiana! Bisogna spiegare come stanno le cose (un amico di famiglia che conosce anche altre vittime)
  • I giornali sono servi della casta (un’amica che condivide questa “battaglia di civiltà”)

Cosa si può aggiungere?

Noi “Mamme della Rete” non abbiamo, né ricerchiamo, la visibilità che può avere un articolo di un settimanale, ma non riusciamo a stare del tutto zitte. La REALTA’ va raccontata da chi la sta vivendo, o no?

Una mamma, lettera firmata

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Cristina Balestrini

Coordinatore infermieristico presso il Dipartimento di Salute Mentale di un’Azienda Ospedaliera milanese. Svolge un ruolo di coordinamento del personale con particolare attenzione all’attività formativa sul campo, puntando sulla progettazione di programmi riabilitavi per i pazienti in collaborazione con il personale.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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