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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abuso sessuale » “Prete o Vescovo, perché non rinunci alla prescrizione? Puoi anche cavartela così, ma Dio sa…”

“Prete o Vescovo, perché non rinunci alla prescrizione? Puoi anche cavartela così, ma Dio sa…”

Cristina Balestrini by Cristina Balestrini
29 Giugno 2019
in Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 3 mins read
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Leggere per l’ennesima volta che un sacerdote o un Vescovo si “sottrae” alla Giustizia perché il reato di cui è accusato è caduto in prescrizione, mi impone una riflessione che rivolgo ad ogni sacerdote che – in qualche modo – leggerà questo mio scritto.

LETTERA APERTA a ogni sacerdote che ha commesso un abuso sessuale nei confronti di un minore, a ogni Vescovo o confratello che ha insabbiato la vicenda e non ha impedito che ci fossero altre vittime, e a ogni sacerdote che, di fatto, “si gira dall’altra parte” perché non lo riguarda da vicino.

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“Caro Sacerdote, chiunque tu sia, forse hai tirato un sospiro di sollievo perché sei stato assolto. Finalmente la vicenda processuale si è conclusa, non ne potevi più. Questi lunghi anni di incertezze per una eventuale condanna ti hanno logorato, hai dovuto far di tutto per difenderti dalle accuse, hai dovuto affrontare e rassicurare amici e parenti che erano rimasti sconvolti dal rinvio a giudizio. Tutti pronti a mettere la mano sul fuoco per la tua innocenza, magari qualcuno si è anche esposto pubblicamente per sostenerti in questi anni… e poi, finalmente, l’assoluzione!

Curioso: anche tu, quando amministri il Sacramento della Confessione hai il potere (che ti è DATO, non è un potere di cui puoi disporre autonomamente) di dare l’assoluzione al penitente che rispetta le condizioni affinché il Sacramento sia efficace.

Davvero curioso.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Sì, curioso, perché tu sei stato assolto perché sono trascorsi i termini temporali per la condanna: NON PERCHÈ NON HAI COMMESSO IL FATTO!

Finora sei riuscito a reggere il gioco con tutti, a recitare la tua parte con orgoglio e presunzione. I tuoi avvocati hanno fatto di tutto per giungere a questo punto, gliene sarai grato.  Ma di cosa puoi gioire? La tua coscienza esulta? Sei fiero di “averla fatta franca” nonostante tu sappia, CON CERTEZZA, di essere colpevole?

Ma, oltre a te, anche Dio lo sa… e così anche tutte le vittime coinvolte, tutte le persone alle quali TU hai fatto del male, persone che non riusciranno più ad ascoltare un qualsiasi prete che parla dal pulpito, persone che provano “schifo” per la chiesa a causa tua.

Che responsabilità. Di fronte alla Legge sei a posto… ma di fronte a Dio?

Sei a posto quanto celebri ogni giorno la S.Messa? Sei a posto quando consacri il Pane e il Vino con quelle stesse mani che hanno violentato e profanato il corpo di un bambino? Di tanti bambini… tante volte…

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

Anche tu, Vescovo, che hai spostato il prete da una parrocchia all’altra e non hai impedito che avvenissero altri abusi, ma l’hai scampata perché è passato troppo tempo… sei a posto davanti a Dio? Quando, pomposamente, fai visite pastorali in lungo e in largo nella tua Diocesi, hai mai guardato una vittima negli occhi?

E tu, Cardinale? C’è l’immunità diplomatica, all’occorrenza?

“Date a Cesare quel che è di Cesare…” (Mt 22, 21)

Sacerdote, Vescovo, Cardinale, chiunque tu sia, quando commetti un reato:

  • Vai a costituirti se nessuno ti ha ancora denunciato e paga il tuo debito

Quando vieni accusato:

  • Affronta un giusto processo
  • Rinuncia alla prescrizione
  • Rinuncia all’immunità diplomatica

Se sei innocente potrai dimostrarlo ed essere giustamente scagionato. Se sei colpevole assumiti le tue responsabilità di fronte alle persone alle quali hai fatto del male, di fronte allo Stato, di fronte alla Chiesa e di fronte a Dio!

Solo così potrai essere finalmente LIBERO, solo così la tua coscienza potrà gioire! Solo così potrai essere credibile e interrompere quella spirale di Male che ti circonda!

Altrimenti l’ “avrai fatta franca” ma il prezzo da pagare sarà altissimo: la tua dannazione. Ci hai mai pensato?

Non parlare dal pulpito, per favore. Anche tu, sacerdote non direttamente coinvolto ma che “ti giri dall’altra parte”… quando celebri la S.Messa, dopo la lettura del Vangelo siediti qualche minuto in silenzio, rispetta il popolo di Dio che merita dei Ministri credibili: non parlare dal pulpito, lascia agire la Parola di Dio.

Il popolo di Dio chiede una Chiesa come quella che difende con il Credo: UNA, SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA.  Sbagliare senza rimediare è diabolico, e ciascuno ne risponderà in prima persona.

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L

Il resto è ipocrisia.

Una mamma cattolica (che raccoglie il pensiero di tanti amici)

Cristina Balestrini

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Cristina Balestrini

Cristina Balestrini

Coordinatore infermieristico presso il Dipartimento di Salute Mentale di un’Azienda Ospedaliera milanese. Svolge un ruolo di coordinamento del personale con particolare attenzione all’attività formativa sul campo, puntando sulla progettazione di programmi riabilitavi per i pazienti in collaborazione con il personale.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.