“Prete o Vescovo, perché non rinunci alla prescrizione? Puoi anche cavartela così, ma Dio sa…”

Leggere per l’ennesima volta che un sacerdote o un Vescovo si “sottrae” alla Giustizia perché il reato di cui è accusato è caduto in prescrizione, mi impone una riflessione che rivolgo ad ogni sacerdote che – in qualche modo – leggerà questo mio scritto.

LETTERA APERTA a ogni sacerdote che ha commesso un abuso sessuale nei confronti di un minore, a ogni Vescovo o confratello che ha insabbiato la vicenda e non ha impedito che ci fossero altre vittime, e a ogni sacerdote che, di fatto, “si gira dall’altra parte” perché non lo riguarda da vicino.

“Caro Sacerdote, chiunque tu sia, forse hai tirato un sospiro di sollievo perché sei stato assolto. Finalmente la vicenda processuale si è conclusa, non ne potevi più. Questi lunghi anni di incertezze per una eventuale condanna ti hanno logorato, hai dovuto far di tutto per difenderti dalle accuse, hai dovuto affrontare e rassicurare amici e parenti che erano rimasti sconvolti dal rinvio a giudizio. Tutti pronti a mettere la mano sul fuoco per la tua innocenza, magari qualcuno si è anche esposto pubblicamente per sostenerti in questi anni… e poi, finalmente, l’assoluzione!

Curioso: anche tu, quando amministri il Sacramento della Confessione hai il potere (che ti è DATO, non è un potere di cui puoi disporre autonomamente) di dare l’assoluzione al penitente che rispetta le condizioni affinché il Sacramento sia efficace.

Davvero curioso.

Sì, curioso, perché tu sei stato assolto perché sono trascorsi i termini temporali per la condanna: NON PERCHÈ NON HAI COMMESSO IL FATTO!

Finora sei riuscito a reggere il gioco con tutti, a recitare la tua parte con orgoglio e presunzione. I tuoi avvocati hanno fatto di tutto per giungere a questo punto, gliene sarai grato.  Ma di cosa puoi gioire? La tua coscienza esulta? Sei fiero di “averla fatta franca” nonostante tu sappia, CON CERTEZZA, di essere colpevole?

Ma, oltre a te, anche Dio lo sa… e così anche tutte le vittime coinvolte, tutte le persone alle quali TU hai fatto del male, persone che non riusciranno più ad ascoltare un qualsiasi prete che parla dal pulpito, persone che provano “schifo” per la chiesa a causa tua.

Che responsabilità. Di fronte alla Legge sei a posto… ma di fronte a Dio?

Sei a posto quanto celebri ogni giorno la S.Messa? Sei a posto quando consacri il Pane e il Vino con quelle stesse mani che hanno violentato e profanato il corpo di un bambino? Di tanti bambini… tante volte…

Anche tu, Vescovo, che hai spostato il prete da una parrocchia all’altra e non hai impedito che avvenissero altri abusi, ma l’hai scampata perché è passato troppo tempo… sei a posto davanti a Dio? Quando, pomposamente, fai visite pastorali in lungo e in largo nella tua Diocesi, hai mai guardato una vittima negli occhi?

E tu, Cardinale? C’è l’immunità diplomatica, all’occorrenza?

Date a Cesare quel che è di Cesare…” (Mt 22, 21)

Sacerdote, Vescovo, Cardinale, chiunque tu sia, quando commetti un reato:

  • Vai a costituirti se nessuno ti ha ancora denunciato e paga il tuo debito

Quando vieni accusato:

  • Affronta un giusto processo
  • Rinuncia alla prescrizione
  • Rinuncia all’immunità diplomatica

Se sei innocente potrai dimostrarlo ed essere giustamente scagionato. Se sei colpevole assumiti le tue responsabilità di fronte alle persone alle quali hai fatto del male, di fronte allo Stato, di fronte alla Chiesa e di fronte a Dio!

Solo così potrai essere finalmente LIBERO, solo così la tua coscienza potrà gioire! Solo così potrai essere credibile e interrompere quella spirale di Male che ti circonda!

Altrimenti l’ “avrai fatta franca” ma il prezzo da pagare sarà altissimo: la tua dannazione. Ci hai mai pensato?

Non parlare dal pulpito, per favore. Anche tu, sacerdote non direttamente coinvolto ma che “ti giri dall’altra parte”… quando celebri la S.Messa, dopo la lettura del Vangelo siediti qualche minuto in silenzio, rispetta il popolo di Dio che merita dei Ministri credibili: non parlare dal pulpito, lascia agire la Parola di Dio.

Il popolo di Dio chiede una Chiesa come quella che difende con il Credo: UNA, SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA.  Sbagliare senza rimediare è diabolico, e ciascuno ne risponderà in prima persona.

Il resto è ipocrisia.

Una mamma cattolica (che raccoglie il pensiero di tanti amici)

Cristina Balestrini

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