Como, Don Marco accusato di violenza sessuale. Segnalato al vescovo già nel 2008
COMO, 16 MAR – Nei confronti di don Marco Mangiacasale, il sacerdote comasco arrestato per violenza sessuale ai danni di ...
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Nuovi dettagli nel caso di don Marco, il sacerdote di Como arrestato mercoledì con l’accusa di abusi Emergono particolari scottanti ...
Don Marco Mangiacasale, 48 anni, L'economo della diocesi di Como, è stato arrestato per violenza sessuale continuata su una minorenne tra ...
Un prete arrestato per violenza su una ragazzina Succede a Como L’economo della diocesi di Como, don Marco Mangiacasale, ex ...
La famiglia replica a monsignor Coletti sulla vicenda di don Mauro «Quelle parole non me le aspettavo e mi hanno ...
Giovedì 09 Dicembre 2010 Il vescovo di Como Diego Coletti ha parlato per la prima volta su Etv della vicenda ...
Il processo L’ex parroco di Laglio è stato condannato a otto anni in primo grado Il sacerdote è accusato di ...
L'omicida di Borghetto ha confessato ma la presunzione di innocenza vale anche per lui. Approfondirne ora profilo e "ragioni" è ...
Venerdì 20-02-2009 Il sacerdote ha denunciato oltre trenta persone Tutti denunciati. Oltre una trentina di testimoni dell’accusa che, nei mesi ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso
