Tranne i pochi casi noti di don Efisio Schirru; don Valerio Manca; don Giuseppe Cuccu; don Marco Dessì; don Pascal Manca; don Raimondo Meloni; don Pietro Sabatini, quale risposta ci vuole dare il segretario della CEI mons. Giuseppe Baturi sugli altri 36 casi che se pur non siano arrivati agli onori della cronaca, tuttavia soggiornano in Sardegna? E delle 202 presunte vittime?
Le segnalazioni che pervengono all’Osservatorio della Rete L’ABUSO sono molte e anche se la CEI nella persona del suo Presidente Matteo Zuppi e del suo Segretario Giuseppe Baturi non hanno mai voluto acquisirle, malgrado l’Associazione , in più occasioni si sia collaborativamente offerta a comunicarle, difficilmente si può parlare di dati infondati, come lo stesso Baturi e la CES hanno sostenuto, lo scorso marzo, quando la Garante per la tutela dei minori sarda Carla Pugligheddu, dopo averli verificati, con buonsenso ha scritto allarmata proprio a Baturi. Garante che come è tristemente noto non solo si è vista attaccare dalla CES, ma addirittura è stata defenestrata dal Consiglio Regionale Sardo di cui faceva parte.
Casi che sarebbe stato bene quanto meno verificare, anche per dare un concreto credito alle dichiarazioni che proprio mons. Giuseppe Baturi, pochi giorni fa ha rilasciato, lodando quello che a suo dire è il grande lavoro e i progressi che la chiesa italiana ha fatto, grazie agli sportelli diocesani.
Lavoro che a dire delle vittime e anche dell’associazione, non è proprio così lodevole. E si conferma ancora una volta nel servizio andato in onda ieri a “Fuori dal coro”.
Il caso di don Efisio Schirru era tra quelli anonimi segnalati all’associazione, sul quale la chiesa sarebbe potuta intervenire prima, facendo tutti i dovuti accertamenti.
Cosa che non è avvenuta, a causa dell’ostinata volontà di non collaborare con le vittime dimostrando che quella che il Presidente della CEI Matteo Zuppi ha battezzato nel 2021 come “La via italiana”, altro non è che la solita via, quella dell’auto acclamazione su un progetto fallimentare e maldestro di una chiesa che vuole fare tutto, tranne che rendere giustizia alle vittime, prevenendo seriamente la salute psicofisica dei minori che ogni giorno, purtroppo, gli vengono affidati.
Una chiesa che non aiuta sé stessa e che fa vergognare di farne parte, tanti bravi sacerdoti.













