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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Asti » Accuse di abusi nella Chiesa di Cagliari: ‘Denunciati tanti preti ma sono ancora al loro posto’

Accuse di abusi nella Chiesa di Cagliari: ‘Denunciati tanti preti ma sono ancora al loro posto’

Il caso di presunti abusi sessuali compiuti su un giovane desideroso di diventare seminarista da padre Efisio Schirru? Non è l’unico caso che avvolge la Curia di Cagliari già da tempo.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
27 Aprile 2026
in Sardegna
Reading Time: 2 mins read
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L’onda d’urto del caso Bonaria

Il fulcro della vicenda riguarda pesanti accuse di abusi che avrebbero coinvolto padre Efisio Schirru, mercedario, figura di spicco nel panorama ecclesiastico locale. Tuttavia, ciò che sta sollevando un’indignazione senza precedenti non è solo la natura dei reati contestati, ma il presunto immobilismo dei vertici. Le testimonianze che emergono disegnano un quadro inquietante: denunce presentate anni fa, segnalazioni ai superiori e appelli rimasti, troppo spesso, chiusi nei cassetti polverosi delle cancellerie vescovili.

“Molti sacerdoti sono stati segnalati per condotte inappropriate, eppure sono ancora al loro posto, a contatto con i giovani”, denunciano alcune vittime e associazioni. È una frase che pesa come un macigno sulla gestione dell’Arcivescovo Giuseppe Baturi, chiamato oggi a rispondere di una strategia difensiva che molti leggono come una colpevole inerzia.

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L’intervento delle istituzioni: il monito della Garante

La gravità della situazione aveva spinto, a marzo,la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Carla Puligheddu, a rompere il silenzio istituzionale con una lettera aperta indirizzata direttamente all’Arcivescovo. Il messaggio era stato perentorio: non possono esistere zone franche.

“È necessaria una vigilanza rigorosa e costante anche in ambito ecclesiastico. La tutela dei minori deve prevalere su ogni logica di protezione dell’istituzione o di segretezza interna.”

La Garante, volendo sintetizzare, aveva richiamato la Chiesa di Cagliari alle proprie responsabilità morali e civili, sottolineando come la prevenzione degli abusi non possa limitarsi a dichiarazioni d’intenti, ma debba tradursi nell’allontanamento immediato di chiunque sia sospettato di mettere a rischio l’integrità dei bambini.

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Una fiducia da ricostruire

Mentre le indagini proseguono, la città si interroga sul silenzio che ha protetto certi ambienti per decenni. La richiesta che sale dalla piazza e dalle istituzioni è univoca: trasparenza totale. Il “mix logico” tra la cronaca nera di Bonaria e il richiamo formale della Garante delinea una crisi di fiducia profonda. Se la Chiesa cagliaritana vuole davvero “tutelare i minori”, dovrà dimostrare di avere il coraggio di fare pulizia al proprio interno, senza sconti e senza attese, perché ogni giorno di ritardo è un tradimento verso chi non ha voce.

Accuse di abusi nella Chiesa di Cagliari: “Denunciati tanti preti ma sono ancora al loro posto”

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.