La Chiesa cattolica in Belgio ha finora versato nove milioni di euro alle vittime (dati aggiornati alla fine di febbraio 2026). Ad oggi, sono state registrate quasi 1.600 segnalazioni. Di queste 972 vittime sono state riconosciute e risarcite. L’importo del risarcimento è stato allineato alla prassi dei Tribunali, stabilendo così anche una parità di trattamento tra reati prescritti e non prescritti. L’obiettivo per la Chiesa – si legge in un comunicato diffuso ieri sera dalla Conferenza episcopale belga – “era garantire che le vittime di reati prescritti potessero essere ascoltate, riconosciute e, se lo desideravano, ricevere un risarcimento economico”.
Oggi, il canale Canvas trasmetterà “Brief aan de paus” (Lettera al Papa), sequel della serie “Godvergeten” (Dio dimenticato). L’arcivescovo di Malines-Bruxelles Luc Terlinden ha collaborato a questo documentario in qualità di portavoce ufficiale per gli abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica belga. “Ogni abuso è inaccettabile”, afferma l’arcivescovo. “E la Chiesa ha fallito in passato per quanto riguarda gli abusi sessuali al suo interno. L’ho già detto e lo ripeterò”, nel programma tv. “La Chiesa avrebbe dovuto difendere le vittime senza esitazione o riserve e combattere ogni abuso con ogni mezzo possibile.
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