Damiano Aliprandi – Siamo nel novembre del 2022, mentre il detenuto minorenne di origine straniera dorme, un agente si avvicina al suo letto e gli pone la mano sul sedere, accarezzandolo. Al risveglio improvviso del recluso che gli chiede: “Cosa vuoi?”, l’agente risponde: “Stai tranquillo, voglio solo fare l’amore con te”. Questo episodio, che non si è concretizzato grazie alla reazione del ragazzo, costituisce un tentativo di violenza sessuale. Ma è solo la punta dell’iceberg dei presunti abusi e torture che hanno scosso le fondamenta dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano, con tredici agenti della Polizia penitenziaria sotto accusa per una serie di reati.
In un’operazione condotta dalla Polizia dal Nucleo investigativo regionale per la Lombardia della Polizia penitenziaria, su mandato della Procura di Milano, 13 agenti sono stati sottoposti a misure cautelari, con 13 di loro dietro le sbarre e altri 8 sospesi dal servizio pubblico. Tutti erano in servizio presso l’istituto Beccaria al momento dei fatti. Le accuse che pendono su di loro vanno dall’abuso di potere al maltrattamento di minori, con episodi di violenza e torture aggravate dalla vulnerabilità dei giovani detenuti. Fatti, se confermati, di una gravità inaudita.
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