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ITALIA – In tutto il paese lacrimano monsignori e cardinali – E le vittime si indignano !

L’ultimo a finire nella rete è niente popò di meno che il Presidente della CEI, il cardinale Gualtiero Bassetti, a cui è deflagrato tra le mani, nella sua diocesi a Perugia, don Vincenzo Esposito

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
6 Agosto 2021
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 4 mins read
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È certo che le continue lacrimazione che negli ultimi mesi avvengono oramai dal nord al sud d’Italia non sono certo indice di pentimento, più probabilmente solo la spending review avviata da papa Francesco per scongiurare il default del Vaticano.

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L’ultimo a finire nella rete è niente popò di meno che il Presidente della CEI, il cardinale Gualtiero Bassetti, a cui è deflagrato tra le mani, nella sua diocesi a Perugia, don Vincenzo Esposito. Nell’ordinanza si legge ‘privo di autocontrollo e in preda ai suoi impulsi’. Dettaglio che è sfuggito puntualmente non solo ai parrocchiani, diciamo a partire da loro…

A Milano invece abbiamo l’arcivescovo Mario Delpini, in pool position al resto d’Italia in quanto la diocesi milanese che già vanta ben 47 casi in soli 15 anni, tolto il caso di don Mauro Galli (da lui personalmente insabbiato, con l’aiuto di monsignor Pierantonio Tremolada, prima che papa Francesco li nominasse entrambi vescovi; uno di Milano, l’atro di Brescia) che oramai è giunto alla condanna anche in appello.

mappa italianaAll’attivo tuttavia Delpini vanta ben 4 nuovi casi;

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don Emanuele Tempesta –accusato di molestie a 7 minori tra i 7 e i 13 anni;

l’ex seminarista Leonardo Gualdoni – accusato di molestie da una 15enne adescata nella parrocchia dove faceva l’aiutante dopo aver lasciato il seminario;

don Alberto Lucchina, vero tasto dolente, al momento abbiamo in carico una sola sua vittima. Ma dalla corrispondenza tra la stessa e la diocesi, emerge che potrebbe non essere l’unica. Tanto che scusandosi la diocesi chiede se è forse lei una… La lista non è proprio così ridotta, infatti dopo la nostra pubblicazione, don Lucchina si è auto sospeso.

C’è poi un altro caso di un don di Milano, per il momento però essendoci indagini in corso preferiamo riservarci.

Ma scendiamo al sud, a Enna dove il reo confesso (almeno nelle intercettazioni della Procura di Enna) monsignor Rosario Gisana si trova alle prese col caso di don Giuseppe Ruglolo, un prete che già da seminarista abusava.

Qui molto interessanti le dichiarazioni del vescovo di Piazza Armerina, che attacca di petto il Vaticano e la CDF. Infatti Gisana reclama su Il RESTO DEL CARLINO di aver segnalato alla CDF, ma risposero che non interessava, in quanto don Rugolo adesso era prete e non più un seminarista.

Gisana a questo punto, abbandonato dal Vaticano – e che qualora si fosse rivolto alla magistratura lo avrebbe mandato a fare il vescovo a Pantelleria – chiede asilo per il sacerdote accusato di abusi a Enna, al vescovo di Ferrara, che senza indugi ed alcuna restrizione , glielo concede.

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Tra incontri con i più piccoli e campeggi di una settimana (sempre con i più piccoli), don Giuseppe Rugolo continua la sua missione pastorale, da Enna a Ferrara.

Ci sono poi il cardinale Angelo Bagnasco e il suo successore Marco Tasca, che nella “rigidità e grande trasparenza” seguito della tolleranza zero di papa Francesco, non dicono nulla di don Franco Castagneto e frate Luca Maria Bucci… chissà che fine hanno fatto dopo le gravi accuse.

Ve lo diciamo noi !

Don Franco Castagneto è sempre al Santuario di Crea da quando è fuggito da Albaro. Bucci invece vaga indisturbato come sempre nel genovese, tra carità e opere di bene.

Poi c’è don Rampino e il suo vescovo mons. Michele Seccia, “dammi l’IBAN, il vescovo è d’accordo”, vogliamo farti un regalo per il matrimonio.

C’è persino l’attuale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Francisco Ladaria, grazie a lui il pedofilo don Gianni Trotta, dopo la riduzione allo stato laico, stuprò altri bambini. Ma Bergoglio lo ha fatto ugualmente prefetto dell’organo che dovrebbe vigilare.

insabbiatori 1Malgrado la lista dei monsignori disobbedienti sia notevole in Italia, a fronte di tutto ciò che attualmente dimostra anche il fallimento degli sportelli e delle commissioni diocesane, che puntualmente vedono fuggire (fortunatamente) le vittime per le inadempienze della diocesi di turno. Ma qui papa Francesco tace, persino di fronte alle accuse di un suo vescovo (Gisana) che avrebbe dovuto sospendere all’istante per aver palesemente insabbiato e violato (insieme al vescovo di Ferrara) il suo “rivoluzionario” (a detta dei soli giornali ma non delle vittime) Motu Proprio, il Vos estis lux mundi, che riporta la chiesa 20 anni indietro blindando ulteriormente le già difficili possibilità per le vittime italiane di ottenere giustizia e un congruo indennizzo dei danni, come pochi giorni fa ha nuovamente ribadito l’ONU al Vaticano.

Riguardo le lacrimazioni beh, potreste asciugarle con comunicati stampa che escono dalle vostre diocesi. Avete presente quei fogli di carta dove scrivete la solita lagna davvero irriverente per i sopravvissuti, tra il v.s. presunto dolore, stupore e vicinanza a vittime e famiglie, le stesse che vi raffigurano quanto il demonio in terra per gli orrori di cui siete impuniti responsabili.

Magari, se proprio dovete farli i comunicati, che so, metteteci almeno un po’ di originalità. Tanto che almeno le vittime non li leggano come uno sfottò !

Zanardi

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Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.