Seppure l’associazione ECA Global non fornisca in alcun modo servizi o supporto ai sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, veicolandosi nei paesi grazie al lavoro delle realtà locali, la Rete L’ABUSO, nel 2019 aveva da subito aderito entusiasta al progetto di ECA che aveva come obbiettivo quello di unire le realtà associative dei vari paesi, creando così una forza rappresentativa a livello globale.
Da oggi però l’Italia congela temporaneamente qualunque rappresentanza ECA, fino a che questa non renderà conto del grave episodio accaduto lo scorso 16 giugno che aveva costretto l’unica associazione che in Italia rappresenta i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, a prendere doverose distanze da una iniziativa inopportuna e peraltro mai comunicata, che ha di fatto offeso i sopravvissuti italiani, già provati da una situazione impari rispetto all’Europa e al mondo che al momento, malgrado le nostre molteplici richieste, ECA Global, che malgrado ammetta l’imperdonabile errore, al momento non sembra tuttavia in grado di saper fornire alcuna giustificazione.
Nel tardo pomeriggio di martedì 16 giugno, alcune testate giornalistiche che avevano invano cercato di contattare ECA, si sono rivolte direttamente alla Rete L’ABUSO chiedendo informazioni su un incontro che sarebbe avvenuto a Roma nei giorni di lunedì 15 e martedì 16 c.m. di cui la Rete L’ABUSO che non è mai stata informata si è trovata indebitamente coinvolta.
Si scopre che attraverso un comunicato stampa ufficiale e congiunto che porta i loghi di ECA Global e della Pontificia Commissione tutela minori (Tutela Minorum ECA Statement on Rome Dialogues) che l’associazione americana vantava lodando l’incontro con la Pontificia Commissione tutela minori dal quale ha escluso i rappresentanti italiani, un dialogo e il rafforzamento che la chiesa a detta di ECA avrebbe apportato in materia di abusi sessuali a danno di minori.
Notizia totalmente falsa e inopportuna per quanto riguarda l’Italia, che ad oggi, vede la stessa Commissione Pontificia rifiutare addirittura di riconoscere i sopravvissuti nel paese.
L’Italia infatti, non solo è l’unico paese in Europa che attualmente lamenta la totale assenza del Governo italiano, al quale, già nel 2019 il Comitato per i diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite, ne lamentava la mancata applicazione della Convenzione per i diritti dell’infanzia e che nel marzo di quest’anno è tornato per la seconda volta, a chiedere conto al Governo italiano, il quale dovrà rispondere della disapplicazione della Convenzione entro il 2027.
Italia che vede la stessa chiesa attualmente totalmente disimpegnata sul territorio nell’applicazione delle sue stesse direttive a contrasto della pedofilia nel clero.
I molteplici casi noti a tutti nella penisola partono da quello vescovo di Enna Rosario Gisana e del suo vicario giudiziale Vincenzo Murgaro, oggi entrambi sotto processo da parte della giustizia italiana per avere mentito ai giudici italiani nel tentativo di coprire don Giuseppe Rugolo, condannato in via definitiva per abusi sessuali a danno di tre minori. Caso che malgrado la conclamata situazione vede la chiesa italiana disapplicare totalmente le proprie norme in tutela dei minori, di fatto lasciando i due tutt’ora al loro posto.
Tra i molteplici casi citiamo quello di pochi giorni fa che riguarda Padre Efisio Schirru, accusato di violenza sessuale ai danni di un seminarista, paradossalmente ed in barba allo stesso Motu proprio, è stato rieletto provinciale.
Sul versante delle vittime e dei mancati soccorsi promessi dalla chiesa, il dato che si rileva sul territorio italiano, a distanza di quattro anni dall’apertura degli sportelli diocesani per le vittime è catastrofico.
I casi denunciati all’associazione italiana vedono nel 2025 (dato che l’Osservatorio della Rete L’ABUSO prevede riconfermato nel 2026) raddoppiate le denunce e le vittime che ingenuamente si sono rivolte agli sportelli, ridotte ad un ulteriore trauma, questa volta dovuto alla rivittimizzazione causata dalla riesumazione del trauma prodotta dall’essersi esposti agli interrogatori previsti dagli sportelli diocesani e all’inconcludenza della chiesa italiana che praticamente in quasi tutti i casi ha lasciato i responsabili degli abusi al loro posto, provocando così ulteriore frustrazione e ulteriore trauma nelle vittime.
Situazione che ECA global ben conosce e che abbiamo ricordato proprio chiedendo spiegazioni di quanto tristemente accaduto pochi giorni fa, a nostra totale insaputa. Per questi motivi si chiede doverosamente conto a ECA Global dello sciagurato ed inspiegabile gesto, non che delle ridicole dichiarazioni che ECA ha rilasciato congiuntamente alla Pontificia commissione alla quale invece avrebbe dovuto chiedere conto di questa grave situazione.
Il gruppo americano, che a sei giorni dall’accaduto al momento sembra incapace di dare spiegazioni ai sopravvissuti e alla stessa Rete L’ABUSO, ci comunica che nelle prossime settimane è disposto a riunirsi in un incontro con la Rete, tuttavia al momento non ha ancora fissato una data.
Per questi motivi Rete L’ABUSO è attualmente costretta non solo a prendere le distanze ma a disconoscere qualunque azione da parte di ECA Global in rappresentanza dell’Italia.
Francesco Zanardi
Presidente della Rete L’ABUSO
E Co founder di ECA Global

















