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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » L’Italia disconosce fino a un chiarimento i rappresentanti di ECA Global

L’Italia disconosce fino a un chiarimento i rappresentanti di ECA Global

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
21 Giugno 2026
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 4 mins read
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Seppure l’associazione ECA Global non fornisca in alcun modo servizi o supporto ai sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, veicolandosi nei paesi grazie al lavoro delle realtà locali, la Rete L’ABUSO, nel 2019 aveva da subito aderito entusiasta al progetto di ECA che aveva come obbiettivo quello di unire le realtà associative dei vari paesi, creando così una forza rappresentativa a livello globale.

All’epoca il manifesto di ECA Global recitava “Ending Clergy Abuse (ECA): Rete mondiale di attivisti e vittime che si batte per tutelare i minori e costringere la Chiesa a porre fine agli abusi clericali“.

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Da oggi però l’Italia congela temporaneamente qualunque rappresentanza ECA, fino a che questa non renderà conto del grave episodio accaduto lo scorso 16 giugno che aveva costretto l’unica associazione che in Italia rappresenta i sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, a prendere le doverose distanze da una iniziativa inopportuna e peraltro mai comunicata, che ha di fatto offeso i sopravvissuti italiani, già provati da una situazione impari rispetto all’Europa e al mondo che al momento, malgrado le nostre molteplici richieste, ECA Global,  malgrado ammetta l’imperdonabile errore, non sembra tuttavia in grado di saper fornire alcuna giustificazione.

Nel tardo pomeriggio di martedì 16 giugno, alcune testate giornalistiche che avevano invano cercato di contattare ECA, si sono rivolte direttamente alla Rete L’ABUSO chiedendo informazioni su un incontro che sarebbe avvenuto a Roma nei giorni di lunedì 15 e martedì 16 c.m. di cui la Rete L’ABUSO non è mai stata informata trovandosi indebitamente coinvolta.

Scopriamo così,  attraverso un comunicato stampa ufficiale e congiunto che porta i loghi di ECA Global e della Pontificia Commissione tutela minori (Tutela Minorum ECA Statement on Rome Dialogues) che l’associazione americana lodando l’incontro con la Pontificia Commissione tutela minori dal quale ha escluso i rappresentanti italiani, lodava un dialogo e il rafforzamento che la chiesa a detta di ECA avrebbe apportato in materia di abusi sessuali a danno di minori.

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Notizia totalmente falsa e inopportuna per quanto riguarda l’Italia, che ad oggi, vede la stessa Commissione Pontificia rifiutare addirittura di riconoscere i sopravvissuti nel Paese.

L’Italia infatti, non solo è l’unico Paese in Europa che attualmente, malgrado gli impegni assunti, lamenta la totale assenza del Governo italiano, al quale, già nel 2019 il Comitato per i diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite, lamentava la mancata applicazione della Convenzione per i diritti dell’infanzia e che nel marzo di quest’anno torna per la seconda volta, a chiedere conto al Governo italiano, il quale dovrà rispondere della disapplicazione della Convenzione entro il 2027.

Italia che vede la stessa chiesa attualmente totalmente disimpegnata sul territorio nell’applicazione delle sue stesse direttive a contrasto della pedofilia nel clero.

I molteplici casi noti a tutti nella penisola partono da quello vescovo di Enna Rosario Gisana e del suo vicario giudiziale Vincenzo Murgaro, oggi entrambi sotto processo da parte della giustizia per avere mentito ai giudici italiani nel tentativo di coprire don Giuseppe Rugolo, condannato in via definitiva per abusi sessuali a danno di tre minori. Caso che malgrado la conclamata situazione vede la chiesa italiana disapplicare totalmente le proprie norme in tutela dei minori e di coloro che insabbiano, di fatto lasciando i due prelati tutt’ora al loro posto.

Situazione che oltre a suscitare le ire di Antonio Messina, vittima di don Rugolo che ECA ben conosce e che più volte ha chiesto giustizia a Papa Leone, sempre nella stessa diocesi, pochi giorni fa la condanna di un catechista a 9 anni, mai rimosso, mentre le famiglie delle vittime chiedono invano conto e interventi alla chiesa che però tace.

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Tra i molteplici casi arrivati agli onori della cronaca italiana citiamo quello di pochi giorni fa che riguarda Padre Efisio Schirru, accusato di violenza sessuale ai danni di un seminarista, paradossalmente ed in barba allo stesso Motu proprio, è stato rieletto provinciale.

Sul versante delle vittime e dei mancati soccorsi promessi dalla chiesa, il dato che si rileva sul territorio italiano, a distanza di quattro anni dall’apertura degli sportelli diocesani per le vittime, è catastrofico.

I casi denunciati all’associazione italiana vedono nel 2025 (dato che l’Osservatorio della Rete L’ABUSO prevede riconfermato nel 2026) raddoppiate le denunce e le vittime che ingenuamente si sono rivolte agli sportelli, ridotte ad un ulteriore trauma, questa volta dovuto alla rivittimizzazione causata dalla riesumazione del trauma prodotta dall’essersi sottoposti agli interrogatori previsti dagli sportelli diocesani e all’inconcludenza della chiesa italiana che, praticamente in quasi tutti i casi, ha lasciato i responsabili degli abusi al loro posto, provocando così ulteriore frustrazione e ulteriore trauma nelle vittime.

Situazione che ECA global ben conosce e che abbiamo ricordato chiedendo spiegazioni di quanto tristemente accaduto pochi giorni fa, a nostra totale insaputa. Per questi motivi si chiede doverosamente conto a ECA Global dello sciagurato ed inspiegabile gesto, non che delle ridicole dichiarazioni che ECA ha rilasciato congiuntamente alla Pontificia Commissione alla quale invece, avrebbe dovuto chiedere conto di questa grave situazione.

Il gruppo americano, a sei giorni dall’accaduto, sembra incapace di dare spiegazioni ai sopravvissuti e alla stessa Rete L’ABUSO e comunica che nelle prossime settimane è disposto a riunirsi in un incontro con la Rete, tuttavia al momento non ha ancora fissato una data.

Per questi motivi Rete L’ABUSO è attualmente costretta non solo a prendere le distanze ma a disconoscere qualunque azione da parte di ECA Global in rappresentanza dell’Italia.

Francesco Zanardi

Presidente della Rete L’ABUSO

e

Co founder di ECA Global

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Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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