L’Organizzazione Ex Focolari (OREF) annuncia l’avvio di una raccolta firme pubblica sulla piattaforma Change.org per sostenere un’istanza formale di segnalazione indirizzata al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Al termine della campagna, il documento programmatico e l’elenco completo dei firmatari verranno spediti a Città del Vaticano tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno, affinché la segnalazione sia formalmente protocollata presso l’Autorità di vigilanza.
Il fatto e le testimonianze raccolte
In data 27 maggio 2026 è stata pubblicata una puntata del podcast “La Chiesa e i miei perché”, curata da padre Fabio Ciardi e diffusa tramite Città Nuova, organo di informazione del Movimento dei Focolari, dal titolo “Abusi. Come lavare via lo sporco?”.
Come associazione, abbiamo ricevuto testimonianze di profonda sofferenza e turbamento da parte di diversi sopravvissuti ad abusi spirituali, psicologici e di coscienza. Molte persone hanno percepito tale formulazione come lesiva della propria dignità e incompatibile con la particolare sensibilità che il tema degli abusi richiede.
Le ragioni della nostra azione
Riteniamo che il linguaggio utilizzato assuma un’importanza decisiva quando si affrontano questioni così delicate. Espressioni come “lavare via lo sporco” sono metafore inappropriate: nella sensibilità di molte persone sopravvissute, esse possono evocare impurità, vergogna o una qualche forma di contaminazione morale della vittima. Chi è stato oggetto di un abuso ha subito soprusi e merita di essere riconosciuto e ascoltato senza ambiguità.
Analoga preoccupazione suscita la definizione dei sopravvissuti come “persone fragili”. Tale espressione risulta profondamente inadeguata quando viene riferita a chi ha attraversato esperienze di abuso e ha trovato la forza di riconoscerle, denunciarle e sopravvivere alle loro conseguenze. Come associazione che raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti, riteniamo che questa etichetta svaluti la loro esperienza e la loro capacità di resistenza. Definire fragile chi ha affrontato violenze spirituali, psicologiche o di coscienza rischia infatti di oscurarne il coraggio, la determinazione e la forza morale. La sopravvivenza stessa testimonia una capacità di resistenza che merita riconoscimento e rispetto. Attribuire a queste persone un’identità definita dalla fragilità significa ricondurle ancora una volta a una rappresentazione passiva, anziché riconoscerle come soggetti che hanno lottato per preservare la propria dignità e ricostruire la propria vita.
Entrambe le espressioni (“sporco” e “fragilità”) confermano una tendenza già osservata in altri contesti: quella di interpretare il fenomeno degli abusi principalmente in funzione delle conseguenze che esso produce all’interno del Movimento, anziché partire dall’esperienza e dalla dignità delle persone che ne hanno subito gli effetti.
Le richieste dell’istanza
Attraverso questa petizione, chiediamo formalmente al Dicastero:
• Di valutare la rilevanza della questione segnalata e di favorire una riflessione sul linguaggio utilizzato dalle realtà ecclesiali quando affrontano il tema degli abusi;
• Di sollecitare una presa di posizione pubblica da parte dei responsabili della pubblicazione del podcast, affinché sia riconosciuto il dolore provocato da tale formulazione e sia riaffermata con chiarezza la centralità del rispetto dovuto a chi è sopravvissuto agli abusi.
Rimettiamo questa segnalazione alle responsabilità e alle competenze proprie del Dicastero, attendendo atti concreti, verificabili e coerenti con la gravità dei fatti esposti.
Invitiamo tutti gli ex membri, le persone sopravvissute e chiunque ritenga il rispetto della dignità umana un valore non negoziabile a firmare il documento.
Puoi leggere il testo integrale dell’esposto, completo dei nomi dei promotori e dei primi firmatari, e aggiungere il tuo sostegno sulla pagina dedicata di Change.org.


















