Emergono scambi epistolari tra Giulio Andreotti e Don Vergari. Ed escono fuori i movimenti di Andreotti, a fine anni ’80, per la famiglia De Pedis. Ovvero dell’uomo indicato da pentiti e poliziotti come boss della Banda della Magliana, anche se non è mai stato condannato.
Nel 1989 il Divo Giulio era a capo del governo italiano. In quell’anno il rettore della Basilica di Sant’Apollinare Don Vergari gli scrisse per chiedergli un favore per il fratello di Enrico De Pedis, alias Renatino.
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