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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusatori » Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 34 del 27 aprile

Rete L’ABUSO NEWS – Edizione 34 del 27 aprile

Redazione WebNews by Redazione WebNews
27 Aprile 2024
in TG Tematico
Reading Time: 4 mins read
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Francesco Zanardi – Pedofilia, al via a Tivoli il processo bis all’ex dirigente di Azione Cattolica

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Altri guai giudiziari per Mirko Campoli, l’ex dirigente dell’Azione cattolica condannato lo scorso marzo a nove anni in primo grado.

Mercoledì presso il Tribunale di Tivoli il secondo rinvio a giudizio per Campoli difeso dagli avv.ti Antonio Todero e Attilio Piacente.

Durante la discussione in udienza preliminare, forse valutata la precedente condanna, ha scelto la via del giudizio abbreviato, beneficiando così della riduzione di un terzo della pena prevista, sulla base delle gravi imputazioni formulate a suo carico per il reato di violenza sessuale – in base agli atti – inflitto ai danni di due ragazzini.

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La Giudice dott.sa Sabrina Lencioni ha anche ammesso come parti civili la Regione Lazio, rappresentata dalla Garante per i diritti dell’infanzia dott.sa Monica Sanzoni, rappresentata dall’avvocato Pasquale Lattari, la Rete L’ABUSO – Associazione sopravvissuti agli abusi del clero, rappresentata dall’avvocato Mario Caligiuri e l’Associazione No child abuse APS rappresentata dall’avvocato Michele De Stefano.

La Giudice ha rinviato per l’esame dell’imputato e la discussione al prossimo 11 settembre.


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Federica Tourn – Irruzione in centro Italia in casa di un abate svizzero

Il vescovado di Losanna, Ginevra e Friburgo (LGF) ha informato, il 29 settembre 2023, che un sacerdote attivo nel cantone di Neuchâtel era stato sospeso per sospetto di abuso sessuale e che contro di lui era stato avviato un procedimento canonico. Il caso si è sviluppato il 13 aprile 2024, quando è avvenuta una grande irruzione della polizia nella casa di proprietà del sacerdote di origine italiana nel piccolo comune di Sant’Angelo in Vado (Marche).

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Ricerca importante

Secondo ArcInfo , quasi dieci agenti della polizia scientifica sono scesi da tre auto e sono entrati in casa con le loro tute bianche e le loro valigette. Hanno perquisito tutti e tre i piani e hanno posto i sigilli. A interessare gli investigatori erano soprattutto il garage e i locali interrati. Secondo i media neuchâteliani, la polizia italiana sospetta il sacerdote di abusi sulla figlia minorenne dell’assistente medico che si prendeva cura di sua madre.

Il caso è stato denunciato alle istituzioni della Chiesa oltre che alla giustizia italiana. Questa denuncia, fatta nel settembre 2023, è stata trasmessa anche a mons. Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo (LGF), perché il sacerdote risiede attualmente nel cantone di Neuchâtel. Il vescovado ha comunicato il 29 settembre la sospensione del sacerdote e l’avvio di una procedura canonica. La diocesi ha precisato di aver informato la procura di Neuchâtel.

Nessuna procedura di Neuchâtel

Il pubblico ministero del Cantone di Neuchâtel, Pierre Aubert, ha dichiarato ad ArcInfo di non poter pronunciarsi sull’opportunità di aprire un’indagine penale su questi fatti. Spiega di aver chiesto ulteriori informazioni alle autorità ecclesiastiche italiane. Hanno confermato l’apertura di un procedimento interno, precisando che la presunta vittima e la sua famiglia non avevano ancora presentato denuncia alle autorità civili. Nel cantone di Neuchâtel non è stata quindi aperta alcuna procedura.

La diocesi della LGF ha affermato di collaborare con il sistema giudiziario e di essere consapevole che chiunque sia indagato non dovrebbe andare via.

Da notare che il sacerdote in questione è già stato condannato per appropriazione indebita nelle parrocchie vodesi.


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Francesco Zanardi – Prete di 89 anni rinviato a giudizio, accusato di abusi su un 14enne

Sarebbe un prete accusato di abusi su un 14enne, don Giuseppe Bacchion, 89 anni nativo di Mirano e residente a Noale nella Diocesi di Treviso. Il prelato, difeso dall’avvocato Niccolò Zampaolo del foro di Padova, l’altro giorno è finito davanti al Gup Laura Alcaro, e il giudice ha deciso di rinviarlo a giudizio. Le prove a suo carico sarebbero schiaccianti.

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L’episodio risale al 30 gennaio del 2023 quando due ragazzini si sono dati appuntamento sul sagrato della chiesa per giocare con gli skate. E mentre si divertivano accanto a loro si è fermata un’automobile, da dove è sceso l’anziano prete. I due adolescenti, senza minimamente sospettare quello che sarebbe accaduto di lì a poco, si sono fermati pensando che il conducente avesse bisogno di un’informazione. Invece nel giro di pochi minuti si è consumata la violenza sessuale. Il sacerdote avrebbe rivolto al ragazzino più piccolo, quello di soli 14 anni, alcuni apprezzamenti inequivocabili, allungando una mano e toccandolo nelle parti intime.

Lo studente ha immediatamente reagito scacciando la mano del religioso e, insieme all’amico, lo ha preso a male parole intimandogli di andarsene immediatamente e di lasciarli in pace. Cosa che il don avrebbe fatto, risalendo in auto e allontanandosi.


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Alessio Di Florio – Violento attacco informatico contro Rete L’Abuso

In Italia esiste, ormai da molti anni, l’unica associazione di sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, Rete L’Abuso. Dovrebbe essere una battaglia comune a tanti quelle di vittime e sopravvissuti, dovrebbe scandalizzare ogni abuso contro l’infanzia. Francesco Zanardi può, invece, raccontare quante censure, quante verità di comodo, quanta omertà e quanti intrighi e trame per nascondere, occultare, difendere gli abusatori proliferano in Italia. Rete L’Abuso è online, ha un sito strutturato che è una potente fonte di informazione e conoscenza. La mattina del 23 aprile il sito di Rete L’Abuso è andato offline diverse ore per un violentissimo attacco informatico. Che giunge a distanza di poche settimane da segnalazioni e censure sui social a post e pubblicazioni di denunce di abusi e di sistemi di omertà, connivenza, difesa dell’abusatore. Questo non è il primo attacco subito da www.retelabuso.org negli anni. Ma è il più violento e devastante.

«È una realtà che conosciamo fin troppo bene, avendo subito un attacco che fece crollare il nostro sito tre anni fa. E ricordiamo i silenzi, le omertà, i volti girati dall’altra parte – si sottolinea su WordNews.it nell’articolo in cui è stata pubblicata la notizia – Per questo esprimiamo oggi tutta la nostra solidarietà a Francesco Zanardi e a Rete L’Abuso. Contro ogni censura, ogni squadrismo, ogni violenza siamo al loro fianco e continueremo a sostenere ancor di più ogni denuncia, lotta, battaglia, preziosa informazione di Rete L’Abuso. Le nostre pagine, il nostro sito erano, sono e resteranno a totale disposizione della Rete».

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.