Abusi sessuali, il giudice archivia il caso Giada Vitale: niente nuovo processo per don Marino

Il Gip non ha accolto l’opposizione del legale della ragazza alla richiesta di archiviazione del pm. “Vediamo se ci sono i margini per l’impugnazione” dice l’avvocato, mentre la vittima affida a Facebook il suo carico di amarezza

Non ci sarà alcun nuovo processo nel caso di Giada Vitale e degli abusi che la giovane di Portocannone ha subito negli anni scorsi dall’allora parroco del paese, don Marino GenovaIl Gip del Tribunale di Larino non ha accolto l’opposizione presentata dall’avvocato della ragazza alla richiesta di archiviazione avanzata dalla pm Ilaria Toncini riguardo ai fatti avvenuti dopo il compimento del 14esimo anno d’età di Giada. Il prete è già stato giudicato e condannato per i fatti avvenuti prima del 14esimo compleanno della ragazza.

Per i fatti successivi, stando a quanto deciso dal Gip accogliendo quella che era stata la richiesta della pubblica accusa, la giovane viene ritenuta consenziente.

La decisione era attesa da diverse settimane dopo l’udienza del 3 febbraio scorso in Tribunale a Larino nella quale l’avvocato difensore di Giada, il legale Giuseppe D’Urbano, aveva spiegato perché si erano opposti all’archiviazione ritenendo che ci fossero i presupposti per un nuovo processo a carico del sacerdote.

Invece è andata diversamente e solo nelle scorse ore la giudice per le indagini preliminari Rosaria Vecchi ha reso nota la sua decisione. Sdegnato e carico di rabbia il commento che la vittima degli abusi sessuali ha affidato a Facebook. “Ebbene sì. Anche il Gip di Larino, Rosaria Vecchi, ha archiviato tre anni di abusi. Una piccolissima parte di me credeva profondamente che il Gip questa volta avesse deciso in scienza e coscienza, ma questo non è accaduto. Ma loro d’altronde, avevano già deciso. Certo, così doveva andare. Bisognava assolutamente salvare anche questa volta don Marino Genova” questo parte del suo commento che chiama in causa i vari magistrati che si sono avvicendanti in questo caso giudiziario.

“Non commento i provvedimenti – ha detto invece il suo legale -. Vediamo se ci sono i margini per l’impugnazione e poi decideremo” ha aggiunto D’Urbano che attende anche di parlare con la sua cliente prima di scegliere come procedere.

La vicenda che ha visto vittima Giada risale a diversi anni fa e venne a galla nel 2012. Negli anni la giovane ha portato il caso al’attenzione delle testate nazionali in più di un’occasione chiedendo giustizia. Va ricordato che per i reati commessi prima del compimento dei 14 anni della vittima, don Marino Genova è stato condannato e in primo grado a sei anni e a quattro anni e dieci mesi in Appello, dato che la difesa del 63enne ha fatto valere le attenuanti di minore gravità sostenendo che gli atti sessuali non fossero completi. Il sacerdote è stato comunque riconosciuto colpevole di violenze fisiche e psicologiche nei confronti di una adolescente.

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