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ABUSI IN VATICANO. VIGANÒ HA DETTO LA VERITÀ ANCHE SU QUESTO.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
20 Settembre 2019
in Cronaca e News
Reading Time: 5 mins read
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Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, nei giorni scorsi si è molto parlato sui giornali del fatto che la Procura Vaticana aveva rinviato a giudizio un sacerdote e il rettore del pre-seminario dove vivono a due passi da Santa Marta i “chierichetti del papa”. I provvedimenti datano dal 16 e 17 settembre. Notizia interessante, perché conferma, ancora una volta, l’ennesima, che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò racconta cose vere. Infatti qualche mese fa l’’ex Nunzio negli Stati Uniti concedeva un’intervista al Washington Post, e in riferimento al Summit sugli abusi svoltosi in Vaticano a febbraio, e alla real volontà del vertice di combatterli, si diceva molto scettico, dando due esempi; il primo riguardava l’attuale Sostituto alla Segreteria di Stato, Pena Parra. Il secondo era questo, che però il Washington Post ha deciso di non pubblicare (come peraltro il precedente). Diceva Viganò:

§§§

Si dice che il primo sia accaduto all’interno delle stesse mura del Vaticano, al Pius X pre-seminario, che si trova a pochi passi dalla Domus Sanctae Marthae, dove vive papa Francesco. Quel seminario forma i minori che servono come chierichetti nella Basilica di San Pietro e nelle cerimonie papali.

Uno dei seminaristi, Kamil Jarzembowski, un compagno di stanza di una delle vittime, afferma di aver assistito a dozzine di episodi di aggressione sessuale. Insieme ad altri due seminaristi, ha denunciato l’aggressore, prima di persona ai suoi superiori pre-seminario, poi per iscritto ai cardinali, e infine nel 2014, sempre per iscritto, a papa Francesco stesso. Una delle vittime era un ragazzo, presumibilmente abusato per cinque anni consecutivi, a partire dall’età di 13 anni. Il presunto aggressore era un seminarista di 21 anni, Gabriele Martinelli.

Quel pre-seminario è sotto la responsabilità della diocesi di Como ed è gestito dall’Associazione Don Folci. Un’indagine preliminare fu affidata al vicario giudiziario di Como, don Andrea Stabellini, che trovò elementi di prova che giustificavano ulteriori indagini. Ho ricevuto informazioni di prima mano che indicavano che i suoi superiori hanno proibito che continuasse le indagini. Egli stesso può testimoniare per se stesso, e esorto ad andare a intervistarlo. Prego che troverà il coraggio di condividere con voi ciò che ha così coraggiosamente condiviso con me.

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Insieme a quanto sopra, ho appreso come le autorità della Santa Sede si sono occupate di questo caso. Dopo che le prove furono raccolte da don Stabellini, il caso fu immediatamente nascosto dall’allora vescovo di Como, Diego Coletti, insieme al cardinale Angelo Comastri, vicario generale di papa Francesco per la Città del Vaticano. Inoltre, il cardinale Coccopalmerio, allora presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, che è stato consultato da don Stabellini, lo ha fortemente ammonito di interrompere le indagini.

Potreste chiedervi come è stato chiuso questo caso orribile. Il vescovo di Como rimosse don Stabellini dalla carica di vicario giudiziario; l’informatore, il seminarista Kamil Jarzembowski, fu espulso dal seminario; i due compagni seminaristi che si erano uniti a lui nella denuncia lasciarono il seminario; e il presunto violentatore, Gabriele Martinelli, è stato ordinato sacerdote nel luglio 2017. Tutto questo è accaduto all’interno delle mura vaticane, e non ne è uscita una parola durante il summit”.

§§§

Ma, comunque, il Vaticano è arrivato buon terzo, dopo la denuncia di Viganò e la giustizia civile, come ormai sembra prassi. Infatti Il Messaggero dell’8 agosto scriveva:

“Violenza sessuale con l’aggravante dell’abuso di autorità. La procura di Roma è pronta a chiudere le indagini nei confronti di Don Gabriele Martinelli. Le accuse mosse dagli investigatori, nei confronti del sacerdote 26enne riguardano presunti episodi di abusi avvenuti dentro la Città del Vaticano. La vittima è un seminarista del Preseminario San Pio X che ospita i chierichetti che prestano il servizio liturgico nella Basilica di San Pietro con il Papa. «Il Preseminario – come è scritto nel sito internet- accoglie ragazzi della scuola media».

Ebbene lo stesso Don Martinelli, adesso è un sacerdote, era un seminarista. Tuttavia rispetto alla vittima, all’epoca delle presunte violenze, rivestiva un ruolo superiore. Una sorta di capo classe. Martinelli avrebbe sfruttato questa sua posizione per imporsi nei confronti dell’altro seminarista. Da qui l’ipotesi dell’aggravante dell’abuso di autorità. Un’inchiesta delicata portata avanti dai carabinieri e dal pubblico ministero Stefano Pizza. Gli inquirenti hanno potuto lavorare a questo caso, su episodi che riguardano uno stato straniero, anche in virtù di una serie di accordi che derivano dai Patti Lateranensi.

Gli episodi indicati nella denuncia, sporta dal seminarista, riguardano casi di violenze che si sarebbero consumati intorno al 2012. Tuttavia la vittima ha accusato Don Martinelli di averlo molestato anche in anni precedenti. Quando entrambi erano minorenni, tanto che anche la procura dei minori ha aperto una fascicolo (a carico di ignoti) per fare piena luce sul caso. Oltre alla giustizia italiana si sarebbe interessata del caso anche quella Vaticana. Intanto Gabriele Martinelli, il 10 giugno del 2017, è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Como”.

§§§

E comunque chi si occupa di abusi, come la Rete, https://retelabuso.org/2018/07/28/don-martinelli-mai-sospeso-la-finta-tolleranza-zero-di-papa-francesco/, ha i suoi motivi per condividere lo scetticismo di Viganò. Anche perché, come scriveva sempre Il Messaggero, i parametri utilizzati non sembrano gli stessi per tutti:

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Pedofilia, la tolleranza zero di Papa Francesco manca di trasparenza…

Il secondo caso affiorato è quello di un ragazzino milanese abusato sessualmente da un prete, don Mauro Galli, condannato nel 2018 da un tribunale civile a 6 anni e 4 mesi di reclusione. Un caso di insabbiamento da parte dell’attuale arcivescovo di Milano che, a suo tempo, aveva ammesso davanti alle autorità italiane di essere stato a conoscenza del caso ma di avere agito in quel modo. Probabilmente per non creare scandali. Fatto sta che la mamma, Cristina Battaglia, cattolica praticante, cerca disperatamente giustizia dalla Chiesa e dopo avere scritto a Papa Francesco durante il summit sulla pedofilia (senza mai avere avuto risposta), ha accusato anche il presidente della Cei, Bassetti di essere un «bugiardo», di non voler intervenire per smascherare un caso di insabbiamento. Naturalmente anche a Bassetti aveva inviato a più riprese la documentazione su suo figlio (che ora ha una ventina d’anni).

L’ultimo passaggio è risultato terribile per tutta la famiglia del ragazzo abusato e riguarda una frase di Bassetti – durante una conferenza stampa – ha pronunciato, affermando di non conoscere affatto quel caso quando, invece, a lui erano arrivati tutti i fascicoli e le lettere di mamma Cristina. Siccome questa signora è una donna coraggiosa, ha inviato di nuovo tutte le vecchie lettere a Bassetti, ricevendo in cambio una risposta «raggelante». A una mamma con il cuore spezzato, il cardinale è riuscito a trovare solo parole burocratiche, terminando la missiva con un le «invio un cordiale saluto», come se fosse una lettera commerciale, ma senza assicurare nemmeno nessun contatto umano (come del resto il cardinale Bassetti assicurava di voler fare).

Di fatto il caso Delpini è chiaro per tutti che resta avvolto da una nuvola di mistero e di scarsa trasparenza sul perché la Chiesa di Papa Francesco non voglia prendere alcun provvedimento nei confronti di un vescovo che ha insabbiato, come invece è stato fatto altrove (Cile, Irlanda, Francia, Stati Uniti).

§§§

Vi alleghiamo alcuni link agli articoli che troverete di sicuro interessanti. Buona lettura.

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/vaticano_pre_seminario_chierichetti_papa_abusi_molestie_comastri_lettere_anonime-3383213.html

§§§

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/molesta_seminarista_sacerdote_don_gabriele_martinelli_violenza_sessuale-4664502.html#

§§§

https://www.ilmessaggero.it/vaticano/pedofilia_delpini_sepe_papa_francesco_abusi_vittime_insabbiamento-4573602.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.