Fatti ancora in via di accertamento, risalenti al periodo precedente il 2012. Il sospetto dei pm di piazzale Clodio è che i protagonisti dei fatti abbiano replicato (e subìto) gli stessi comportamenti anche su suolo italiano
Per ogni fedele cristiano è a pochi metri dal luogo simbolo consacrato alla preghiera e alla devozione. Eppure anche nella sacrestia della basilica di San Pietro potrebbero essere stati consumati abusi sessuali. Protagonisti due ragazzi coetanei, all’epoca studenti, uno vittima, l’altro un violentatore. Fatti ancora in via di accertamento, risalenti al periodo precedente il 2012 e al centro di due inchieste: una della magistratura vaticana, e l’altra della procura di Roma. Indagini che procedono da anni parallele, delimitate dai rispettivi ambiti di competenza territoriale. Quanto successo all’interno di Città del Vaticano non è oggetto di verifiche da parte dei pm romani, se non in modo incidentale. E quindi quanto sarebbe accaduto nella sacrestia è materia esclusiva degli inquirenti della Santa Sede. Ma il sospetto dei pm di piazzale Clodio è che i protagonisti dei fatti vaticani abbiano replicato (e subìto) gli stessi comportamenti anche su suolo italiano. Ecco perché si procede in stretta coordinazione da anni.
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