Mercoledì 19 Gennaio 2011 01:29
NARDO’ – Diciamo che il proverbio “la prudenza non è mai troppa” non si attaglia molto a PdM. Questa volta, però, bisogna andare con i piedi di piombo. Per prima cosa diciamo che, da quel che sappiamo al momento, stiamo parlando di una denuncia di parte, sicuramente da parte di un cittadino in condizione di subordinazione (un extracomunitario con, pare, problemi con i permessi di soggiorno) sulla quale c’è l’impalcatura delle indagini dei carabinieri che hanno individuato il sacerdote come artefice delle presunte molestie. In sostanza stiamo, più o meno, alla “parola mia contro la tua”. E nemmeno, visto che il sacerdote non ha presentato una controquerela così come non lo ha fatto la curia vescovile. Quindi, in teoria, sarebbe sbagliato anche solo dare la notizia circostanziata dell’accaduto. E’ ovvio che, trattandosi di un tema “caldo” e di un pastore di anime, c’è una certa elasticità dal punto di vista mediatico. Una flessibilità che, come molti avranno visto, ha spinto le telecamere delle tivù a raggiungere Nardò per intervistare i fedeli al di fuori dei portoni della chiesa di Nardò.
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