Vaticano: processo farsa sugli abusi ai chierichetti del Papa

Proprio l’altro ieri su LA VERITA’ a firma di Giorgio Gandola, quelle che lui stesso ha definito le papa-bufale, ovvero i proclami di papa Francesco, che hanno fatto migliaia di colonne sulla stampa di tutto il mondo e che oggi si rivelano come consuetudine autentiche bufale, contestate a gran voce dalle vittime di pedofilia  e dalle associazioni che in tutto il mondo le tutelano, che ancora una volta si vedono sfregiate dalla propaganda di papa Francesco.

Qualche giorno fa il Vaticano ha convocato per il giorno 14 di ottobre Kamil Jarzembowski, uno dei chierichetti che accusano di molestie dentro al Vaticano, Gabriele Martinelli, che nel frattempo, malgrado le accuse, è pure diventato sacerdote.

In realtà quello Vaticano è uno dei due procedimenti aperti, Kamil infatti, presenzierà in quel procedimento solo come persona informata dei fatti, il suo procedimento  quello vero si terrà nell’altro tribunale, a Roma dove è difeso da uno degli avvocati della Rete L’ABUSO, Mario Caligiuri.

Ma tornando al processo farsa, quello che appunto si terrà in Vaticano, come scrissi tempo fa in un mio articolo, ci sono parecchie cose che non tornano al punto tale da etichettarlo come una delle tante bufale vendute dalla Santa Sede.

A dare il via all’indagine vaticana insabbiata ben tre volte, fu proprio il nostro assistito Kamil Jarzembowski, e a dare il via all’attuale processo farsa in Vaticano, fu solo il fatto che la vicenda uscita prima sul libro di Gianluigi Nuzzi, poi a LE IENE, ebbe così tanto clamore che la Santa sede qualcosa ha per forza dovuto fare.

Ed qui l’eccezione che conferma la regola della malafede vaticana, infatti, dall’istruttoria portata avanti da Andrea Stabellini, Vicario Gidiziale (che nel nostro ordinamento equivale al pubblico ministero) già in precedenza vi erano le basi perché don Gabriele Martinelli fosse giudicato dal tribunale ecclesiastico.

Da quanto emerse poi dal servizio de LE IENE, furono proprio il cardinale Angelo Comastri (arciprete della Basilica papale di San Pietro in Vaticano, presidente della Fabbrica di San Pietro e vicario generale di papa Francesco) e l’allora vescovo (oggi in pensione) Diego Coletti a bloccare il il Vicario Giudiziale Andrea Stabellini.

Ed è proprio qui l’anomalia che rende una farsa l’attuale processo in Vaticano infatti, al di la di don Gabriele Martinelli (accusato di molestie ma tuttavia consacrato sacerdote), vediamo citato in giudizio in questo procedimento solo colui che all’epoca era il rettore del preseminario in Vaticano dove Kamil e gli altri due chierichetti furono abusati.

Rettore che aveva come diretti superiori Comastri e Coletti, veri responsabili dell’insabbiamento che però, come per magia spariscono da questo procedimento.

Francesco Zanardi