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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » abruzzo-molise » Lettera anonima al Vescovo: don Francesco Martino è accusato di pedofilia

Lettera anonima al Vescovo: don Francesco Martino è accusato di pedofilia

Redazione WebNews by Redazione WebNews
2 Marzo 2020
in Abruzzo - Molise
Reading Time: 3 mins read
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Tutto gli si può dire ma etichettarlo come “Prete pedofilo” è la più schifosa delle accuse soprattutto se la mano accusatrice si cela dietro una lettera anonima inviata alla Diocesi. Così don Francesco Martino, parroco di Belmonte del Sannio, deve difendersi da una calunnia che fa sorridere chi conosce davvero il “don”.

A schierarsi, fortemente, dalla parte del sacerdote sono state le mamme di Belmonte.
Quelle dei bambini che sarebbero dovuti essere le vittime del parroco. Lo hanno fatto con una lunga lettera inviata a don Francesco che dovrebbe far riflettere anche chi minimamente ha potuto sospettare verso un sacerdote vero e far pensare in particolare all’autore dello scritto calunniatore. “Caro don Francesco – è l’incipit della missiva – siamo qui oggi a dimostrarti il nostro affetto e per mettere al corrente del pensiero unanime delle mamme che ti hanno affidato i loro bambini perché tu li seguissi nel cammino difficilissimo di avvicinarli alla chiesa e a Gesù. Vogliamo farlo nella nostra chiesa, cosicchè il nostro pensiero possa arrivare a tutti. Chi ti è stato vicino sa quanto hai sofferto per quanto è successo.
Sappiamo bene che fatti così gravi come quello di cui tu sei stato accusato, non si denunciano con una lettera anonima, ma chi ha voluto colpirti doveva usare argomenti convincenti perché riuscisse nel suo intento e lo ha fatto senza risparmiarti nessun colpo mettendo in dubbio anche la tua malattia con la quale ti vediamo combattere ogni giorno. Ma noi siamo qui, oggi, non per parlare dei fatti che tutti conosciamo, ma per farti sapere che non sei solo. In questi anni abbiamo imparato a conoscerti e sappiamo quanto ti sei speso per avvicinare i nostri ragazzi alla chiesa e a Dio, trovando con loro ogni compromesso per motivarli, ogni volta, perché venissero in chiesa e perché partecipassero attivamente alle attività della parrocchia.
E sappiamo che quei tuoi gesti affettuosi nei loro confronti non solo altro che un modo per avvicinarli alla chiesa. E vedi Don…se qualcuno ha travisato questo tuo modo di fare è perché non ti conosce e sicuramente non frequenta la parrocchia. Ti abbiamo visto ricompensarli per servizi resi alla Chiesa…i chierichetti, gli accompagnatori nelle processioni, ognuno con una responsabilità diversa…per cui diventava indispensabile la loro presenza e l loro partecipazione.

Ricompensarli offrendogli un aperitivo, una pizza, a volte una cena, dandogli la possibilità di trascorrere una serata insieme preoccupandoti sempre di andarli a prendere a casa e di riaccompagnarli ogni volta. Gli hai restituito il Carnevale, dopo anni che a Belmonte nessuno più se ne preoccupasse, la tombolata a Natale…la befana…e nel periodo estivo il torneo di calcetto. Il campo scuola a metà prezzo, perché il tuo impegno nell’organizzazione ha il solo intento di abbassare i costi a favore delle famiglie per permettere a tutti di partecipare; le gite con i più grandi dove tu eri l’unico accompagnatore. Lo diciamo affinchè tutti lo sappiano.

E allora Don…noi siamo qui oggi per ringraziarti di tutto quello che fai per i nostri ragazzi e lo diciamo a gran voce, perché vogliamo che tu continui ad essere una guida per loro come lo sei sempre stato. I tuoi bambini oggi, intorno all’altare con te, sono la dimostrazione che il tuo operato sta dando i frutti. E’ nostra intenzione portare queste riflessioni al nostro Vescovo Mons. Claudio Palumbo, perché sappia come stanno veramente le cose e per permetterti al meglio di seguire i nostri ragazzi senza limitazioni di sorta, che in questo momento danneggiano la nostra già fragile parrocchia. Per il bene dei nostri ragazzi e per il bene comune di tutti. Con affetto. Le mamme di Belmonte“.
Da parte del sacerdote una denuncia contro anonimi per l’ingiuriosa lettera è il minimo che ha potuto fare.

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Vittorio Labanca

Lettera anonima al Vescovo: don Francesco Martino è accusato di pedofilia

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.