di Angela Marino
È cominciato tutto un pomeriggio di aprile, quando lui l’ha portata in sagrestia e le ha stampato un bacio sulla bocca. Lei è rimata impietrita, come se guardasse quella scena fuori dal suo corpo, se ne è stata ferma come un vegetale finché lui ha non ha finito e le ha dato la benedizione. La storia di Giada Vitale, abusata a 13 anni da don Marino Genova, ex parroco di Portocannone oggi condannato in primo grado dal tribunale di Larino a sei anni di reclusione, è tragicamente identica a tutte le storie di pedofilia, tranne che per un particolare snodo della vicenda giudiziaria che ha segnato il suo caso. Lo racconta la stessa Giada, a Fanpage.it.
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