In questi giorni è stato rilanciato sui social un articolo apparso su “Credere” e “Famiglia Cristiana” di un anno fa. Da quando la mia famiglia ha scelto di uscire dall’anonimato e di metterci la faccia, è abbastanza frequente essere contattati tramite i social e ricevere vari commenti o messaggi di solidarietà.
Questa volta però mi ha scritto un ragazzo, anche lui vittima di un prete pedofilo. Lo ha colpito l’articolo di Famiglia Cristiana e mi scrive che, forse, i tempi sono cambiati: nel 2008 lui aveva contattato la rivista scrivendo una lettera alla rubrica “Colloqui con il padre” in risposta ad un’altra testimonianza di un ragazzo anch’egli vittima. Mi dice, però, che la sua lettera non è mai stata pubblicata e ha ricevuto una banale risposta privata solo dopo ben cinque solleciti da parte sua.
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