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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Angelo Scola » Savona SABATO 1 DICEMBRE “Giustizia divina” alla UBIK la presentazione del libro che finisce all’ONU e in un’integrazione che Rete L’ABUSO depositerà alla procura Savona

Savona SABATO 1 DICEMBRE “Giustizia divina” alla UBIK la presentazione del libro che finisce all’ONU e in un’integrazione che Rete L’ABUSO depositerà alla procura Savona

Redazione WebNews by Redazione WebNews
24 Novembre 2018
in Eventi
Reading Time: 4 mins read
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Per la prima volta ricostruita la mappa dei siti segreti in cui la Chiesa italiana nasconde i preti scomodi affinché espiino i loro “peccati” lontano da occhi e giornalisti indiscreti. Strutture in cui vengono assistiti e curati quelli che il Vaticano definisce sacerdoti in difficoltà: pedofili, efebofili, ludopatici, alcolisti, in crisi vocazionale, affetti da sindromi varie (burn out, depressione etc). Un’inchiesta unica nel suo genere che interseca anche il mondo dell’esorcismo. È difatti l’Italia il Paese con più esorcisti al mondo. Come mai? Lo scoprirete leggendo GIUSTIZIA DIVINA.

«In parrocchia arrivò un sacerdote che, a mio parere, aveva un problema serio con i bambini. Mi sembrava di aver fatto una cosa giusta denunciandolo, ma sono stato percepito come un disturbatore» [Dalla testimonianza di un ex prete].
«…Ed è stato grazie alla nostra inchiesta sul caso di Giada Vitale che l’avvocato Caligiuri e la Rete L’abuso hanno iniziato a raccogliere gli elementi per presentare un esposto contro il governo italiano reo di aver violato la convenzione di Lanzarote sui diritti dei minori e la convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza». [Dall’introduzione di Giustizia divina; il libro è stato allegato alle denunce come fonte di possibili notizie di reato]
*
Questo libro rompe un altro muro di silenzio sui privilegi del Vaticano. Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere. Per la legge vaticana sono prima di tutto dei peccatori, come tali devono espiare secondo i canoni della giustizia divina. C’è una giustizia parallela che opera attraverso l’aspersorio, la preghiera, l’espiazione, perfino l’esorcismo. L’ex numeraria dell’Opus Dei Emanuela Provera e il giornalista Federico Tulli hanno attraversato l’Italia visitando e raccontando i cosiddetti centri di cura per sacerdoti e suore “in difficoltà”. Come funzionano? Chi li finanzia? Da nord a sud, operano nella più assoluta discrezione e riservatezza. Ospitano sacerdoti e suore con le storie più diverse, alcuni dei quali sottratti alla giustizia. Di loro si occupa la Chiesa, come una “madre amorevole”. La violenza sui minori non è l’unico reato commesso da ecclesiastici. C’è la suora stalker, il sacerdote omicida, quello che scappa dopo aver provocato un incidente, il ladro che ruba i soldi delle offerte, storie di truffe, bancarotte, appropriazioni indebite. C’è l’omosessualità, che per la Chiesa resta un peccato da espiare lontano da occhi indiscreti. C’è il prete affetto da ludopatia e quello ossessionato dai siti porno. Una minoranza, certo. Ma molto numerosa. Tutta colpa del diavolo, dice la Chiesa, come documenta l’ultima parte di questa inchiesta, dedicata alle scuole di esorcismo in Italia e alle cerimonie di liberazione dal “maligno” a cui gli autori hanno partecipato di persona.

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«La “posseduta” è una donna e madre di famiglia. È seduta alla sinistra dell’altare, indossa una felpa, un paio di jeans, scarpe da ginnastica; ha i capelli corti e un viso serio e cupo. La pelle olivastra, gli occhi marrone scuro. Due uomini e una donna le stanno vicino, le pongono un plaid sulle gambe perché la chiesa è piuttosto fredda e umida; la testa della “posseduta” è appoggiata al muro, dietro le mettono un cuscino nero. L’esorcista è inginocchiato, rivolto verso i fedeli, con gli occhi chiusi». Ci siamo anche noi, abbiamo avuto il permesso di assistere. E nel nostro libro in presa diretta raccontiamo cosa (non) accade durante un esorcismo. E anche come e dove si formano i nuovi “cacciatori del demonio”. Lo sapevate che ogni anno a Roma presso l’università dei Legionari di Cristo si svolge un master per esorcisti? Siamo stati anche lì.

Attraverso gli esorcisti da tempo la Chiesa cattolica ha lanciato la sua personale battaglia contro le sette, le pratiche esoteriche, magiche o sataniche. Non che in Italia siano particolarmente diffuse ma un esorcista in ogni diocesi era un progetto di Benedetto XVI e in Italia è stato ormai quasi del tutto realizzato. A Milano, per dire, nel 2012 il cardinale Angelo Scola ha nominato dodici nuovi sacerdoti, e c’è anche un call center per consentire alle persone di mettersi in contatto con loro. La «guerra contro il demonio», che nell’ultimo mezzo secolo ha avuto Paolo VI e Giovanni Paolo II come esponenti di spicco, ha trovato nuovo vigore con papa Francesco. Monsignor Larry Hogan, vicepresidente dell’Aie, ha fatto notare come il pontefice argentino abbia «citato il diavolo quattro volte nei primi dieci giorni del suo pontificato». E da allora non si è più fermato, fino ad arrivare a una netta presa di posizione quando il 20 settembre 2016 ad Assisi, davanti a oltre cinquecento leader religiosi e politici di tutto il mondo, ha affermato: «Non esiste un dio della guerra: è il diavolo che vuole uccidere tutti». Oltre ad essere, sempre secondo la Chiesa, il responsabile della pedofilia, degli scandali finanziari, etc etc etc…

GLI AUTORI
Emanuela Provera, cattolica, vive e lavora come libera professionista a Milano. Nel 2006 ha collaborato al libro «Opus Dei segreta» (Ferruccio Pinotti, BUR-Rizzoli) offrendo la sua testimonianza personale come ex numeraria dell’Opus Dei, istituzione di cui ha fatto parte dal 1986 al 2000. Ha scritto «Dentro l’Opus Dei» (Chiarelettere 2009).

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Federico Tulli è redattore del settimanale Left. Già condirettore di “Cronache laiche”, collabora con “MicroMega”, per cui firma anche un blog, “Critica liberale”, e “Globalist”. Con L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato i libri: «Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro» (2010), «Chiesa e pedofilia, il caso italiano» (2014) e «Figli rubati. L’Italia, la Chiesa e i desaparecidos» (2015).

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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