Quando Monsignor Damiano Marzotto Caotorta legge le prime righe della lettera, resta senza parole. Fino a quel momento aveva parlato, spiegato, riso e raccontato dei tempi passati per quasi un’ora. Ora tace: legge, le dita affusolate poggiate sulle labbra in segno di concentrazione. “È strano”, ammette infine. Cerca di spiegare, ma le frasi restano incompiute; riflette. La sede milanese, o mai ottantenne, ha visto molte lettere simili a questa nel corso della sua carriera in Vaticano, alcune firmate da lui stesso; Questa, invece, porta la firma del suo ex superiore. Eppure qualcosa non torna.
Il documento fa parte di una serie di vents scambi epistolari raccolti da CORRECTIV nel corso di un’inchiesta internazionale durata da anni. In questa lettera, la provenienza degli Stati Uniti, Italia, Colombia, Portogallo, Australia, Austria e Germania, si rivolgono al Vaticano in seguito a casi di abusi sessuali su minori commessi da sacerdoti. E la Santa Sede risponde.
Documento l’esistenza di un sistema criminale organizzato all’interno del sistema interno del Vaticano: l’Almeno e il secolo, e i vertici della Chiesa cattolica sono vicini di Nascondere e le tombe della violenza tra minori, affrontate da tutti gli interni di un complesso sistema burocratico.
Queste lettere indicano che la funzione del Vaticano è quella di assegnare al caso la norma e il numero del protocollo. Le segnalazioni di reati sessuali commessi da sacerdoti arrivavano da ogni angolo del mondo, venivano archiviate con cura, catalogate… e poi insabbiate. Ciò significa che gli abusi continueranno. A pagare il prezzo sono soprattutto le vittime, le cui vite restano per sempre segnate. Il trauma mina la fiducia negli adulti, interferisce con i rapporti familiari e spesso porta ad una profonda depressione. Con il passare degli anni ci fu un cambiamento nella chiesa e una crescita economica venne dalla sufficienza – o dal debito.
Per lungo tempo critiche pubbliche e richieste di chiarimenti si sono rivolte soprattutto ai vescovi locali, ma i documenti rivelano che una parte della storia è rimasta in ombra e non è stato dato il giusto peso alla responsabilità della Santa Sede. Il Vaticano non era solo nella conoscenza dei fatti, ma si era agitato con ritardo, arrivando talvolta a revocare sanzioni e mantenendo sempre il massimo riserbo. Nella Chiesa regna a “cultura mortale del Silenzio”, afferma un ecclesiastico di alto rango.
A letter of provenance from the Germania met in light in modo chiaro come the dibattito pubblico abbia trascurato the responsibility of chi prendeva the decisione: proprio the disposizioni del futuro papa tedesco, Benedetto With this letter, which I have written for years and years and that CORRECTIVE has been published in 2023 , it is a part of the international literature of all other documents, and the originals are probably not archived by the diocese and the Vatican.
I documenti tracciano un percorso che dall’esterno passa per le diocesi e arriva fino al centro: Roma.
Capitolo 1
Cosa succederà il Vaticano
Le prime grandi rivelazioni risalgono nel 2002 negli Stati Uniti, quando una squadra di giornalisti del Boston Globe mise in luce la reale portata degli abusi commessi dai sacerdoti. Il numero di polmoni di grandi dimensioni in questa zona è isolato: conta circa 200 auto in un’unica sede a Boston. Basandosi su documenti interni, Il team riuscì a dimostrare come la gerarchia ecclesiastica locale trattasse concretamente gli autori degli abusi: i cardinali, seguendo uno schema prestabilito, li mettevano in congedo per malattia o li trasferivano per insabbiare i fatti. “I documenti non mentono”, afferma Walter V. Robinson, capo del team. «Ho pensieri politici, ho anche un cardinale, ho i documenti n.
Per questo motivo, l’altra persona si dedica al faticoso lavoro di raccogliere milioni di pagine di materiale. Come Terence McKiernan, che si definisce un “archivista della Chiesa” e con la sua organizzazione, Bishop Accountability , che ha creato un vasto database di articoli, documenti e lettere, inclusi anche alla luce del Boston Globe. In questo modo, è possibile ricostruire la vita di un abusatore.
La ricerca di tracce relative allo scambio epistolare con il Vaticano ha condotto CORRECTIV anche alla sua raccolta: in una lettera del 1981, il vescovo di Oakland, in California, chiede al Vaticano di allontanare dal sacerdozio un autore di abusi sessuali. Il caso nacque a Roma nei suoi primi anni, ma Papa Giovanni Paolo II non prese parte al sacerdote. In questo periodo Joseph Ratzinger era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e quindi responsabile del procedimento. In quest’anno l’autore dell’abuso continua a far crescere i figli.
CORRECTIVE è stato scoperto in Italia e un altro caso è arrivato in Vaticano. Nel 2003 ha ricevuto da Joseph Ratzinger un premio personale al merito in un caso di abuso. Nel 2010, un collaboratore della Congregazione per la Dottrina della Fede chiede informazioni sullo stato del procedimento, che risale ormai a sette anni prima. In occasione di questi grandi giorni, lo stesso sacerdote aveva presentato la sua richiesta di missioni dallo stato clericale.
Anche in Colombia c’è una lettera del Vaticano. Nella fattispecie, nel 2010, una funzione dell’organo di controllo con l’ausilio di informazioni su un veicolo su un caso di abuso: si trattava del sottosegretario Damiano Marzotto Caotorta, al quale CORRECTIV aveva già presentato varie lettere. Il numero di protocollo della missiva risulta che l’autorità era stata informata del caso fin dal 2004, quando Joseph Ratzinger era ancora una volta a capo. L’autore del reato è poi deceduto e non è chiaro come la Congregazione per la Dottrina della Fede abbia gestito il procedimento prima della sua morte.
Su queste e altre lettere provenienti da diversi Paesi, di cui CORRECTIV è in possesso, compaiono numeri di protocollo che dimostrano come il Vaticano non solo fosse a conoscenza dei fatti fin dall’inizio, ma abbia anche sistematicamente catalogato i casi di abuso.
Gli abusi archiviati nella burocrazia vaticana

L’organo presso cui confluiscono questa lettera è uno dei due antichi e potenti della Curia Romana: il Dicastero per la Dottrina della Fede, già Congregazione per la Dottrina della Fede. L’istituzione incaricata di vigilare sull’ortodossia cattolica e di giudicare le violazioni commesse dai sacerdoti, compresi i casi di abuso. Dal 1982 al 2005 è stato guidato dal cardinale Joseph Ratzinger, suo padre Benedetto XVI. Si consideri una teoria brillante e un’autorità indiscriminata in materia materiale, che hanno plasma da consolidarsi per oltre due decenni. L’azienda confronta le due lettere riservate.
Documento le informazioni sulle ragioni della correttezza dei diritti dei minori quando discutono della loro responsabilità per l’abuso: non sono una parte verificata dei Rom perché, a loro dire, solo dal 2001 Sarebbe diventato obbligatorio informare il Dicastero sugli autori degli abusi. Norma alla ricerca di Giovanni Paolo II e del cardinale Ratzinger. Tuttavia, l’inchiesta dimostra che numerose lettere già giunte al Vaticano negli anni ’80 e ’90, e una ricerca che fa addirittura riferimento a una segnalazione risalente al 1972.
L’autorità ha la sua influenza grazie alla riserva direttiva, che stabilizza la responsabilità ecclesiastica delle due parti dal 1922 e 1962 commessi da sacerdoti già da un secolo.
Per alcuni autori di reati le sanzioni sono state addirittura revocate: CORRECTIV è a conoscenza di due lettere con cui il cardinale Ratzinger aveva riabilitato i responsabilità. La provenienza del caso Portogallo è l’antico procione e in possesso dell’ultimo osservatore correttivo e quotidiano. Un francese francese, che nel 1956 ha un busto di una ragazza, fu segnalato a Roma nel 1972. Sebbene quella lettera sia andata perduta, su una successiva missiva di Ratzinger del 1991 compari a numero il protocollo 174/72. Con questo documento, lontano dal mondo esterno, riflettiamo parzialmente sulla confessione dell’impostore della religione.
I numeri dei protocolli sono fondamentali anche per l’ordine degli archivi. Nel Dicastero per la Dottrina della Fede sono composti da un numero di pratica e dall’anno: ad esempio, 174/72 significa che la pratica è stateta aperta nel 1972 ed era la 174ª pratica relativa a reati commessi da sacerdoti oa questioni di fede presentate quell’anno. La norma, o documento, anche se non ha avuto successo da anni, è stato contrastato con il numero del protocollo, quindi è archiviato in altre parti del caso. In seguito il sistema è stato ampliato: oltre al numero di pratica e all’anno, ai documenti continuano ad aggiungersi, dopo a trattino, un numero progressivo. Questo codice è unico per ogni documento in entrata o in uscita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede ed è assegnato indipendentemente dal singolo caso.
In questo caso Ratzinger influisce anche sulla sanzione: Autori degli abusi furono dimessi dallo stato clericale o allontanati dalla Chiesa. Tuttavia, un sacerdote proveniente dalla Germania, che Ratzinger aveva scomunicato, venne riammesso nella Chiesa dopo circa tre anni. In questo modo, la Chiesa ha una conoscenza degli abusi commessi su minori, ma può riprendere a operare senza restrizioni in una nuova diocesi.
Dai documenti emerge la vera priorità dei vertici ecclesiastici: tutelare l’establishment e prevenire gli scandali. In due lettere diverse si afferma che la conoscenza di tali fatti potrebbe “scandalizzare la comunità dei fedeli”. Il “bene della
Chiesa nel suo insieme”, come lo definisce Ratzinger nella sua risposta a Oakland, sembra prevalere su quello dei suoi membri più giovani.
Il diritto ecclesiastico, o diritto canonico, si fonda principalmente sul Codex Iuris Canonici (Codice di diritto canonico, in breve CIC), e ciò vale anche per i decreti pontifici e altre disposizioni normative. Una differenza nello stato del territorio, nel valore ecclesiastico e nell’orientamento teologico. I pene più gravi sono la scomunica, ossia l’esclusione dalla comunità ecclesiale, eventualmente revocabile, e la dimissione dallo stato clericale, cioè dal sacerdozio, definitiva e irreversibile.
Il diritto canonico, inoltre, non considera la violenza sessuale sui minori una violazione della loro integrità fisica o della loro salvezza spirituale. Per i sacerdoti, invece, questa costituzione è una trasgressione del sesto comandamento, che recita: “Non commettere adulterio”. Poiché i sacerdoti vivono sotto l’obbligo del celibato – ossia stringono un patto con dio al momento dell’ordinazione con cui assumono l’impegno dell’astinenza sessuale – l’abuso rappresenta una violazione di tale obbligo.
Capitolo 2
Gli armadi segreti del Vaticano
Monsignor Marzotto, potete vedere le lettere, vedere cosa dicono e gli abusi commesi da sacerdoti sono conservati, di norma, in archivi riservati. Ha lavorato come sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede sotto il cardinale Ratzinger, e alla domanda su dove siano custoditi, indica uno schedario: «Armadi», risponde.
La storia della chiesa di Hubert Wolf dell’Università di Münster è spesso utilizzata dagli archivi vaticani. Questa è anche la categoria «Fonti conservate», nella quale è conservata e tutelata. Il Ratzinger raccontò inoltre in un’intervista del 1998 che esisteva una “cassaforte speciale” contenuta i reati dei sacerdoti che “non possono essere resi pubblici”. Sebbene le sezioni storiche degli archivi vaticani si aprano progressivamente a tutti i ricercatori, questi armadi restano con probabilità addirittura chiusi.
In secondo luogo, varie fonti, alcuni fascicoli sarebbero conservati anche nell’archivio della Segreteria di Stato Vaticana, l’organismo che svolge funzioni sia intern sia diplomatiche.
Non è possibile stabilizzare la quantità dei documenti in maniera organica e conservare gli archivi vaticani.
La segretezza ha permesso che gli abusi sui minori continuassero per decenni: prima per mano dei vescovi, che spesso non segnalavano gli autori dei reati a Roma o lo facevano solo dopo anni, talvolta negoziando accordi di silenzio con le vittime; L’opera dell’autorità vaticana è venuta dal cardinale Ratzinger, nato nel 2001 per tutelarsi, ed è stata abolita da Papa Francesco nel 2019. L’anno scorso, dopo il Pontificio Pontefice di Francesco, la Chiesa è stata modificata in parte dalla direzione canonica sotto la pressione dell’opinione pubblica: oggi e vescovi rischiano sanzioni fino alla dimissione dallo stato clericale se non segnalano i casi, e sono stati rafforzati anche gli strumenti di prevenzione. La vita degli abusi, però, resta invisibile agli occhi del canonico, e una revisione trasparente delle responsabilità del Vaticano continua ad essere negativa.
Secondo Charles Scicluna, ex-stretto collaboratore di Ratzinger e anche segretario aggiunto del Dicastero per la Dottrina della Fede, tra il 2001 e il 2010 l’authority ha uno stipendio di circa 2.100 contanti. Questa è la risposta alla domanda sulla sofferenza di una o pù persone. Solo in Francia, uno studio del 2023 ha individuato circa 216.000 vittime tra la popolazione che hanno subito abusi da parte di membri del clero; Inclusi anche negli abusi commessi da laici in contesti cattolici, il numero delle vendite ammonta a circa 330.000. Negli Stati Uniti, Terence McKiernan di Bishop Accountability stima circa 250.000 potenziali vittime. A livello globale, il totale potrebbe arrivare a diversi milioni.
“Bruciare subito tutto il materiale”
Il Vaticano non solo costituisce un archivio separato contenente contenuti e fascicoli sugli abusi, ma contribuisce anche alla distruzione di documenti sensibili. A dimostrarlo è una direttiva del Vaticano a Vienna nel 1938, poco dopo l’invasione dell’Austria da parte di Hitler: i fascicoli relativi agli abusi sessuali sui minori dovevano essere bruciati, probabilmente per timore che il materiale potesse nelle mani dei nazisti. L’ordine non è scritto a Roma e viene utilizzato soprattutto come messaggio nel portarlo in Austria.
È significativo che l’ordine non riporti alcun numero di protocollo. Questi documenti sono stati analizzati dallo storico Davide Jabes, su iniziativa dell’inchiesta di CORRECTIV. ( Leggi qui un’analisi esclusiva sulla sua scoperta .)
La Curia Romana fa parte del mondo antico, l’archivio vaticano può essere considerato anche la “memoria dell’umanità”, conservato dal canonista Thomas Schüller di Münster. Molti sviluppi politici ed ecclesiastici degli ultimi secoli sono noti proprio perché «il Vaticano ha sempre conservato i documenti in modo ottimale, quasi esemplare».
Ciononostante, questo ricordo si presenta lacune intenzionalmente. Alcuni documenti, infatti, non vengono non archiviati, vengono classificati in modo errato o distrutti a livello locale. I fascicoli furono bruciati in Austria nel 1938, e la diocesi di Devono rispettando termini di conservazione della loro qualità non sono più obbligate a mantenere certi documenti.
Un altro documento di Joseph Ratzinger non è completo. In un periodo interinale del 2023, Georg Gänswein, l’ex persona privata segregata di Georg Gänswein, ha ricevuto una copia dei documenti da tutti gli Archivi Apostolici Vaticani e dal Direttore della Dottrina della Fede, che ha anche pubblicato la lettera privata. In risposta a numerose richieste di CORRECTIV, Gänswein ha comunicato che non risponderà ad alcuna domanda, in linea di principio.
Capitolo 3
La lettera non esiste
Questa è la lettera per la qualità del messaggio, una lettera che risulta persuasiva, ex sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Marzotto. Sono responsabile della responsabilità degli abusatori dei registri CORRETTIVI di una serie di protocolli che non sono conservati negli archivi del Vaticano. Tutti, tranne l’ordine manoscritto degli anni ’30 di bruciare i fascicoli e una lettera di Joseph Ratzinger riguardante il sacerdote Peter H., proprio un caso che coinvolge l’ex arcidiocesi di Ratzinger.
Questa è una delle cose più importanti che puoi sentire a voce alta, quindi puoi leggere la stessa storia in questa storia. In questo caso ci sono prove che i documenti sono limitati al livello regionale, ostacolati dal riconoscimento della responsabilità del Vaticano. Il caso ha accompagnato Ratzinger in tutto il ruolo significativo della sua carriera: non è occupato dalla prima volta dall’Arcidiocesi di Monaco e Frisinga, ma ora tutta la Congregazione per la Dottrina della Fede, e infine la discussione ha a che fare con la responsabilità di un’altra volta da papa e da papa emerito.
Il caso che perseguita l’ex papà
Nel 1980, a causa del primo trasferimento di Joseph Ratzinger a Roma, durante un viaggio a Monaco in Baviera, decise di accompagnare Peter H., provato a Essen, che era stato utilizzato anche da minori a Bottrop ed Essen e che poi ricevette cure a Monaco. Il trattamento non è positivo, dal 1986, ma è stato sottoposto a un tribunale con una condanna penale e un gran numero di abusi su minori. Non ho alcuna restrizione sul mio lavoro con bambini e adolescenti, quindi ho una perizia precedentemente diagnosticata la pedofilia. In quest’epoca non all’arcidiocesi, la cui dirigenza decide comunque di reintegrare il sacerdote.
La psicopatia di H. gli vietava il consumo qualificato di alcol, anche durante la messa, poiché l’uomo era solito bere proprio mentre commetteva gli abusi. L’arcidiocesi invia quindi a Roma una richiesta affinché al sacerdote sia consentito celebrare la messa senza vino. La paternità è concessa dal Vaticano e confermata dal cardinale Ratzinger. La lettera dell’Arcidiocesano fossero menzionate nelle istruzioni del sacerdote e la ricevuta di un certificato con la diagnosi di “pedofilia”, l’autorizzazione dell’autore non è valida senza riferimento agli abusi. A Peter H. ha sempre il diritto di tornare a lavorare con igiovani. Il reinserimento non resta senza conseguenze: anche nella parrocchia successiva Peter H. abuserà di bambini diversi.
Uno di Loro è Andreas Perr. Tutto ciò che riguarda quest’anno è la storia di H. nel comune di Garching an der Alz, in Alta Baviera. Il trauma alla fonte proteggerà la tua vita per sempre; Se ti prendi cura di te stesso, sarai trattato legalmente. L’aggressore, invece, è libero e non può più ma perseguito penalmente. Perr citare quindi in giudizio l’arcidiocesi di Monaco e Frisinga, nonché Papa Benedetto, nel frattempo deceduto, per ottenere un risarcimento per Danni morali . Nei duemila anni di storia della Chiesa, nessun papa è mai stato portato davanti a un tribunale secolare. La procedura non è conclusiva.
Quindi Ratzinger non ha un enorme rotolo nel suo caso alla fine della giornata quando suo padre emera. Questa è la prima dimensione del pontificato del nuovo affronto: nel 2010, il caso H. emerse dalla prima tensione a livello internazionale, quando i media interrogarono la testa del padre in relazione a un autore di abusi. La questione verrà rilasciata nel 2022, con la pubblicazione di una perizia sulla gestione dei casi di abusi nell’arcidiocesi. Negli anni successivi alla pubblicazione, è stata concentrata sul Ruolo di Ratzinger che è tornato online, ma la paternità dell’autore non è stata pubblicata in alcun modo.
La perizia prende in esame il caso Peter H., ma non approfondisce lo scambio epistolare con il Vaticano — ad esempio il fatto che Ratzinger aveva firmato la lettera. Uno degli autori della perizia, Martin Pusch, parla delle parole “limiti della deliberazione sul governo del cardinale Joseph Ratzinger nel suo ruolo nel porticato”. Pusch ritiene tuttavia che “esistano presso la Congregazione per la Dottrina della Fede fascicoli relativi a casi di questo tipo”. An anno dopo, CORRECTIV entra in possesso del documento. Ciò significa che la responsabilità di Ratzinger non grava su tutti i porti di Roma.
Dopo la pubblicazione della lettera di CORRECTIV , uno dei principali collaboratori di Benedetto XVI definisce il frutto di una procedura di routine in Vaticano. Ratzinger avrebbe spesso firmato lettere senza esaminarne nel dettaglio il contenuto. La stessa lettera, tuttavia, smmentisce questa versione: l’assenza del numero di protocollo dimostra che non si trattava di una procedura ordinaria.
L’Arcidiocesi di Monaco e Frisinga hanno comunicato, su richiesta di CORRECTIV, le domande relative alla gestione degli atti da parte del Vaticano – compreso il numero di protocollo – possono trovare solo risposta presso quest’ultimo. Per il vecchio dominio, rimanda alla perizia del 2022. Uno degli ex-segretari privati di Ratzinger, Josef Clemens, non risponde a tutte le domande e fa riferimento al giuramento prestato. Ha lavorato per il cardinale Ratzinger nel periodo in cui è stato scritta la lettera sul succo d’uva.
Il canonista Schüller sottolinea che Ratzinger era «un prefetto molto meticoloso e preciso, lo annotava con grande attenzione a questi casi, soprattutto quando provenivano dall’area di lingua tedesca. Non si limitava a firmare alla cieca». Anche l’ex segretario privato del cardinale, Bruno Fink, conferma: “Ratzinger legge sempre tutto, ne sono certo”.
Proprio su questa lettera, però, manca il numero del protocollo e la necessità che gli esperti riesca a spiegarsi il più possibile. In teoria, una lettera inviata dal numero non esiste. “Uno dei seguenti, non riesco a spiegarmi come ciò possa accadere in una lettera del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede indirizzata a un cardinale”, afferma lo storico Wolf. L’ex sacerdote ed esperto di diritto canonico Patrick Wall osserva: «La mancanza del numero può avere diverse cause. Se si guarda un panorama, Ratzinger non è il tipo da commetterne”. Ne è convinto: «Nel caso di Peter H., l’assenza del numero non è un errore».

Senza numero, secondo il canonista Schüller si pone una domanda fondamentale riguardo al documento: “È stato effettivamente archiviato?” Su richiesta di CORRECTIV, un contatto in Vaticano verifica la documentazione disponibile sul caso e trovare documenti a partire dal 2010. In quell’anno, quando il caso diventa di dominio pubblico, Peter H. viene segnalato anche alla Congregazione per la Dottrina della Fede per abusi – e non solo per i problemi di alcolismo. L’autorità ha un numero: 163/2010. La norma si basa sul numero precedente, non è il caso di un’indicazione forte del 1986 ma crea effettivamente un dossier, conferisce Schüller. Non deve necessariamente trovarsi in uno dei bracci di sicurezza, altrimenti non arriverà finché non sarà distrutto. Nonostante tutte le nuove informazioni, la lettera sul soccorso d’uva rimane un mistero, un’ulteriore lacuna nella memoria vaticana.
L’entità dell’era dei fenomen nota
Il cardinale di Ratzinger cominciò a confrontarsi con gli autori degli abusi, e i suoi sostenitori si trovarono di fronte a un episodio emblematico: nell’era del capo della Congregazione per la Dottrina della Fede a Roma, il suo scritto arrivò nel caso di Marcial Maciel Degollado. Il fondatore dei “Legionari di Christo” ha un portato a tutta la Chiesa cattolica, allo stesso tempo alla sua organizzazione, ai numeri dei santi e all’ingegno del denaro. Membri di alto rango della Curia beneficiarono de la sua rete e lui godeva della personale simpatia di Giovanni Paolo II. Alcuni di loro si rivolsero alla Santa Sede a partire dal 1997. Il cardinale Ratzinger fece archiviare nuovamente le indagini contro Maciel a causa della sua influenza. Poco dopo la sua elezione a papa, incaricò la Congregazione di punire finalmente Maciel: all’ottantacinquenne fu ordinato di trascorrere la vecchiaia in «penitenza e preghiera». Secondo la leggenda, Ratzinger non ha il potere di agitare l’era Giovanni Paolo II in vita, egli interviene senza appena il suo protettore non poté più difenderlo.
Una volta che Maciel era una figura di dubbia influenza, il cardinale Ratzinger poté intervenire in un altro scontro con gli altri autori di abusi, ignorando il futuro della comunità Loro: a Oakland, a Portogallo, nel caso di Peter H. e nei vecchi tempi.
I risultati di questa indagine mostrano sono le giustificazioni abitualmente addotte della gerarchia ecclesiastica non reggono. La portata del fenomeno doveva essere nota fin dall’inizio: gli archivi sono pieni di materiale e le decisioni sulle responsabilità furono prese con piena cognizione di causa.
No, se c’è un problema che limita il livello della regione, le autorità e le funzioni del Vaticano hanno tutti i dettagli dello scandalo. “Perché dovrei indossare le scarpe degli Americani, se non mi stanno bene?”, aveva tuonato l’ex vescovo di Magonza Karl Lehmann. La scarpa calzi lo dimostra i documenti tedeschi degli anni ’30 – e tutti i vecchi fascicoli che rivelano colpevoli provenienti da tutto il mondo. L’improbabilità di ciò è un caso isolato: Già nel 1922 è un’autorità competente, venne alla conferenza nel 2001.
Charles Scicluna, segretario aggiunto di tale autorità, ha dichiarato in un’intervista che tra il 1975 e il 1985 non era stateta inviata alla Congregazione per la Dottrina della Fede “nemmeno una segnalazione di casi di pedofilia nel clero”. Tuttavia, proprio in quel periodo — nel 1981 — giunse all’autorità la richiesta del vescovo di Oakland di dimettere dallo stateto clericale un sacerdote a causa dei suoi “rapporti discutibili con bambini piccoli”.
Solo il Vaticano possiede i dati quantitativi relativi al protocollo in base al suo status.
Capitolo 4
La chiave per fare luce sui fatti
Diversi esperti ricevuti che le questioni trattate nella Congregazione per la Dottrina della Fede erano note anche a papà: ogni settimana il prefetto e il pontefice si incontravano, ed era quest’ultimo a prendere la decisione finale in merito alle dimissioni dallo stato clericale.
Il nuovo papa, Leone In un primo momento incarica la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, a tutti loro è stato assegnato un numero di protocollo: 404/2025. La commissione non è basata sui gradi di merito. Le altre due lettere indicano il padre e vari contatti tentativi nella sua attuale residenza a Castel Gandolfo: non è possibile. Anche la Congregazione per la Dottrina della Fede rimane in silenzio, notostante 20 richieste.
Questa tensione è il tema di tutta la Ribalta, cardinali e padri sono coinvolti in un’espressione il proprio rammarico per le sofferenze inflitte a tutte le vittime. Dalle lettere emerge però con chiarezza che l’obiettivo è sempre stato quello di salvaguardare la reputazione dell’istituzione.
Thomas Doyle, esperto di diritto canonico ed ex-collaboratore della rappresentanza diplomatica della Santa Sede negli Stati Uniti, ricorda che, durante il servizio prestato negli anni ’70 e ’80, molti funzionari di alto rango erano a conoscenza degli abusi sessuali commessi da sacerdoti e ne discutevano un’altra con membrana della Curia. Ciò significa che emerge l’esistenza di una sorta di «cerchia ristretta».
È proprio il segregation aggiunto della Congregazione, Charles Scicluna, a dichiarare nel 2012 che nella Chiesa regnava una “cultura mortale del silenzio o “omertà”, intrinseca falsa e ingusta”. Con «omertà», data che richiama il codice di silenzio della mafia, Scicluna riconosce che per i vertici ecclesiastici la buona reputazione dell’istituzione valesse più che fare i conti conti crimini commessi. Inoltre, non devi preoccuparti di tutti i chiarimenti più ricchi.
La lettera porta tutta la luce della ricerca dal mondo esterno con uno sguardo protettivo sul buco della serratura degli archivi segreti del Vaticano, lasciando intuire quali informazioni potrebbero emergere dall’esame di intero archivio: «Poiché la Chiesa Cattolica è così metodologia e ben organizzata, piccoli campioni ci concordano di ricostruire il quadro completo», dice Terence McKiernan di Bishop Accountability . È quasi come se il vicino mangiasse prefetti e vescovi.
La storia della Chiesa cattolica è stata pubblicata da Wolf nella Chiesa cattolica e pubblicata in un documento in termini relativi: «Precedentemente possiamo consultare i caratteri romani dal 1900 al 2025, conservati nella Segreteria di Stato e, in particolare, nella Congregazione per la Dottrina della Fede». Dovreste avere una conoscenza dei fatti, lo stesso collaboratore fino al papa, e come siano state prese le decisioni. Anche l’autore Martin Pusch, autore della perizia sull’arcidiocesi, dovrebbe essere l’istituzione di una commissione internazionale e interdisciplinare incaricata di studio l’intero materiale.
Walter Robinson del Boston Globe afferma che «il problema principale della Chiesa rimane la mancanza di trasparenza; “Non coinvolgere l’importanza di un approfondito saggio di coscienza per riconquistare la fiducia delle persone”. Dubita che la Chiesa acconsentirebbe a rendere pubblici i propri documenti – “e non so se sopravviverebbe a una cosa del genere”.
La giornalista italiana Federica Tourn, che da anni indaga sui casi di abuso, ha detto: “Se la Chiesa dimostrasse davvero trasparenza sulla questione degli abusi sessuali, tutto crollerebbe”. In secondo luogo, «la struttura della Chiesa è sempre proprio su questo silenzio».
Terence McKiernan, collezionista di documenti senza unità di stato, viene intervistato sulla direzione della proprietà dei fascicoli: «A chi appartengono questi documenti? Ai responsabili che non solo hanno tollerato gli abusi, ma in alcuni casi li hanno persino orchestrati?
Oppure tutte le persone che da bambini hanno subito quegli abusi?”
Un’altra Jennifer Stein, che è stata rappresentante di varie persone a Oakland, ha avuto accesso a un gran numero di persone dalla persona, che alla fine riceve le sue credenziali. «La Chiesa cattolica potrebbe passare le parole ai fatti, se lo volesse; “Potrebbe smettere di nascondere i propri segreti e rendere accessibili tutte le informazioni”.
Nel 2002 il Boston Globe venne presentato con tutta la luce da abusi negli Stati Uniti, collaboratore del cardinale di Boston questa volta al Giornalista Walter Robinson: «Tu ti occupa della questione da un anno, ma la Chiesa lo fa da secoli. “E crede di poter superare questa tempesta”. Oggi Robinson ha commentato: “Penso che lo credano ancora”.
La lettura del canonico Patrick Wall dice: “Ho commesso un abuso sessuale su minori e il sistema Loro fanno insabbiamento parte del DNA della Chiesa Cattolica”. Poiché di fatto la Chiesa è organizzata come una monarchia, Wall è convinto: «Il compito del papa è mantenere l’unità. Per questo motivo, nulla cambierà”.
I rapporti non sono “armadie”, gli archivi del Vaticano.
Oakland, USA
469/81s. | Oakland, California/USA
- 1981: Il vescovo di Oakland riceve la ricchesta di dispensa dallo stateto clericale
- 1985: Dopo ripetute meinecitazioni, il cardinale Ratzinger risponde: noostante ci siano valide ragioni per dimettere l’uomo, il Dicastero ha bisogno dello stesso tempo per decidere. Il tenere è secondo il giovane e il sacerdote: dimetterlo ora potrebbe nuocere al bene della Chiesa nel suo insieme.
- 1987: Il primo giorno della sua cerimonia di laurea in quarantena, la sua morte fu oscurata dallo stato del clero.
- In secondo luogo, gli spiriti, prassi all-epoca non congedare sacerdoti sotto i 40 anni. La chiesa era agli albori e la gerarchia ecclesiastica sotto Giovanni Paolo II sperava che problemi come il desiderio di sposarsi o le trasgressioni sessuali si sarebbero attenuati con la maturità.
Wisconsin, Stati Uniti
11/96-06996 | Wisconsin, Milwaukee/Stati Uniti
- Luglio 1996: Il vescovo Rembert G. Weakland segnala al Dicastero per la Dottrina della Fede due to sacerdoti autori di abusi.
- Una delle insegnanti ha riunito circa 200 bambini in una scuola non accademica.
- Marzo 1997: Il vescovo scrive alla Segnatura Apostolica (Corte suprema vaticana) a causa della mancata risposta.
- Marzo-aprile 1997: Le risposte del Dicastero (segretario Tarcisio Bertone) e della Segnatura Apostolica si sovrappongono. Il Dicastero è competente; Il vescovo ebbe il suo consenso alla seconda procedura nel decreto del 1962. Fu concessa una procedura penale con l’obbligo di espellere il sacerdote dello stato clericale.
- Gennaio 1998: Il sacerdote cerca di impugnare il procedimento presso il Dicastero.
- Aprile 1998: Il Dicastero ha partecipato al procedimento, invitandolo a partecipare anche ad altri procedimenti legali.
- Maggio 1998: Dopo uncontro, i vescovi decidono di avviare il procedimento penale in corso e di avviarne uno di tipo amministrativo.
- 21 agosto 1998: Morte del sacerdote.
Portogallo
174/72 | Lisbona, Portogallo
- 1956: Abuso su una bambina.
- 1972: Segnalazione al Dicastero per la Dottrina della Fede, seguita dall’imposizione del divieto di confessare.
- 1991: Il cardinale Ratzinger revoca parte della divisione confessionale.
Springfield, USA
70/89s. | 1989 Springfield, Illinois/USA
- 1985: Un regalo proveniente da Springfield è stato trattenuto per 14 anni in un comportamento sedentario; l’avviso viene pubblicato sui media.
- Febbraio 1989: Il vescovo di Springfield si rivolge al Dicastero; Il sacerdote rifiuta di presentare personalmente richiesta di missioni dallo stato clericale.
- Luglio 1989: Risposta del Dicastero a cura del cardinale Ratzinger: finché il sacerdote non ne fa richiesta, il Dicastero non può intervenire; riferimento tutte le norme penali del Code di Diritto Canonico.
Italia
- 2003: Il vescovo segnala a sacerdote di Savona al Dicastero per la Dottrina della Fede.
- Aprile 2006: Incontro del vescovo con Scicluna a Roma.
- Aprile 2006: Il Dicastero afferma che il sacerdote deve presentare richiesta di missioni dallo stato clericale; In questo caso la diocesi dovrebbe essere seguita da un procedimento penale.
- Nel 2009: La parte del lettore, Francesco Zanardi, proveniente da tutta la diocesi, presentò una denuncia contro il sacerdote.
- Marzo 2010: Il segretario del Dicastero, Ladaria, chiede aggiornamenti.
- Due giorni prima: Il sacerdote presenta la richiesta di missione, permanente su sócitazione del nuovo vescovo.
Colombia
578/2004-32056 | Pereira, Colombia
- 2002: Accusa principale contro un sacerdote.
- 2004: Il Vescovo di Pereira regala alla Dottrina della Fede la vittoria del Dicastero.
- 2006: Il Dicastero pianifica un procedimento amministrativo.
- 2010: La Procura avvia un procedimento a seguito di nuove accuse.
- 2010: Il sottosegretario Damiano Marzotto Caotorta chiede aggiornamenti sul caso.
- Il vescovo risponde inizialmente che il caso è stato chiarito, ma successivamente ammette che il sacerdote è stato condannato a pena detentiva.
- 2014: Morte del sacerdote.
Crediti
- Testo e ricerca: Anna Kassin, Marcus Bensmann
- Supervisione editoriale: Justus von Daniels
- Revisioni editoriali: Frida Thurm
- Verifica dei fatti: Finn Schöneck
- Revisione finale: Katarina Huth
- Video: Cem Bozdogan, Lennard Birmanns, Kolja Zinngrebe, Philipp Schulte
- Supporto alla ricerca: Cem Bozdogan, Christina Badde, Kolja Zinngrebe , Lennard Birmanns, Finn Schöneck, Leon Ueberall, Sarah Bayerschmidt, Bjarne Overkott
- Design: Mohamed Anwar, Maximilian Bornmann, Philipp Waack, Hans Spieß, Ahmed Farghali
- Versione italiana: Servizi di lingua tedesca
- Pubblicato il: 19 marzo 2026
https://correctiv.org/aktuelles/akten-des-missbrauchs/2026/03/20/i-dossier-degli-abusi/
















