«Il prete esorcista di Caserta arrestato per violenze informatore della polizia»

Ha assistito agli esorcismi, ne è rimasto «impressionato», ma durante quelle sedute Barone si è limitato a tenere per la nuca la «posseduta» e di violenze su quelle ragazze che, secondo il prete, avevano dei disturbi spirituali, lui, il poliziotto, non ne ha mai viste. Si limitava a pregare e a tenerle ferme, Barone. «Anzi, quando ci avete mostrato quel video in udienza, quel video in cui un uomo veniva percosso brutalmente, mi sono dovuto sedere, per lo choc. Semmai avessi assistito a violenze di quel tipo io, il prete, lo avrei preso a calci nel sedere».

E poi, ha riferito Luigi Schettino, durante l’interrogatorio dei pm Daniela Pannone e Alessandro Di Vico, e poi rispondendo al suo avvocato, Carlo De Stavola, don Michele Barone era un informatore della squadra mobile. Che ha collaborato per lungo tempo con la polizia, o meglio con il commissario Luigi Schettino (ora imputato) sia quando era a Casal di Principe che quando fu trasferito a Caserta. Le sue «informazioni» hanno avviato anche un’indagine della Dda.

«Barone era i miei occhi e le mie orecchie». E quando Schettino arrivò al commissariato di Maddaloni fu attraverso l’esorcista che seppe dell’esistenza di una setta satanica che avrebbe avuto responsabilità in alcuni suicidi e nella sparizione di un bambino, oltre venti anni fa. Lo ha raccontato ieri Schettino, esaminato nel corso del processo per gli abusi e gli esorcismi che, meno di due anni fa ha sconvolto la diocesi di Aversa, la stessa che in questi giorni ha dovuto registrare l’arresto del prete pedofilo, reo confesso, don Michele Mottola. È di ieri sera anche il trasferimento in carcere, dopo la condanna a dodici mesi, di due giovani processati per ricatti sessuali all’ex parroco di Succivodon Crescenzo Abbate da Giugliano. Si tratta di Yevheniy Borysyuk, 22enne ucraino residente a Succivo, e Mario Donadio, 24 anni, di Sant’Arpino.

Schettino ha raccontato dell’esorcismo che si tenne nel castello diroccato di Maddaloni, dove, insieme all’altro poliziotto, Vito Esposito, che per il tribunale va indagato perché presente a tutti gli episodi che a Schettino sono costati il processo, accompagnarono Barone e la ragazza che oggi lo accusa di violenza sessuale che secondo il prete era indemoniata. «La ragazza entrò come in uno stato di trance, in precedenza ci aveva detto delle sette sataniche, di cavalli squartati e cortei di persone incappucciate sulla montagna, ma quello che accadde nel castello mi lasciò molto impressionato. Disse che le ossa che furono trovate durante le ricerche del bimbo sparito da Marcianise negli anni 90 non erano di un cane ma del piccolo… di quell’esorcismo c’è un video, io e Vito Esposito assistevamo a tutto ciò e facevamo luce con i cellulari, durò circa venti minuti poi le uscì un fiotto di sangue dalla bocca. Il prete pregava, la teneva per la nuca». Di tutto ciò, Schettino e Esposito fecero rapporto al pm Di Vico.

«Gli mostrammo il video e ci chiese se non avessimo paura, dicemmo di solito noi poliziotti usiamo giubbini antiproiettile ma in questi casi.. e mostrammo la coroncina che entrambi portavamo al collo… Il pm comunque mi sembrò stupito, perché la ragazza sapeva cose che erano nel fascicolo che lui stesso aveva riaperto qualche anno prima sulla scomparsa del bambino. A ogni modo, ci disse che per riaprire l’indagine dovevamo indagare sulla setta satanica e mi disse di fare una relazione su quanto accaduto nel castello e di allegare il video. Io gli chiesi: «Ma dottore, devo scrivere «il diavolo ha detto che…» e lui disse di sì e di sottolineare che la ragazza aveva parlato del bambino scomparso». Iniziò tutto così, quindi, racconta Schettino, finito sotto processo con l’accusa di non aver fermato i maltrattamenti e di aver cercato di indurre la sorella della vittima a ritirare la denuncia contro il prete e contro i genitori.

Schettino ha anche cercato di motivare certe scelte che sembrano, obiettivamente, assurde. E per questo ha prodotto delle prove. Tra queste un audio in cui si sente la voce della bambina durante una fase di trance, ovvero, per dirla con Barone, «mentre era posseduta dal diavolo». E il «demonio» annuncia: «Prete, ti farò cacciare dalla Chiesa. E tu, poliziotto, pure me la pagherai». Un audio molto suggestivo che sembra anticipare quanto è poi accaduto. Ma che soprattutto inquadra l’atmosfera surreale che nell’ottobre del 2017 avvolgeva tutti i protagonisti di questa storia. Un clima tale che il poliziotto avrebbe cercato di indurre la sorella della vittima a ritirare l’esposto contro il prete e contro i genitori. Schettino ha respinto anche questa accusa. Il processo è agli sgocciolo. La settimana prossima sul bamco salirà don Michele Barone.

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