Sentenza shock al Tribunale di Larino, per il giudice i rapporti tra don Marino Genova e la 14enne Giada Vitale erano consenzienti
È l'aprile del 2009. Giada Vitale, ha 13 anni appena, ha perso da poco l'adorata nonna e il suo papà, è ...
È l'aprile del 2009. Giada Vitale, ha 13 anni appena, ha perso da poco l'adorata nonna e il suo papà, è ...
Mancava un giudice. Per questo motivo il processo a carico di Don Marino Genova, presente oggi in aula insieme a ...
Avere 14 anni significa poter avere rapporti sessuali consenzienti. Per questo motivo il giudice del tribunale di Larino ha archiviato ...
Per il Giudice del Tribunale di Larino, Daniele Colucci «la Vitale era capace di poter scegliere e quindi di poter ...
Noi lo sostenevamo da tempo che il clamore costruito intorno all'immagine di Bergoglio non era altro che una farsa, una ...
Don Marino Genova, il parroco di Portocannone sospeso a divinis nel 2014 e accusato di aver abusato dai 13 ai 16 anni ...
Si sono rivisti oggi in Tribunale dopo 4 anni la giovane Giada Vitale e l’ex parroco di Portocannone, allontanato nel ...
Giada Vitale, oggi ventenne di Portocannone, aveva solo 13 anni. Da allora è iniziato il suo calvario di violenze. Abusi ...
Da quando Bergoglio è diventato Papa la stampa ha voluto esaltare ogni sua dichiarazione senza prestare la minima attenzione se ...
LARINO. Atti sessuali con una minore: è stato rinviato a giudizio con questa accusa Don Marino Genova, fino a 2 ...
Il Gup di Larino Daniele Colucci ha disposto il processo, al termine dell’udienza preliminare che si è celebrata oggi 15 ...
Giada Vitale, 20enne che ha denunciato di aver subito violenze da Don Marino Genova ex parroco di Portocannone, da quando aveva ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso
