Don Marino Genova, il parroco di Portocannone sospeso a divinis nel 2014 e accusato di aver abusato dai 13 ai 16 anni Giada Vitale, è tornato a dire messa. Lo ha annunciato il suo avvocato Daniele Intino oggi a margine dell’udienza per gli abusi che la ragazza di Portocannone ha subito dai 14 ai 16 anni, quando per la legge aveva l’età per dire sì ai rapporti con il sacerdote. Ha anche spiegato il perché il Vescovo Gianfranco De Luca aveva premuto per la sospensione: il motivo del provvedimento era dovuto all’aver celebrato il funerale di un parente nella parrocchia di Portocannone, comunità dalla quale avrebbe dovuto stare lontano, proprio in vista delle inchiese in corso.
Il prete quindi è tornato a dire messa. Oggi era vicino ai suoi fedeli e non era al processo che si è svolto davanti al Tribunale di Larino. Nel quale l’avvocato Arturo Messere si è opposto alla richiesta di archiviazione, come già aveva fatto anche il precedente legale di Giada, l’avvocato Sergio Cavaliere, per la parte dell’inchiesta relativa agli abusi avvenuti dopo i 14 anni. Secondo il pm Luca Venturi e secondo la difesa dai 14 anni in poi la ragazza avrebbe prestato il consenso ai rapporti. La pensa diversamente il legale di parte civile secondo il quale la sua assistita era comunque vittima di una situazione di costrizione sia fisica che psicologica. Il giudice Daniele Colucci si è riservato la decisione nei prossimi giorni. Qualora decida di riaprire il caso questo filone di inchiesta potrebbe essere riunito a quello relativo agli abusi avvenuti dai 13 ai 14 anni, quando Giada anche per la legge non avrebbe potuto manifestare in alcun modo il suo consenso.
E nel frattempo il prete continuerà a dire messa. Nonostante il dolore che Giada ha provato in questi lunghi anni, quando è stata anche rivittimizzata dal paese intero. Accusata di essersi inventata tutto per ottenere chissà cosa. La ragazza non sapeva nemmeno che il prete poteva dire nuovamente messa. Lo ha appreso dalle dichiarazioni del servizio di Telemolise andato in onda oggi alle 14. (Vivip)
Used to monitor number of Google Analytics server requests when using Google Tag Manager
1 minute
_ga_
ID used to identify users
2 years
_gid
ID used to identify users for 24 hours after last activity
24 hours
_gali
Used by Google Analytics to determine which links on a page are being clicked
30 seconds
_ga
ID used to identify users
2 years
__utmx
Used to determine whether a user is included in an A / B or Multivariate test.
18 months
__utmz
Contains information about the traffic source or campaign that directed user to the website. The cookie is set when the GA.js javascript is loaded and updated when data is sent to the Google Anaytics server
6 months after last activity
__utmv
Contains custom information set by the web developer via the _setCustomVar method in Google Analytics. This cookie is updated every time new data is sent to the Google Analytics server.
2 years after last activity
__utmb
Used to distinguish new sessions and visits. This cookie is set when the GA.js javascript library is loaded and there is no existing __utmb cookie. The cookie is updated every time data is sent to the Google Analytics server.
30 minutes after last activity
__utmc
Used only with old Urchin versions of Google Analytics and not with GA.js. Was used to distinguish between new sessions and visits at the end of a session.
End of session (browser)
__utma
ID used to identify users and sessions
2 years after last activity
__utmt
Used to monitor number of Google Analytics server requests
10 minutes
_gac_
Contains information related to marketing campaigns of the user. These are shared with Google AdWords / Google Ads when the Google Ads and Google Analytics accounts are linked together.
90 days
Marketing cookies are used to follow visitors to websites. The intention is to show ads that are relevant and engaging to the individual user.
Facebook Pixel is a web analytics service that tracks and reports website traffic.
Used to detect if the visitor has accepted the marketing category in the cookie banner. This cookie is necessary for GDPR-compliance of the website.
179 days
LOGIN_INFO
This cookie is used to play YouTube videos embedded on the website.
2 years
YSC
Registers a unique ID to keep statistics of what videos from YouTube the user has seen.
Session
VISITOR_INFO1_LIVE
Tries to estimate the users' bandwidth on pages with integrated YouTube videos. Also used for marketing
179 days
PREF
This cookie stores your preferences and other information, in particular preferred language, how many search results you wish to be shown on your page, and whether or not you wish to have Google’s SafeSearch filter turned on.
10 years from set/ update
GPS
Registers a unique ID on mobile devices to enable tracking based on geographical GPS location.
Puoi farlo con un CLICK utilizzando i tuoi account social
In alternativa puoi registrarti compilando il modulo che troviQUI
Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!
Login / Registrati
Informazione sui contenuti
La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.