• Datacenter
  • CoudMAIL
  • WebMAIL
  • Webmail Pec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU -G
  • Login UE
sabato 21 Febbraio 2026
Rete L'ABUSO
5Xmille
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
ACCEDI o REGISTRATI | Login
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | Home » world » news » Sacrileghi abusi

Sacrileghi abusi

Le vittime sono tantissime . Molte non hanno il coraggio di denunciare. E chi ci è riuscito è stato persino accusato di avere tratto piacere dalla violenza. Mentre la chiesa protegge i prelati coinvolti. Ecco le incredibili storie raccolte da TPI

Redazione WebNews by Redazione WebNews
30 Ottobre 2022
in Cronaca e News
Reading Time: 8 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

Carmine Gazzanni e Flavia Piccinini – «Tutto è avvolto nell’oscurità. Ma la violenza non può essere taciuta a lungo». Esordisce così Marco, nome di fantasia per il papà di un giovanissimo che nel Sud Italia è stato abusato ripetutamente da un prelato. Il caso è recentemente approdato in tribunale ed è legato al massimo riserbo. «Mio figlio – racconta l’uomo – aveva conosciuto questo prete durante un campo estivo. Me ne parlava benissimo, anche perché l’uomo lo riempiva di regali costosi. Quando chiedevo il perché di tanta generosità, mi spiegava che erano la ricompensa per i lavoretti che faceva. C’era qualcosa che non quadrava, ma vedevo il ragazzo sereno e così ho pensato di essere troppo protettivo. Almeno fino a quando non ho trovato sul cellulare di mio figlio delle chat con centinaia di messaggi che non lasciavano dubbi. È stato lo choc più grande della mia vita. Mio figlio non solo era stato abusato fisicamente, ma era del tutto vittima dal punto di vista psicologico di questo adulto».

Di casi e di storie simili – che spesso restano nell’ombra – il nostro Paese è costellato. Lo spiega perfettamente Francesco Zanardi, fondatore e presidente dell’associazione “Rete L’Abuso”, unica realtà in Italia che monitora casi di pedofilia ecclesiastica. «Io per primo sono stato vittima di violenza quando avevo 11 anni. Un segno indelebile, che mi tormenta ancora oggi. In cinque anni sono stato operato nove volte per un tumore di origine psicosomatica. Dei sette metri di colon, me ne resteranno sì e no la metà», rivela. «Nonostante questo però non mi fermo. Vivo il mio lavoro come una vera e propria missione per tutte le vittime e i familiari costretti ad affrontare tragedie simili alla mia».

Come Alessandro Battaglia che il 21 dicembre 2011 a Rozzano, piena periferia milanese, vede la sua vita cambiare per sempre. A soli undici anni. Membro degli scout, Alessandro adora il parroco locale, don Mauro Galli: parla lo stesso linguaggio dei ragazzi, li capisce, è gentile, apprezzatissimo anche dagli adulti. Ed è così che, quando il prete domanda ai genitori di Alessandro la possibilità di farlo dormire in parrocchia, nessuno obietta – accade quando aveva 11 anni. Cosa sia accaduto quella notte è scritto nella sentenza di primo grado, che evidenzia come don Galli si impegnò in «atti sessuali consistiti in strusciamenti del proprio pene sulla schiena del ragazzo, palpeggiamenti del pene e dei testicoli della vittima, nonché in un tentativo di penetrazione anale». Le aggravanti individuate dai giudici vengono elencate puntualmente e comprendono, fra le altre cose, la violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro del culto e l’abuso di autorità. Dopo una condanna sia in primo che in secondo grado (assolto dalla chiesa), il caso non è ancora chiuso: dopo un ulteriore ricorso, la Cassazione ha deciso di rinviare le carte in Appello per un processo “bis”. Il don intanto – come hanno scoperto i genitori di Alessandro, che avevano provato invano a coinvolgere anche le autorità ecclesiastiche – invece di venire assicurato alla giustizia canonica, è semplicemente stato trasferito in un’altra parrocchia, situata ad appena trenta chilometri di distanza. Uno spostamento avvenuto in sordina, secondo un copione ben rodato.

Altrettanto dolorosa la storia di Arturo Borrelli, oggi ultraquarantenne, che a Napoli nel 2010 accusa don Silverio Mura di averlo ripetutamente stuprato da ragazzino. I fatti risalgono a trent’anni fa, dunque il reato in sede penale è ormai prescritto. Tutto comincia dopo che Arturo comincia a soffrire di svenimenti e attacchi di panico dalle quali riemergono vecchie ferite e traumi che lo spingono a denunciare anche dinanzi alle autorità ecclesiastiche. Senza, però, ottenere alcun risultato. Nel frattempo, infatti, don Silverio Mura, formalmente in ritiro in una comunità religiosa, si sta in realtà preparando alla sua seconda vita. Nel 2016 si presenta come Saverio Aversano a don Simone Baggio, parroco di Montù Beccaria, un piccolo centro di 1600 anime sulle colline pavesi. Gli viene assegnata la cura dell’oratorio e il catechismo dei bambini della parrocchia. Almeno fino a quando alcuni genitori non riconoscono don Silverio e a Montù scoppia il caos. Nel novembre scorso, per quanto il prelato si sia sempre dichiarato innocente, il Tribunale civile di Napoli ha riconosciuto ad Arturo Borrelli con una sentenza storica un risarcimento di oltre 320mila euro per i danni conseguenti agli abusi sessuali.

ADVERTISEMENT

Non tutti i casi finiscono con una condanna. Uno degli episodi più eclatanti riguarda l’Istituto Provolo a Verona, nato negli ani Cinquanta per accogliere bambini sordomuti. Apparentemente si trattava di un paradiso, in realtà gli studenti – cui veniva perfino impedito di imparare la lingua dei segni, per evitare che potessero denunciare – erano vittime di abusi di ogni tipo. Le denunce impiegano decenni prima di prendere forma e dopo le prime accuse di molestie uno dei prelati, don Nicola Corradi, viene trasferito in Argentina. Il suo comportamento non cambia né nella sede di dove continua il ciclo di violenze a Mendoza né in quella de La Plata. Nonostante la mobilitazione italiana delle vittime – che però sortisce scarsi risultati – in Argentina gli ex alunni vanno a denunciare e nel 2019 il sacerdote viene condannato a 42 anni di carcere, mentre il suo vice a 45. Purtroppo però i due hanno lasciato il Sud America, e sono rientrati in Italia dove non scontano alcuna pena.

TUTTO TACE

«La situazione è peggiorata», spiega Lucetta Scaraffia, giornalista e storica, che al caso ha dedicato “Agnus Dei” (Solferino, pp. 224) con Anna Foa e Franca Giansoldati. «L’impunità- prosegue – è sempre stata totale. L’ordine dato ai vescovi era quello di sedare lo scandalo, ma ha soltanto peggiorato le cose alimentando una sorta di via libera. In fondo, che cosa rischiavano i pedofili? Potevano essere spostati di sede, magari richiamati, ma era chiaro come i loro comportamenti fossero ampiamente tollerati». Parole durissime, cui fanno eco quelle di Zanardi che da sempre si batte contro l’omertà ecclesiastica: «I vescovi – ribadisce – non hanno l’obbligo di denuncia presso le autorità giudiziarie, e dunque finiscono con lo spostare chi è accusato di violenze in altri luoghi». Ma c’è di più. «Nel 2014 l’Italia ha ratificato una direttiva Ue sul cosiddetto “certificato anti-pedofilia”. In pratica, se sei stato condannato per reati contro i minori non puoi più esercitare professioni che ti portino a stare a contatto con i bambini». Il problema, però, è che nel nostro Paese è stato applicato a tutte le categorie, eccetto il mondo del volontariato di cui il clero fa parte. Non solo.

L’Europa ha chiesto più volte di istituire sportelli per dare “accoglienza” a chi ha subito abusi, ma anche su questo si procede a rilento. «Per questo – prosegue Zanardi – mi sono rivolto alle Nazioni Unite denunciando i singoli casi e la situazione nel suo complesso». La questione infatti è ampiamente nota, e già nel 2014 il Comitato contro le Torture dell’Onu annotava come «la Santa Sede non ha riconosciuto l’entità dei crimini commessi, non ha preso le misure necessarie per affrontare i casi di abuso sessuale sul bambino e per proteggere i bambini, e ha adottato politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione dell’abuso da parte dei perpetratori e all’impunità degli stessi». Accuse pesanti derivanti dal fatto, come continua l’Onu, che «i casi di abuso sessuale su bambino, quando affrontati, sono stati trattati come gravi delitti contro la morale tramite procedimenti riservati previsti per misure disciplinari che hanno permesso a un’ampia maggioranza di autori di abuso e a quasi tutti quelli che hanno nascosto l’abuso sessuale sul bambino di sfuggire ai procedimenti giudiziari». Tutto a causa del «codice del silenzio imposto a tutti i membri del clero sotto pena di scomunica». Un cortocircuito che indica come endemico il comportamento ecclesiastico e che ha spunto l’Onu, già otto anni fa, a sollecitare la revisione dei Patti Lateranensi nella parte in cui si solleva la gerarchia ecclesiastica dall’obbligo di denuncia.

Nulla è mai accaduto allora, né nel 2018 quando sempre l’Onu ha invitato lo Stato italiano – su proposta di “Rete l’Abuso” – a istituire una commissione indipendente per avere un quadro chiaro sul numero di vittime, di prelati indagati o condannati. «Di questo passo – spiega Zanardi – è evidentemente difficile fidarsi anche di chi, come la Cei, suggerisce grandi azioni nel futuro, ma poi e di fatto non fa mea culpa». La negligenza si attesta dunque in modo trasversale fra tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dalla Chiesa per arrivare allo Stato. «Mentre in Spagna la magistratura si è attivata su 250 casi in un arco di 70 anni, in Italia invece pare non siano sufficienti neppure i 320 casi che abbiamo documentato e, non in 70 anni, ma in poco più di 15. Vittime e dati che forniremmo volentieri ai magistrati, se solo li volessero», amareggiato riflette Zanardi.

«Attraverso l’adescamento, la persuasione e il coinvolgimento – riflette la psicologa Lorita Tinelli – i preti riducono la resistenza delle loro vittime e abusano di loro senza usare la forza fisica. Recenti studi evidenziano come le vittime siano caratterizzate da un alto livello di religiosità e da conflitti sulla propria sessualità emergente». Da non sottovalutare poi l’isolamento, ma anche la condizione economica e culturale, solitamente bassa, che permettono l’avvicinamento alla sfera più intima dei minori. Diverso è il discorso per i carnefici, come nota Andrea Fagiolini, ordinario di psichiatria presso l’Università di Siena: «Non esiste un profilo univoco. Sovente gli abusati hanno subito loro stessi traumi o abusi emotivi. Bisogna poi ricordare che non esiste un nesso di causalità stabilito tra il celibato e l’abuso dei bambini. Il celibato non è in grado di allontanare una persona dal suo orientamento sessuale primario, ma è possibile che vengano scelte istituzioni che promuovono il celibato come sistema di auto-cura, per mettere un freno a istinti sessuali riconosciuti come negativi».

CASI IN AUMENTO

ADVERTISEMENT

Ad oggi, dinanzi alla rinuncia delle istituzioni, gli unici dati che restano sono quelli raccolti da “Rete L’Abuso” e che indicano 178 sacerdoti accusati e 165 condannati in via definitiva.

«Naturalmente i casi di abuso sono molto più numerosi. Ci sono quelli che non hanno il coraggio di denunciare, e quelli che dopo avere denunciato accettano di recedere grazie a un patteggiamento privato, magari per una somma modesta che va dai 15 ai 25mila euro», spiega ancora Lucetta Scaraffia. Soldi elargiti come aiuto per lo studio in cambio della firma di una dichiarazione con la quale i diretti interessati accettano di restare in silenzio. Se un accordo non si trova, il copione è sempre pressoché il medesimo: «I preti – prosegue Scaraffia – prima negano poi, quando sono incastrati dalla giustizia civile, si presentano come malati. In questo modo la Chiesa si offre di custodirli e inviarli in case di accoglienza per religiosi in crisi dove vengono sottoposti a una blanda terapia, e poi rimandati in parrocchia. Questo perché nel codice di diritto canonico, lo stupro viene annoverato come una trasgressione del sesto comandamento insieme ad adulterio ed omesessualità. Alla base c’è la convinzione che la vittima tragga piacere dall’abuso, e quindi divenga colpevole a sua volta».

Intanto le denunce, le inchieste e dunque i processi aumentano. Uno degli ultimi casi arriva da Enna, nel cuore della Sicilia, e riguarda don Giuseppe Rugolo, arrestato il 27 aprile 2021 e il cui processo – rigorosamente a porte chiuse – si è aperto qualche mese dopo, il 7 ottobre. L’uomo è accusato di violenza sessuale su tre minori. Una delle vittime è Antonio Messina che, quando inizia una relazione con un suo coetaneo, si sente braccato dal prelato che pretendeva di avere una relazione sessuale esclusiva. «Sentivo di non avere via di scampo», dice agli inquirenti. Nel 2015 il don fonda un’associazione: sceglie una manciata di ragazzi, con cui instaura un rapporto informale fatto di battute sessiste, toccatine sui genitali e ritiri notturni in canonica. A uno di loro, con cui divide il letto e la doccia, regala soldi e manda messaggi pieni di cuoricini. Gli scrive «ti amo», «notte principessa mia», «amore mio». Oltre i dettagli, si mostra una sceneggiatura ben nota a chi si occupa della questione.

A denunciarlo ancora Zanardi in un nuovo report presso l’Onu: soltanto nel 2016 il vescovo Rosario Gisana viene informato dei fatti, iniziati sette anni prima, e decide di trasferire il prete pedofilo nella diocesi di Ferrara , ufficialmente per motivi di salute. Lì viene nuovamente incaricato di seguire i ragazzi della parrocchia. Intercettato, il vescovo ammette il suo coinvolgimento: «Il problema è anche mio perché io ho insabbiato questa storia… eh vabbè, pazienza, vedremo come poterne uscire!». Non solo. Sembrerebbe (ma il condizionale è d’obbligo) che anche il vescovo di Ferrara, Gian Carlo Perego, non fosse totalmente all’oscuro rispetto al passato di don Rugolo. Secondo i documenti consultati da Tpi e come denunciato nel report alle Nazioni Unite, ci sarebbe anche il coinvolgimento di un carabiniere che, dinanzi alle denunce di Antonio Messina, avrebbe spifferato tutto al vescovo Gisana. Quantomeno in questo caso il processo è partito. Al contrario di altre situazioni bloccate nel silenzio, come quella – già segnalata all’Onu – che vede protagonista don R.L., salesiano di Genova e allenatore di una squadra di ragazzi, trasferito «tra le chiacchiere» ad Arezzo. Da qui sarebbe arrivata una nuova denuncia di presunti abusi, ma intanto il prelato è stato spostato nuovamente, pare in Tunisia. A dimostrazione del inquietante puzzle ecclesiastico in continuo, perpetuo, aggiornamento.

da TPI del 29 ottobre 2020

ADVERTISEMENT
Previous Post

Vaticano, con l’Obolo di San Pietro pagati anche gli avvocati per le cause di pedofilia negli Usa

Next Post

Più esperti, ma dove sono i sopravvissuti? La lotta “sinodale” agli abusi della “nuova” Pontificia Commissione Minori

Redazione WebNews

Redazione WebNews

Redazione servizio web

Related Posts

Roma, si uccide l’ex parroco di Pomezia accusato di pedofilia
Lazio

Roma, si uccide l’ex parroco di Pomezia accusato di pedofilia

by Redazione WebNews
24 Giugno 2006

Marco Agostini, 43 anni, era agli arresti domiciliari in casa della madre aveva già tentato il suicidio in precedenza ingerendo...

all 20 istituto provolo scheda personale gianni bisoli 1 638 214x300 1
Triveneto

Abusi sessuali al Provolo, l’accusa: «data falsa e carte sparite»

by Redazione WebNews
29 Marzo 2017

Gli ex alunni che lamentano molestie dai preti respingono le critiche di chi parla di accuse inventate. E denunciano un...

ratzi

Coro Ratisbona: monsignor Georg Ratzinger tornato in Germania

26 Luglio 2017
vaticano 1 300x200 2

Onu, inseriti nel capitolo tortura gli abusi sessuali di preti e religiosi. ALL’ITALIA CHIESTO DI RIVEDERE PARTE DEI PATTI LATERANENSI

23 Maggio 2014
15164273w

Chiuso il summit sulla pedofilia in Vaticano: Papa francesco prepara un «Motu Proprio»

25 Febbraio 2019
76a7931306 54136244

Pedofilia, obbligo di cura dopo il carcere: “sentenza pilota” del tribunale di Milano

7 Maggio 2016
Cacciatori di pedofili: il fenomeno globale arrivato anche in Svizzera

Cacciatori di pedofili: il fenomeno globale arrivato anche in Svizzera

17 Settembre 2025
Inchiesta su don Samuele Marelli, ex direttore della Fondazione oratori milanesi: «Abusi sessuali sui ragazzi»

Inchiesta su don Samuele Marelli, ex direttore della Fondazione oratori milanesi: «Abusi sessuali sui ragazzi»

27 Marzo 2025
488b3634 997e 4d17 a811 4bfc62b64eeb

ENNA: gli auguri pasquali con la foto del prete indagato per violenza sessuale aggravata e trasferito a Ferrara

5 Aprile 2021
Cattura

Presunti abusi di un religioso, seconda puntata: Vaticano ‘ancora’ non ha risposto ad accuse de Le Iene

3 Novembre 2011
Load More
Next Post
1667302889Senzanome

Più esperti, ma dove sono i sopravvissuti? La lotta "sinodale" agli abusi della "nuova" Pontificia Commissione Minori

obj92801987 1 jpg

L’iniziativa di Italy Church Too il 3 novembre a Milano sugli abusi della chiesa

c

Sacerdote abusa di un 15enne, la mamma: "Un grave peso trovarsi la chiesa contro in aula"

Ti sei già tesserato?

Tesseramento Soci

Tesseramento Soci
by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
ShareTweetShareSendShareSend

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Highlights

Vescovo polacco accusato di aver insabbiato la pedofilia. Inizia un processo storico

SvizzeraAbusi nella chiesa: l’arcidiocesi di Vaduz invierà documenti a Coira

Papa Leone ha approvato il processo di beatificazione del vescovo che ha permesso ai bambini indigeni di toccargli i genitali

La diocesi di Brooklyn accetta la mediazione per risolvere oltre 1.000 denunce di abusi

Allarme degli esperti Onu sul caso Epstein: ‘Creata una rete criminale globale’

Sottoposto alla autorità canonica Vaticana

5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille

Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

I più letti 24h

  • Pedo­fi­lia & Ior: le mail di Epstein sull’ex Pon­te­fice

    Pedo­fi­lia & Ior: le mail di Epstein sull’ex Pon­te­fice

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Martedì 24 ore 10,30 CONFERENZA STAMPA – “Da Bolzano in giù.” Viaggio negli SPORTELLI DIOCESANI PER LE VITTIME

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Papa Leone ha approvato il processo di beatificazione del vescovo che ha permesso ai bambini indigeni di toccargli i genitali

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • “Trovate delle ossa umane”. Emanuela Orlandi, la scoperta all’improvviso: cosa succede

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Allarme degli esperti Onu sul caso Epstein: ‘Creata una rete criminale globale’

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • L’ultimo Servizio/ L’altra storia di Ugo Poletti. Una porpora “nera” nel caso Orlandi (prima parte)

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Vescovo polacco accusato di aver insabbiato la pedofilia. Inizia un processo storico

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
Rete L'ABUSO

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento Soci
  • Privacy policy
  • Cookie Policy
  • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

recaptcha placeholder image

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

recaptcha placeholder image

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Privacy policy
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • Cookie Policy
    • Gli autori che scrivono sul nostro blog
    • Tesseramento Soci
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Adotta la salute dei minori, sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • Sostieni le vittime con il tuo 5Xmille
  • “Il Punto”
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
    • Annuario dei casi
    • Dati regionali divisi per province
    • I dati generali di casi e sopravvissuti
    • Mappa delle Diocesi italiane insicure
    • Giustizia italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
    • Gli “Omertosi”
    • Comunità di recupero per sacerdoti
    • Casi denunciati alla DDF
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH Database
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca locale
      • Abruzzo – Molise
      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Emilia Romagna
      • Lazio
      • Liguria
      • Lombardia
      • Marche
      • Piemonte
      • Puglia
      • Sardegna
      • Sicilia
      • Toscana
      • Triveneto
      • Umbria
      • Città del Vaticano
    • L’archivio storico del portale
    • Rubrica di approfondimento di Federico Tulli
    • MediaCenter
    • Podcast
  • Servizi
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
  • Live SEARCH Database

© Tutti i diritti riservati - Gruppo Rete L'ABUSO HRC - ODV/ETS

Scopri di più da Rete L'ABUSO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!

Login / Registrati

recaptcha placeholder image
Password dimenticata?
Registrati
Or

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.