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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | istanze » Pre webinar sat 13/2 Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO Italia

Pre webinar sat 13/2 Francesco Zanardi – Rete L’ABUSO Italia

Redazione WebNews by Redazione WebNews
10 Febbraio 2021
in Istanze alle Istituzioni
Reading Time: 5 mins read
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Buongiorno a tutti

Introduco qui il webinar di sabato prossimo sul “Caso Italia”, perchè qui viviamo una situazione davvero preoccupante e che va oltre i preti pedofili e purtroppo, a differenza dei vostri paesi qui coinvolge politica, magistratura e le stesse Istituzioni italiane. Un problema a monte dei preti pedofili perché nei fatti in Italia come vedrete il Vaticano spadroneggia di fronte allo Stato che gli lascia fare quello che vuole.

Il nostro è una sorta di HELP too ITALY in quanto la situazione italiana è davvero è disastrosa e vede non solo le vittime da più di 10 anni ignorate completamente dallo Stato italiano che non si è mai voluto fare onere del problema producendo altre vittime. L’unico impegno che ha portato avanti in questi 10 anni il Governo italiano, è stato quello di tutelare i pedofili dalle vittime che chiedevano giustizia.

Persino il legislatore ha applicato in Italia trattati e Convenzioni come quella per i diritti dell’infanzia o di Lanzarote in modo così criminale da screditare le stesse, di fatto applicate in modo tale da non creare danno alla chiesa, ma dall’altro lato inutili nelle loro finalità che sono state abilmente aggirate.

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Faccio un esempio pratico in modo che la mia affermazione non diventi una semplice illazione. La Convenzione di Lanzarote, ratificata dall’Italia nell’ottobre 2012, introduceva tra le altre cose il così detto “certificato anti pedofilia”, indubbiamente uno strumento importantissimo in quanto parliamo in questo caso di prevenzione. Strumento che in Italia ha lasciato fuori dall’esibizione non solo l’intero clero, ma anche la categoria alla quale il clero appartiene, il mondo del volontariato. Quell’ambiente che da sempre è il terreno di caccia favorito dai pedofili. Una applicazione del certificato che paradossalmente, anziché fare prevenzione, indica al pedofilo il terreno di caccia più sicuro !!!

L’immunità dal carcere per chi si macchia di questi crimini, sia per i pedofili laici che per i preti con la differenza che i laici finiscono ai domiciliari e la detenzione è costantemente controllata dalla polizia. I preti invece vengono affidati dalla stessa giustizia a una delle 23 strutture per “sacerdoti in difficoltà”  dove di fatto, sono sotto la totale responsabilità della chiesa e dove la polizia non controlla. Un vero e proprio escamotage che da ai cittadini l’idea di una giusta condanna, mentre invece è una sorta di villeggiatura per i preti, che fa sorridere perché paradossalmente in termini democratici discrimina i pedofili laici…

Questa è l’Italia di oggi ! Quell’Italia che per far stare zitta l’Onu, ha realizzato l’osservatorio nazionale per il contrasto alla pedofilia e alla pornografia minorile, con un decreto “di ferragosto” ha visto il Ministro Maria Elena Boschi dimettere un Funzionario (Maurizio Palma del Ministero Pari Opportunità) per inserire come consulente un prete.

Un’Italia che tranne l’onorevole Maurizio Turco che nel 2010 tentò la proposta di una commissione di inchiesta, immediatamente affossata dal governo – ma qui vedremo meglio sabato 20 – oggi, in Italia non esiste una sola forza politica che voglia fare da interlocutore in questa causa. Lo stesso Governo non risponde alle vittime, quasi peggio del Vaticano, che qualche volta almeno risponde. Il Governo ha invece chiuso qualunque possibilità per cittadini e associazioni di poter interloquire. Non risponde neppure alle diffide degli avvocati delle vittime, alle raccomandazioni delle Nazioni Unite, impolverate dal febbraio 2019 su qualche scaffale dei palazzi, una sorta di regime assoluto fatto di accrediti per i diritti umani, che però nessuno ha mai applicato in quanto non graditi alla chiesa.

Poi noi a differenza vostra abbiamo al centro di Roma il Vaticano, un autentico parassita che non stupra solo i figli degli italiani, ma costa all’Italia 7 miliardi l’anno. Per non parlare delle ingerenze che ha nel Parlamento Europeo, al quale riesce ad arrivare grazie ai politici italiani.

Ultimo e forse maggiore dei problemi l’informazione italiana, dopo alcuni paesi del terzo mondo al 77° per posto per la libertà di informazione.

E si vede!

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Dal deserto italiano creato intorno alle vittime, normalmente sostenute dall’opinione pubblica, in Italia quando sono fortunate ignorate, quando va male attaccate dalla stessa comunità cattolica che si fa forza sul bigottismo creato dal vuoto dell’informazione e dal suo monopolio. Un’informazione che ci ha nauseati con tutte le cose buone che secondo la stampa avrebbe fatto papa Francesco, con il pericolo del default Vaticano, con il caso McCarricK, quello Viganò. Una stampa che ci ha parlato degli archivi recentemente aperti in Spagna e dei 120 casi emersi, ma omette il contraddittorio e l’obbiettività dimenticando di dire che anche in Spagna, la posizione del governo ha spinto la chiesa a muoversi, come in Germania, Irlanda, Svizzera ecc., magari facendo notare non solo che in Italia ci sono più di 300 casi, almeno quelli noti, ma a differenza della Spagna che ha contato 120 preti dal 1927 al 2020, i 300 italiani, li contiamo solo negli ultimi 15 anni…

Non perché si voglia avere a tutti i costi il merito di essere lo stato più pedofilo al mondo, certo ci si domanda come mai il Governo italiano abbia introdotto per esempio l’uso obbligatorio del seggiolino intelligente per auto a fronte di 8 morti in 20 anni, ma non si è accorto dei 300 casi italiani con un potenziale di vittime tra i più alti al mondo, secondo le proiezioni un milione di vittime solo in Italia.

Conto molto nel webinar di sabato sulla possibilità di un intervento dell’Onu, unico interlocutore rimasto il quale in virtù della Convenzione per i diritti dell’infanzia, pur consapevole che l’Ufficio non possa avere un potere coercitivo sullo Stato Membro, quanto meno, pressi il Governo italiano affinché, almeno per quanto riguarda le ratifiche già fatte dall’Italia, pretenda la loro corretta applicazione, che qualora fosse fatta, costituirebbe un buon punto di partenza per affrontare il problema di un paese industrializzato, che nella sua compiacenza verso il Vaticano e ai danni dei propri figli, ha reso la penisola italiana una “free zone”, potenziale ricettacolo per preti che nei vostri paesi rischiano con la giustizia e che in Italia trovano l’impunità del bel paese.

A voi colleghi l’invito a far assistere nei vostri rispettivi paesi la stampa, in modo di poter accendere un faro sull’Italia. Help too Italy !

Grazie per la vostra attenzione

Zanardi

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.