IL CONTRATTO DI SILENZIO

Petra Delsole è una giovane giornalista che ha accettato un lavoro nella rubrica di cronache rosa del più importate giornale regionale. Lo ha accettato proprio per continuare a lavorare in quella redazione sperando in un veloce cambiamento ed avanzamento di carriera.
Ignara che la sua rubrica si presta come perfetta copertura viene inviata ad indagare sotto copertura su un sacerdote che combina matrimoni tra i giovani parrocchiani.
Inizialmente urtata da questo incarico che considera umiliante, Petra si troverà a scoprire una realtà malata che tiene ancorati ai loro dolori e paure psicologiche giovani che hanno creduto di trovare una guida in un sacerdote psicotico.
Scoprirà violenze fisiche e psicologiche subite dai ragazzi da parte di un omosessuale e psicologiche per le ragazze, nel chiaro intento di distruggere una femminilità invidiata.
A fare da guida a Petra una collega più anziana di fama internazionale che la inserisce nel contesto parrocchiale come stagista, Isabella Gentileschi, che le procura anche un lavoro come dama di compagnia. Con la scusa di guadagnare qualche soldo per coprire le spese della trasferta inizia a fare l’autista personale di due anziane signore, una delle quali fa la perpetua: Elide, custodisce i segreti del sacerdote come una madre che deve proteggere un figlio nell’orrore del suo delirio.
Federico, il fidanzato e collega le farà forza nei momenti difficili e anche lui ad un certo punto verrà impiegato nell’indagine.
Guadagnandosi la fiducia di coloro che stavano già lottando per uscire e fare qualcosa per sanare la situazione ricostruisce uno scenario che di pezzo in pezzo fa soffrire anche lei.
Le storie dei “bagnini in inverno” sono invece l’argomento che fornisce la copertura da stagista, Isabella le fa incontrare persone che hanno storie da raccontare per portare avanti la rubrica e non destare sospetti. Storie divertenti che offrono una pausa psicologica anche al lettore.
Ma anche queste forniranno materiale per i colpi di scena…
Scritto senza rabbia, ne generalizzazioni verso l’ambiente religioso, il racconto si propone solo il fine di offrire il punto di vista di che ha vissuto questa realtà aberrante, nella speranza di offrire spunti di riflessione sull’importanza di essere psicologicamente indipendenti, essere in grado di riconoscere chi potrebbe imbrigliarci nella ragnatela della follia psicotica.
Questo non vuole dire giustificare la malattia, semmai imparare a riconoscere i segni di tale situazione per evitarli.

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