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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » emanuela orlandi » Caso Orlandi, “trovate migliaia di ossa”

Caso Orlandi, “trovate migliaia di ossa”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
21 Luglio 2019
in Città del Vaticano
Reading Time: 3 mins read
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“Sono state ritrovate migliaia di ossa, lunghe piccole e frammentate”. A dirlo è stato il genetista della famiglia Orlandi Giorgio Portera, parlando dei primi esami e della repertazione dei materiali ossei, contenuti nei due ossari individuati sotto la pavimentazione di un’aerea all’interno del Pontificio Collegio Teutonico. Servirà una diagnosi strumentale per capire se si tratta di ossa che risalgono a decine di anni o centinaia di anni fa. Sono molte tipologie, molte craniche, di adulti ma anche no”.

“Il caso è assolutamente aperto” ha detto il genetista Portera. “Dobbiamo capire se all’interno del teutonico ci siano le ossa del teutonico o anche altre ossa. Ritengo necessario che all’accertamento scientifico segua un accertamento documentale su un registro dei movimenti che ci sono stati all’interno del cimitero altrimenti è’ difficile districarsi in un numero così elevato di reperti”.  Alle operazioni ha partecipato anche l’avvocato  della famiglia Orlandi Laura Sgrò entrata in Vaticano qualche minuto prima delle 9 insieme Portera e a Federica Orlandi, la sorella di Emanuela, la 15enne cittadina vaticana scomparsa in circostanze mai chiarite il 22 giugno 1983. Il legale degli Orlandi ha spiegato il teatro dell’operazione. “Stamani – continua –  sono state riaperte le botole: si tratta di due botole distanti due metri e cinquanta l’una dall’altra, profonde un metro e cinquanta, contigue, in uno spazio pieno di ossa”. La prossima settimana continueranno gli esami “per cercare di dare una prima datazione delle ossa, sulla base di un’analisi morfologica”.

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Le analisi dei resti, che potrebbero appartenere alle due principesse delle tombe vicine, Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklenburgo, si sono concluse oggi poco dopo le 15 subito dopo l’apertura degli ossari, e proseguiranno sabato 27 luglio alle 9 come fa sapere il direttore ad interim della sala stampa vaticana Alessandro Gisotti.

“Attendiamo i risultati delle analisi sulle ossa ritrovate per capire qualcosa di più, considerato anche il numero elevato di resti presenti nei due ossari. Un dato non atteso che potrebbe prevedere tempi lunghi. Noi continuiamo a cercare la verità”. A dirlo all’Adnkronos Pietro Orlandi, fratello di Emanuela. In attesa della ripresa dei lavori, Orlandi ribadisce la propria disponibilità a essere ascoltato dagli inquirenti vaticani. “Sono sempre a disposizione – sottolinea il fratello di Emanuela – e pronto a ribadire che le fonti della mia istanza non sono solo anonime. Se mi convocheranno avrò modo di spiegare tutto”.

“Giovanni Arcudi e il suo staff, alla presenza del perito di fiducia nominato dalla famiglia Orlandi hanno portato alla luce i resti presenti negli ossari che sono stati sottoposti a una prima valutazione”, ha ribadito Gisotti. “Con questa nuova attività peritale – dopo le operazioni dell’11 luglio scorso – si evidenzia ancora una volta la disponibilità della Santa Sede verso la Famiglia Orlandi. Disponibilità dimostrata – ribadisce Gisotti – fin dall’inizio, nell’accogliere la richiesta di verifiche nel Campo Santo Teutonico pur sulla base di una mera segnalazione anonima“. Secondo quanto ha disposto il promotore di giustizia vaticano, spiega ancora Gisotti, “le operazioni peritali proseguiranno sabato 27 luglio alle 9 con una approfondita analisi morfologica dei reperti contenuti negli ossari”. Si ricorda che la scorsa settimana erano state aperte due tombe sempre nell’ambito delle incombenze istruttorie della vicenda della ragazza figlia di un commesso vaticano scomparsa 36 anni fa. Le tombe, che appartenevano a due principesse, erano state trovate vuote. Quindi il ritrovamento di due ossari nel cimitero Teutonico che hanno fatto ipotizzare lo spostamento dei resti delle principesse in seguito a interventi strutturali che nel tempo sono stati fatti nelle due tombe del cimitero vaticano.

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In piazza del Sant’Uffizio questa mattina sono arrivati anche Sandro Masetti, Renata Grattoni e Cinzia Di Florio, tre amici di Pietro Orlandi e attivisti della pagina Facebook ‘[email protected]’ (VIDEO): “Noi vogliamo il dossier, chiediamo verità e giustizia. Se oggi non si troverà nulla nel cimitero noi continueremo. Emanuela Orlandi è diventata il simbolo di tutti gli scomparsi. Pietro dà luce a chi vive nella disperazione”. “Sono 36 anni che aspettiamo la verità – ribadisce Masetti – quando il Vaticano vede questa maglietta sulla quale è ritratta Emanuela, se deve sentì male”.

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/07/20/caso-orlandi-via-esame-resti-ossari-teutonico_Ha81TESl47ExJinnB1UaHP.html?fbclid=IwAR3qT1WiuW-bamBSKdRGlx2yY6NC7GWumOTEDQ2w-FL8Xifzm7_T5ijXEIE

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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