Pedofilia. Motu proprio del Papa Tutto fumo e niente arrosto

Nel documento non è stato tenuto conto del dovere morale di denuncia all’autorità civile del paese dove i crimini vengono commessi. Il pretesto per questa grave omissione è stato addotto dall’arcivescovo Charles Scicluna, segretario della Congregazione per la Dottrina della fede: «Non possiamo imporre un obbligo non previsto dalle leggi civili, sarebbe un’ingerenza». Ora, a parte il fatto che la Chiesa non si è mai preoccupata molto del principio di non ingerenza, ma che cosa c’entra l’ingerenza in questo caso? Le leggi civili non prevedono l’obbligo di denunciare il crimine, ma neppure lo vietano. E per gli uomini della Chiesa la legge morale non dovrebbe essere al di sopra della legge civile? Bergoglio scrive: «Desidero rafforzare ulteriormente l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili affinché nella Curia romana e nello Stato della Città del Vaticano, maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto». E quali sarebbero le Autorità competenti? Il promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Città del Vaticano.

Francesco Zanardi della Rete L’Abuso, osserva che “il Vaticano anziché emettere un semplice decreto risolutivo come ordinare ai vescovi la denuncia all’autorità civile, diabolicamente persevera nell’attuare quelle politiche che da sempre hanno garantito l’ingiustizia alle vittime e l’impunità ai colpevoli”.

Renato Pierri

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=106581

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