Serina, prete condannato per molestie. Ma il paese è con lui: mille firme per don Marco

Lettera in sostegno dell’ex curato condannato a 6 anni e ora in carcere per scontare la pena. Il sindaco: «D’accordo con la solidarietà umana, ma c’è una sentenza»
C’è la verità processuale su cui la giustizia ha messo il sigillo della Cassazione, condannando don Marco Ghilardi a sei anni di reclusione per le molestie su una ragazzina che oggi ha 23 anni. L’ex curato di Serina, 43 anni, è in carcere, per scontare la pena. Ma è una verità a cui mille persone su 2.073 abitanti, per ora, non credono. Hanno firmato una lettera per il sacerdote e che sta facendo il giro delle famiglie. Il punto di raccolta, all’inizio, era il benzinaio. Ma ora sono stati aggiunti l’edicola e un negozio. La lettera parla di «sgomento» dopo la sentenza. «Avendo vissuto a contatto con Te (così, in maiuscolo ndr) più anni e condiviso più iniziative a favore della Comunità di Serina vogliamo esprimere un atto di sostegno della Tua Persona. Sappiamo che tanti Ti sono vicino in forma epistolare e qualcuno viene a trovarti».
Chi scrive, vuole unirsi a loro, «in tanti, per dare ancora più forza al sentimento di impotenza e ingiustizia che proviamo. Sappiamo che anche in questa esperienza saprai vedere il bene e fare del bene, anche se è davvero un calice amaro. La sofferenza lascerà sicuramente un solco, ma vogliamo condividerla per alleggerire il tuo peso». Al processo, l’ex sindaco Giovanni Fattori è sempre stato presente, in disparte. «Ho firmato anche io. Questa iniziativa rispecchia il dolore nel cuore della gente di Serina». C’è una sentenza passata in giudicato, lo sa: «Si crede nella giustizia, ci mancherebbe, ma la verità processuale non collima con la convinzione di chi ha firmato». E c’è una ragazza del paese che i giudici di Bergamo non avevano ritenuto credibile ma che quelli bresciani hanno creduto. «Questa vicenda è un dramma comunque la si veda o si pensi», sempre Fattori. Il nuovo sindaco Giorgio Cavagna, come amministratore, vuole restarne fuori. A livello personale, tiene a distinguere tra appoggio umano e rispetto della sentenza. «Se nella lettera, che ancora non ho visto, si esprime solidarietà umana è un conto. Se una persona ha sbagliato, cosa che io non so ma c’è una sentenza, e soffre, avrà la mia comprensione umana. Ma diverso sarebbe prendere una posizione a fronte di una sentenza. Qui ci sono due persone che soffrono. La mia solidarietà va anche alla ragazza».
https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/19_marzo_09/serina-prete-condannato-molestie-ma-paese-lui-mille-firme-don-marco-55eb214a-4249-11e9-95b9-e83ec3332214.shtml
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