Per il presidente dei vescovi tedeschi Reinhard Marx “non esistono alternative alla tracciabilità e alla trasparenza”. Al vertice voluto da Papa Francesco oggi è il giorno delle testimonianze femminili: quella, durissima, di una donna abusata da bambina e poi l’appello della sottosegretaria del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, affinché “la denuncia diventi atteggiamento pastorale ordinario”. Bergoglio: il genio femminile si rispecchia nella Chiesa, che è donna
“I dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili sono stati distrutti o nemmeno creati. Invece dei colpevoli, a essere riprese sono state le vittime ed è stato imposto loro il silenzio”. È la forte denuncia fatta dal cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, diocesi che fu di Joseph Ratzinger, e membro dei consiglio di porporati che aiuta Papa Francesco nella riforma della Curia romana. Prima di intervenire sul tema della trasparenza al summit sulla pedofilia convocato dal Papa in Vaticano, Marx ha incontrato 16 vittime di abusi del gruppo ECA (Ending Clerical Abuse), di cui fa parte anche Peter Saunders, l’ex membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori dimessosi in polemica con gli occultamenti del Vaticano. Queste vittime erano rimaste escluse dall’incontro che si era tenuto, alla vigilia dell’inizio del summit, con 12 persone abusate e i membri del comitato organizzatore del vertice sulla pedofilia.
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