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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Sanremo 2019, Pierdavide Carone e i Dear Jack attaccano Baglioni dopo la loro esclusione

Sanremo 2019, Pierdavide Carone e i Dear Jack attaccano Baglioni dopo la loro esclusione

Redazione WebNews by Redazione WebNews
7 Gennaio 2019
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Il cantautore romano e la band proveniente da Amici si erano presentati con un brano, “Caramelle”, sulla pedofilia. E ora criticano il direttore artistico: “Ci aspettavamo maggiore empatia”

Arrivano le prime polemiche attorno al Festival di Sanremo 2019. A poco più di un mese dall’inizio della kermesse, Claudio Baglioni è finito nell’occhio del ciclone per un’esclusione eccellente. Tra i 24 big in gara dal 5 al 9 febbraio, infatti, mancano Pierdavide Carone e i Dear Jack: il cantautore romano e la band proveniente da Amici si erano presentati con una canzone, intitolata “Caramelle”, che tratta il delicato tema della pedofilia. Ma sono stati esclusi dalla competizione.

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Dopo l’esclusione, adesso, gli artisti accusano il direttore artistico del Festival di avere avuto “poca empatia, visto il tema del brano”. A fare rumore è soprattutto un’intervista di Carone al Corriere della Sera: “Il nostro intento – dichiara il cantante – non è speculare su un dramma, ma denunciare un orrore, qualcosa che d’improvviso può sconvolgere la vita di chiunque. Sono molto deluso, in primis da Claudio Baglioni. Con il direttore artistico di Sanremo c’era un rapporto di stima, abbiamo anche duettato insieme. Mi sarei aspettato più empatia visto il tema del brano”.

Poco dopo, Carone lascia intendere che forse, più che la canzone, a non essere piaciuti ai giudici del Festival sono stati proprio i cantanti: “È più facile dire di sì a un argomento scottante quando c’è il patrocinio di un gigante della musica”, accusa il cantante, che nel 2012 aveva ottenuto il pass per Sanremo con una canzone sulla prostituzione, “Nanì“, cantata assieme a Lucio Dalla.

“Se avessi portato Caramelle con una star della musica – continua Carone – l’avrebbero presa. So che era piaciuta, dunque il problema era in chi la presentava: è grave e anche un po’ razzista. Servono gli abiti giusti per fare i monaci?”.

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Al termine dell’intervista, Carone prova a trovare una spiegazione all’esclusione del brano: “Forse è perché sia io che i Dear Jack veniamo dai talent: al Festival puoi andare, ma con cose più frivole. Per un certo establishment una canzone così va bene per un artista che le somiglia anche fisicamente, con il taglio di capelli giusto, la barba giusta. È tutto molto triste”.

Alle polemiche di Carone si aggiunge anche Lorenzo Cantarini, dei Dear Jack, che parla addirittura di censura: “Essere esclusi è stato brutto, non perché credevamo di avere già il biglietto d’ingresso in mano, ma perché abbiamo avvertito davvero una censura, anche da parte dalla Rai. Avremmo dovuto presentare Caramelle in altri programmi. Forse non era adatta per certi orari? Per un certo tipo di pubblico?”.

Subito dopo l’esclusione dal Festival, Carone e i Dear Jack hanno scelto di pubblicare subito la canzone: “Abbiamo deciso di fare uscire subito Caramelle – spiega Carone – senza programmare un lancio, nulla. E nonostante fosse un brano assolutamente anti-natalizio”. Il brano ha ottenuto in poco tempo tantissimi consensi sia dai fan, sia da artisti come Giorgia, i Nomadi, i Negramaro, Ermal Meta, J-Ax e tanti altri.

La canzone racconta degli abusi sessuali vissuti da Marco e Marica, due bambini di 10 e 15 anni, troppo piccoli per rendersi conto che le attenzioni che ricevono sono in realtà il segno di una perversione assolutamente da denunciare.

“Siamo tutti vittime di abusi, in famiglia, a scuola, sul posto di lavoro, sui social, nella società – spiega Carone sui social – e lo siamo in diverse forme, così molte e multiformi da non esserne, a volte, nemmeno coscienti. In Caramelle racconto di abusi sessuali, e se forse una ragazza di quindici anni può essere già in grado di capire a quale abuso è stata sottoposta dal suo stupratore, forse un ragazzino di dieci anni non ha nemmeno ben chiaro cosa gli sia successo. Entrambi, tuttavia, sono ben consci che qualcosa sia successo, e che dopo non sarà mai più lo stesso”.

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Di seguito, ecco il video ufficiale di “Caramelle”, la canzone di Pierdavide Carone e i Dear Jack che ha scatenato infinite polemiche su Sanremo 2019.

youtube placeholder image

https://www.tpi.it/2019/01/04/sanremo-2019-polemiche-pierdavide-carone/?fbclid=IwAR1hefPfzfklF5-Ypt5PaxRL311_36S5mqhV9FWKUXlG9LBTaW-SKCCr9kw

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.