• Datacenter
  • Cloud
  • ViaWEB
  • WebMAIL
  • WebPec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU
  • UE
lunedì 3 Agosto 2026
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti
Dona il tuo 5Xmille
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • ONU – Comitato diritti infanzia
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
    • Newsletter
  • Media
accedi-registrati
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • ONU – Comitato diritti infanzia
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
    • Newsletter
  • Media
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abuso sessuale » RISARCIMENTI E ACCORDI – Chiesa e Vittime: un po’ di chiarezza

RISARCIMENTI E ACCORDI – Chiesa e Vittime: un po’ di chiarezza

Cristina Balestrini by Cristina Balestrini
6 Maggio 2018
in Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 7 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

Tante se ne sentono su questi temi: opinioni contrastanti, un po’ di tutti i colori.

Come familiari di vittime di preti pedofili vorremmo “sgombrare il campo”, spiegare un po’ in concreto cosa succede con questi benedetti “soldi” che la chiesa darebbe alle vittime.

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.

Ci fa male leggere commenti nei quali addirittura qualcuno accusa le vittime di approfittarsene, di fare le denunce per soldi. “Sarebbe un business” accusare un prete di pedofilia. Vogliamo credere che questi commenti siano dettati dalla non conoscenza della realtà, vogliamo pensare che siano frutto di pregiudizi perché non si è approfondito l’argomento.

Ci sembra dunque importante prendere la parola e fare un po’ di chiarezza.

Partiamo da alcune premesse, molto semplici, che potrebbero sembrare banali, ma forse non sono così scontate nel “senso comune”:

Dona adesso Dona adesso Dona adesso
  • Un abuso sessuale è un reato e come tale va denunciato, senza sensi di colpa, come buoni cittadini e anche come buoni cattolici!

(permettere ad una persona che commette un reato di ripetere quel reato e causare altre vittime, altra immensa sofferenza, non è un po’ come rendersi complice?)

  • Chi è colpevole di un reato che provoca un danno è tenuto a risarcire chi ha subìto il danno, in base a quanto stabilito in sede legale (nei Tribunali)
  • L’entità del risarcimento tiene conto dell’entità del danno subìto, che può essere in parte temporaneo e in parte permanente (come per qualsiasi danno, pensiamo per esempio alle vittime di incidenti stradali). Vi sono delle tabelle, alle quali si attengono i medici legali nello stilare le perizie, che stabiliscono i punteggi che poi si traducono in termini economici.

Cosa succede dunque in concreto?

Se puoi denunciare il fatto in sede penale (ovvero se non è ancora intervenuta la prescrizione), dopo il rinvio a giudizio del sacerdote puoi costituirti parte civile e quindi prendere parte attivamente al processo, attraverso il tuo avvocato, il quale provvederà a richiedere una “provvisionale” (una sorta di anticipo, anche per continuare a sostenere le spese processuali) al termine del primo grado di giudizio. La provvisionale sarà decisa e confermata dal Giudice, e non è comunque scontato che venga accordata. Vi sarà poi l’appello (secondo grado di giudizio) e la Cassazione (terzo grado di giudizio).

Al termine dei tre gradi di giudizio, se il prete verrà ritenuto colpevole, può esserci il riconoscimento del danno direttamente in sede penale (con definizione dell’ammontare del risarcimento, al quale verrà sottratta l’eventuale cifra ottenuta come provvisionale), oppure prende avvio il processo in sede civile (e passano anni…): al termine del processo civile il giudice stabilirà la cifra che dovrà essere versata alla vittima come risarcimento per il danno subìto.

Detta così sembra facile e lineare. Funzionerebbe tutto alla perfezione: subisci un danno (e, “provare per credere” qual è l’entità del danno di una vita distrutta…!) ottieni un risarcimento … tutti felici e contenti!

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

Peccato che gli “intoppi” sono davvero tantissimi e non c’è nulla che tutela le vittime fino in fondo: rimani con il tuo dramma e, se ottieni qualcosa – che è sicuramente molto distante da quello che stabilisce la perizia medico-legale – devi ancora ringraziare. Altro che “business”!

Facciamo alcuni esempi relativi al RISARCIMENTO:

  • ipotizziamo che tutto vada liscio fino alla fine del terzo grado penale e il giudice stabilisca un “congruo” risarcimento. E se il prete non ha soldi? Se riesce a dimostrare di essere nullatenente? Mettiti il cuore in pace: non prendi un euro! Quando si affronta un Processo è importante avere un avvocato che conosca bene il suo lavoro in questo aspetto della giurisprudenza che è abbastanza particolare. Per esempio è fondamentale “ricordarsi”, al momento in cui ci si costituisce parte civile, citare come responsabile civile anche la propria Parrocchia e la Diocesi, poiché di fatto, proprio per il “rapporto” giuridico e di responsabilità che hanno verso il sacerdote e l’esercizio delle sue funzioni, ne sono davvero responsabili. Ma è tuo l’onere di provare la loro responsabilità! Devi avere davvero un buon avvocato… e devi sapere che intraprenderai una lotta durissima… e comunque, se non hai chiamato in causa i Superiori (Parrocchia e Diocesi) nei tempi giusti del Processo penale, non puoi fare più nulla dopo…
  • Provvisionale? Anche qui: se il prete dimostra di non avere disponibilità economica, la provvisionale stabilita dal Giudice rimane “sulla carta”, e già capisci che anche al termine del processo non avrai nessun risarcimento …
  • Se invece prendi coscienza del danno che hai subìto quando ormai il reato penale è caduto in prescrizione, puoi intraprendere il processo in sede civile e, come sopra, non omettere la citazione, come responsabili civili, anche Parrocchia e Diocesi perché davvero hanno questa responsabilità… qui i tempi sono biblici, ma ti aggrappi a questa speranza ed è giusto proseguire. Idem come sopra la possibilità o meno di essere risarcito in base alla disponibilità economica del sacerdote.

“Business” denunciare un prete? Se non hai la possibilità di accedere al gratuito patrocinio (e non è così semplice trovare avvocati che vi aderiscano e che siano in gamba!), non riesci nemmeno ad affrontare le spese processuali del primo grado di giudizio penale se non sei più che benestante… provare per credere!

E quando la Chiesa propone un ACCORDO alle vittime e ai familiari?

Se vi è in atto un Processo penale, può avvenire che alla vittima venga proposto un “accordo extra-giudiziale”, ovvero un accordo da mantenere al di fuori del Processo.  Questo accordo è frequentemente finalizzato alla revoca della costituzione di parte civile, poiché vengono proposti dei soldi.

Cosa significa?

Significa che viene a cadere il motivo per cui ci si costituisce parte civile (ottenere un risarcimento per il danno subìto) perché si ottiene una sorta di “risarcimento” in anticipo rispetto al Processo stesso (processo che, comunque, ha delle incognite, tra le quali anche la condanna del sacerdote, e prevede dei tempi molto lunghi).

È “obbligatorio” accettare l’accordo extra-giudiziale?

Certo che no, dipende da tante cose, bisogna valutare cosa prevede quell’accordo e, confrontandosi tra genitori rispetto agli accordi che non sono stati accettati, vediamo che le clausole sono tra le più disparate:

  • Quasi tutti prevedono la clausola della riservatezza: ma anche qui, riservatezza su cosa? Su tutta la vicenda? Sull’accordo stesso? Sulla cifra ricevuta? Su chi paga? Sul nome del prete? Su dove si trova il prete? La varietà è notevole.
  • Oppure, è successo nel caso del seminario dei Legionari di Cristo di Novara, si chiederebbe alla vittima di firmare una accordo che considera la “transazione” come un rimborso spese per proseguire gli studi e, di fatto, l’impegno di “cancellare totalmente il ricordo dell’abuso sessuale”. Quindi: si condiziona la vittima a mentire in un eventuale processo, obbligandola (diversamente si viola l’accordo) a dichiarare che gli abusi non sono mai avvenuti, si vorrebbe ottenere di pagare il silenzio ed evitare la condanna del prete!

Nel caso proprio dei Legionari, vi era addirittura la clausola che se si infrangeva l’accordo di riservatezza la vittima avrebbe dovuto restituire il doppio di quanto ricevuto

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L
  • Tutti gli accordi prevedono che non vi sia alcuna negoziazione sulla cifra (che è lontanissima da quella prevista dalle perizie medico-legali): “prendere o lasciare” e decisione in tempi brevissimi.

Ci si domanda perché, invece, alcuni accettano questi accordi che, ovviamente, non hanno nulla di favorevole per la vittima e la sua famiglia.

Anche qui, i motivi possono essere diversi: i due principali sono di ordine “economico” e di “tempo”.

Chi accetta l’accordo per motivi economici rappresenta quelle famiglie che ormai hanno letteralmente “l’acqua alla gola”: famiglie che hanno speso TUTTI i risparmi che avevano da parte per affrontare le spese mediche (per la cura del proprio figlio) e le spese legali del processo (l’ordine di grandezza è di diverse decine di migliaia di euro anche solo per il primo grado di giudizio penale).

Chi accetta l’accordo per motivi di “tempo” rappresenta quelle vittime che “non ce la fanno più”, quelle vittime che hanno bisogno “di provare a voltare pagina” di “provare a non pensare più al processo” (ogni udienza rappresenta un’apertura della ferita, si sta davvero male…): lasciare che prosegua il processo penale condotto dal Pubblico Ministero senza essere più parte attiva civilmente … e accettare un accordo è sempre sfavorevole per la vittima in termini economici.

Si può ancora pensare che denunciare un prete pedofilo sia un business e che in tanti lo fanno “per i soldi”?

Forse ci sono altri modi per “far soldi”… perché affrontare un processo, e tutto quello che ne consegue, non si può certo fare per altri scopi che non siano quelli di FERMARE IL PEDOFILO PERCHE’ NON FACCIA ALTRE VITTIME. Nulla più.

E nella maggior parte dei “casi” (terribile definire “casi” delle persone..) il risarcimento – o quello che arriva da un accordo – sono bricioline.. e nemmeno lo Stato dà garanzie affinché i provvedimenti economici stabiliti dai Tribunali vengano regolarmente saldati… bisognerebbe intraprendere altre cause per mancato risarcimento? Le vittime non riescono a sopportare anche questo. E probabilmente la chiesa lo sa, la sua superiorità in termini di potere è infinita: la chiesa ha sempre e comunque il coltello dalla parte del manico, e proprio contro i suoi figli più piccoli.

Si capisce perché le vittime SOFFRONO quando mediaticamente il Papa chiede scusa e parla della necessità di attenzione alle vittime? Quale attenzione? Quale ascolto? Si capisce perché le vittime non gli credono più?

Le parole non bastano. La vita è altro. E qui non stiamo nemmeno accennando a tutti i risvolti morali di questo aspetto che abbiamo trattato oggi…

Una delle “mamme della Rete”

Lettera firmata

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime
Previous Post

Morto don Gino più volte indagato dal Vaticano

Next Post

Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: “Faceva catechismo ai bimbi”

Cristina Balestrini

Cristina Balestrini

Coordinatore infermieristico presso il Dipartimento di Salute Mentale di un’Azienda Ospedaliera milanese. Svolge un ruolo di coordinamento del personale con particolare attenzione all’attività formativa sul campo, puntando sulla progettazione di programmi riabilitavi per i pazienti in collaborazione con il personale.

ArticoliCorrelati

1785663872766 LaCathdraledeRabat
Città del Vaticano

Il Papa nomina un amministratore apostolico per Rabat, dopo le accuse al cardinale Lopez Romero

by Redazione WebNews
3 Agosto 2026

Papa Leone XIV ha nominato padre Mario Leon Dorado amministratore apostolico “sede plena” dell'arcidiocesi di Rabat, con l'incarico di guidare temporaneamente la sede...

salvatore anello prete
Piemonte

Relazione con una quattordicenne dell’oratorio, sacerdote patteggia due anni

by Redazione WebNews
28 Luglio 2026

Una pena di due anni di reclusione, sospesa a condizione che segua un percorso di recupero in una struttura specializzata nella...

1719825047 prete abusi fano

Sesso con minorenne in un oratorio dell’Aronese, prete patteggia due anni

28 Luglio 2026
Emanuela Orlandi 675 1200x630 1

Dietro il rapimento di Emanuela l’ombra di pedofilia e ricatti. Intervista a Pietro Orlandi

27 Luglio 2026
Immagine 2026 07 24 011353

Cosa succede al processo Rupnik? Dio solo lo sa

24 Luglio 2026
IMG 20260722 WA0001 774x600

Muore senza essere stato indagato Ricardo Yesquén, uno dei sacerdoti di Chiclayo denunciato per abusi davanti a Prevost

23 Luglio 2026
Immagine 2026 07 23 013228

«Gli abusi sessuali nella Chiesa vanno chiamati per quello che sono: crimini». Così la prevenzione parte dal linguaggio

23 Luglio 2026
Immagine 2026 07 21 181210

Rupnik assolto?

21 Luglio 2026
Immagine 2026 07 16 173111

Vescovo accusato di abusi, il Papa congeda un prelato pronto ad andare in pensione. Lui: «Fare chiarezza sulla verità»

16 Luglio 2026
Immagine 2026 07 10 103008

Lo Stato finanzia gli oratori ma non chiede il certificato antipedofilia

10 Luglio 2026
Load More
Next Post
Cattura 2 2

Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: "Faceva catechismo ai bimbi"

foto chi lha visto

IL CASO DON SILVERIO MURA E I PRESUNTI ABUSI SESSUALI SU MINORI FINISCE SU 'CHI L'HA VISTO?'

WvDbAuSw eWOvji0 pd

Napoli, prete accusato di pedofilia trasferito al Nord con un nome falso: "Faceva catechismo ai bimb

Ti sei già tesserato?

Tesseramento

tesseramento antique
by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
ShareTweetShareSendShareSend

Highlights

Sesso con minorenne in un oratorio dell’Aronese, prete patteggia due anni

28 Luglio 2026

Dietro il rapimento di Emanuela l’ombra di pedofilia e ricatti. Intervista a Pietro Orlandi

27 Luglio 2026

Cosa succede al processo Rupnik? Dio solo lo sa

24 Luglio 2026

Muore senza essere stato indagato Ricardo Yesquén, uno dei sacerdoti di Chiclayo denunciato per abusi davanti a Prevost

23 Luglio 2026

«Gli abusi sessuali nella Chiesa vanno chiamati per quello che sono: crimini». Così la prevenzione parte dal linguaggio

23 Luglio 2026

Rupnik assolto?

21 Luglio 2026

5Xmille

5Xmille e sostieni le vittime

5Xmille rete labuso page antique
by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

I più letti 24h

  • elisa claps caso1 300x169 1

    La verità del vescovo sul cadavere di Elisa Oggi monsignor Superbo in aula

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Dietro il rapimento di Emanuela l’ombra di pedofilia e ricatti. Intervista a Pietro Orlandi

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Relazione con una quattordicenne dell’oratorio, sacerdote patteggia due anni

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Il caso Casati Stampa: cronistoria di una storiaccia nera (prima parte – i fatti) VDP

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Esame di coscienza

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Sesso con minorenne in un oratorio dell’Aronese, prete patteggia due anni

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Cosa succede al processo Rupnik? Dio solo lo sa

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Rete L'ABUSO

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • 5Xmille e sostieni le vittime
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • ONU – Comitato diritti infanzia
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
    • Newsletter
  • Media

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Accedi o Registrati al Portale

Effettua il tuo accesso

login Accedi o registrti

Accedi o Registrati al Portale

Puoi farlo con un CLICK utilizzando i tuoi account social

Accedi con Facebook  Accedi con GOOGLE

In alternativa puoi registrarti compilando il modulo che trovi QUI

Accedi registrati

Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.

Login / Registrati

recaptcha placeholder image
Password dimenticata?
Registrati

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

%d