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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » antonio provolo » PROVOLO: Papa Francesco sbaglia congregazione e commissaria IL NULLA ?

PROVOLO: Papa Francesco sbaglia congregazione e commissaria IL NULLA ?

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
26 Agosto 2017
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 8 mins read
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Di pochi giorni fa la notizia che papa Francesco ha commissariato, per mano della Congregazione Vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata, tutte le sedi del don Provolo nominando come Commissario Apostolico della congregazione Alberto Bochatey, il quale garantisce che la Chiesa sarà «implacabile» e che «Qui nessuno potrà scappare» …

Al di la del fatto che il don Provolo non è una congregazione religiosa e non è stato per nulla commissariato, si deve prendere atto che il Vaticano, dopo dieci anni di denunce inascoltate da parte degli ex allievi di Verona, dopo un’indagine interna, dopo una commissione di inchiesta, si confermava che gli abusi c’erano stati e anche questa volta interviene solo dopo l’azione della magistratura, alla vigilia del processo e quando oramai la situazione è disastrosa e ci sono delle altre vittime. Ammettere oggi che «da parte dei superiori non c’è stata conduzione adeguata» è francamente inaccettabile.

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Ma che cosa è successo in concreto ? Chi o cosa è stato commissariato?

È necessario fare un rapidissimo viaggio nel passato per poter capire: La scuola Don Provolo  per l’educazione dei sordomuti venne fondata nell’ottobre del 1830 e fu una tra le prime in Italia. Il 3 settembre del 1839 don Provolo volle costituire anche una comunità di sacerdoti che si dedicassero in particolare all’istruzione dei sordi,  la Congregazione della “Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti”.

Due anni più tardi, nel 1841, come auspicava anche l’allora Vescovo di Verona Mons. Aurelio Mutti, don Provolo diede vita anche alla congregazione femminile, le “Suore della Compagnia di Maria per l’educazione delle sordomute” di cui diventerà la direttrice una delle sue più strette collaboratrici, Fortunata Gresner. Verso la metà del ‘900 le due congregazioni della Compagnia di Maria chiesero e ottennero il riconoscimento giuridico con gli effetti civili dello Stato.

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La prima fu quella maschile (quella attualmente commissariata dal Vaticano) che ottenne dall’allora Presidente provvisorio della Repubblica Italiana Enrico De Nicola, con D.P.R. n.925 del 22.07.1947, il riconoscimento giuridico. La sede della Casa Generalizia veniva indicata in Stradone Antonio Provolo n.20 a Verona, la congregazione veniva denominata “Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti” e sarà quella che gestirà la scuola maschile, l’Istituto Antonio Provolo.

Otto anni dopo anche quella femminile chiederà e otterrà il riconoscimento giuridico con D.P.R. n.149 del 22.01.1955 e, pur ereditando quelli che sono i principi e valori del fondatore don Provolo, avrà un decreto a se e la sede sempre in Stradone Provolo ma non allo stesso numero dell’istituto maschile, poco più in la, dopo la chiesa al numero 43 e sarà denominata “Suore della Compagnia di Maria per l’istruzione delle sordomute”.

Quindi scopriamo ci sono due congregazioni di Diritto Pontificio con nomi simili ed entrambe ispirate agli stessi valori, quelli di don Antonio Provolo, quella maschile (attualmente commissariata) alla quale appartengono Corradi e Corbacho e che si chiama “Compagnia di Maria per l’istruzione dei sordomuti” e quella delle “Suore della Compagnia di Maria per l’istruzione delle sordomute” che tutti, compresi noi della Rete L’ABUSO e anche i colleghi dell’Associazione Sordi Provolo Onlus di Verona, pensavamo gestisse solo l’altro istituto, il Fortunata Gresner di Verona.

Ed è qui il colpo di scena, perchè le “Suore della Compagnia di Maria per l’istruzione delle sordomute”, che gestiscono l’Istituto Fortunata Gresner di Verona, già nel 2012, quando un loro ex allievo, Giuseppe Consiglio, denunciò anche all’autorità giudiziaria di essere stato molestato sessualmente da G.M., un prete dell’Istituto adiacente (tutt’ora nell’istituto), il Provolo, negarono qualsiasi contatto con quei sacerdoti. Situazione che ribadirono ancora pochi mesi fa nell’intervista di Sacha Biazzo per Fanpage.

Oggi scopriamo che invece da anni sembrerebbe siano loro, le “Suore della Compagnia di Maria per l’educazione delle sordomute” a gestire tutti gli istituti Antonio Provolo, quelli in Argentina (Mendoza e La Plata), in  Paraguay , in Bolivia e in  Romania : lo dicono sul loro sito web … quello argentino di La Plata !

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

A questo punto siamo costretti a farci qualche domanda perchè dai documenti in nostro possesso, siamo certi che nel 2003 almeno l’istituto argentino di La Plata  era gestito dalla Compagnia di Maria ed era diretto da don Giovanni Granuzzo, oggi rientrato a Verona e non dalla Suore della Compagnia di Maria. Lo dice l’INFORMATIVA DEL REGISTRO DEGLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA (vedi documento tradotto a lato). Quando è avvenuto il cambio della guardia ? E se c’è stato, perché è avvenuto così di nascosto?

Sia a noi che ai colleghi di Verona la cosa sembra davvero troppo grossa, incredibile perchè, se quanto abbiamo scoperto fosse vero, sarebbe come dire che di fatto papa Francesco ha commissariato il NULLA in quanto la sede veronese del Provolo è praticamente inattiva da anni, il distaccamento di Chievo è in stato di abbandono tranne qualche area che però è gestita da cooperative e non più dai preti della “Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti”.

Andiamo quindi a cercare conferme alla nostra incredulità e troviamo addirittura un comunicato stampa dell’attuale Superiora generale del Gresner di Verona, Madre Elisa Duarte Cabrera, nel quale lei stessa conferma che sono proprio le “Suore della Compagnia di Maria per l’educazione delle sordomute” a gestire gli istituti esteri. In quello stesso comunicato però si dissocia – stranamente –  solo dall’istituto di Mendoza. Lì per lì la dichiarazione della superiora ci suona un po’ strana perché l’istituto mendocino dipende da quello platense, e se quello platense è delle Suore della Compagnia di Maria, suona strano che quello mendocino non sia gestito da loro.

Excusatio non petita, accusatio manifesta. “Scusa non richiesta, accusa manifesta”

Leggendo meglio quello che scrive la suora notiamo altre stranezze, per esempio il fatto che quel comunicato sia stato scritto dalle suore del Gresner per prendere le distanze dall’arresto della suora Kosaka Kumico. Ma che motivo aveva la superiora del Gresner per prendere le distanze da una situazione accaduta oltreoceano, dove nessuno metteva in mezzo le suore veronesi ? Perché si sono sentite tirate in causa ? Soprattutto se poi, come dichiara la superiora, con Mendoza loro non centrano. (leggi articolo a lato al quale le suore hanno risposto)  (leggi il comunicato della superiora integrale firmato)

Andiamo allora a cercare nelle dichiarazioni della diocesi di Mendoza e troviamo quella del portavoce Marcelo de Benedictis che nel novembre scorso, pochi giorni dopo l’arresto dei sacerdoti Corradi e Corbacho, sottolineava che “In Argentina l’Istituto Provolo ha sede centrale ne La Plata e dipende dalla Suore della Compagnia di Maria, un ordine religioso per sordi. “Appena abbiamo saputo della denuncia abbiamo comunicato con la casa centrale in Verona per essere messi al corrente di ciò che stava succedendo. Se avessimo avuto qualche indizio, avremmo fatto noi la denuncia”… (leggi articolo originale del Clarin a lato, di cui abbiamo riportato il testo tradotto)

Giusto per scrupolo, grazie a Google Steet View andiamo a vedere le riprese dei vari Istituti Antonio Provolo nel mondo che vi proponiamo qui sotto e che, tra tutti quelli dove è stato possibile vedere tramite il servizio di Google, in alcuni emergerebbe persino nelle insegne che gli Istituti Antonio Provolo non sono più gestiti dai preti ma dalle “Suore della Compagnia di Maria per l’educazione delle sordomute”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Quindi, che cosa è successo e cosa potrebbe ancora succedere ? Quali sono i possibili scenari futuri ?

Ci sono due aspetti della stessa vicenda: il primo di carattere religioso e relativo alla sola “Compagnia di Maria per l’istruzione dei sordomuti”, il secondo invece economico perchè se la congregazione venisse soppressa, che fine farebbero i beni materiali ?

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L

Per il momento, anche se praticamente inattiva, la “Compagnia di Maria per l’istruzione dei sordomuti” è di fatto commissariata. Il Commissario Apostolico raccoglierà quanto richiesto dalla Santa Sede e lo consegnerà a Roma. Viene da sè che non necessariamente lascerà una copia dove il materiale verrà raccolto: la Santa sede potrebbe anche decidere di sottoporre tutto al Segreto Pontificio.

Per quanto riguarda la congregazione, dopo il commissariamento la stessa potrebbe essere soppressa, i preti incardinati passati ad altre congregazioni e la “Compagnia di Maria per l’istruzione dei sordomuti” cesserebbe di esistere.

Sarebbe certo una bella beffa soprattutto per le vittime perchè in questo caso i beni materiali, a meno che non siano già stati trasferiti ad un altro ente religioso, potrebbero ritornare al Vaticano o magari potrebbero essere donati ad un’altra congregazione religiosa, anche alle Suore della Compagnia di Maria, perché no? Di fatto hanno assorbito la missione dei sacerdoti e, dal momento che la stanno portando avanti e usano le loro strutture, perché non donargliele?

Per le vittime la cosa sarebbe di certo tragica perché, ad esempio, gli edifici che ospitano le scuole nei vari paesi, è verosimile pensare che siano di proprietà della “Compagnia di Maria per l’istruzione dei sordomuti”, con casa madre a Verona.

Bene: nessuno di questi immobili al momento risulta pignorato, solo Mendoza che è solo sequestrato dall’Autorità Giudiziaria. Se per esempio la “Compagnia di Maria per l’istruzione dei sordomuti” decidesse – in vista di una ipotetica soppressione della congregazione dopo il commissariamento – di donarli ad un’altra congregazione, sarebbe possibile farlo. Ed essendo la congregazione donante residente, e come abbiamo visto dalla Gazzetta Ufficiale giuridicamente registrata in Italia, basterebbe che l’Istituto Provolo in Stradone Provolo 20, facesse donazione con un atto notarile. La stessa cosa accadrebbe anche se questi beni andassero al Vaticano.

Certo che, dopo una eventuale condanna dei preti e nell’ipotesi di una richiesta di risarcimento civile, per le vittime potrebbe rimanere davvero poco da prendere. Di certo gli imputati andrebbero in carcere, questo sembra inevitabile, ma se i beni oggi passassero a altri, oggi che non sono pignorati, diverrebbero intoccabili in futuro.

Come per le vittime veronesi, anche quelle argentine oltre al danno la beffa.

Faremo altre ricerche. Continua …

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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