Un’ipotesi inquietante emerge dagli atti dell’inchiesta sugli abusi della setta di Aci Bonaccorsi.
CATANIA – Un magistrato oggi in pensione sarebbe stato a conoscenza, negli anni scorsi, degli abusi che si sarebbero consumati nella setta guidata “dall’arcangelo” Pietro Capuana sotto le spoglie dell’Associazione Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi. E’ la rivelazione choc emersa nel corso delle udienze che si sono svolte davanti al Tribunale del Riesame di Catania che ieri ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei quattro indagati: Pietro Capuana, Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato. La Procura ha portato davanti ai giudici questo nuovo e agghiacciante elemento. Questo colpo di scena potrebbe aver influito sulla decisione dei giudici di confermare il carcere per Capuana e i domiciliari per le tre donne indagate.
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