Dopo 32 anni dalla misteriosa scomparsa, la Procura di Roma mette la parola ‘fine’, chiedendo l’archiviazione del caso, su una dolorosa vicenda mai risolta e tuttora avvolta dal mistero: la scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983. La cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia aveva 15 anni quando di lei si persero le tracce; e quello che inizialmente parve il momentaneo allontanamento da casa di un’adolescente, acquistò ben presto i contorni di un caso intricato, divenendo un giallo che ad oggi non ha ancora trovato soluzione. Emanuela sparì in circostanze misteriose.
Dopo essere uscita con dieci minuti di anticipo dalla lezione di musica che frequentava apiazza Santa Apollinare a Roma, in territorio vaticano, Emanuela quel giorno chiamò la sorella per dirle che le era stato proposto un lavoro di volantinaggio per l’azienda di cosmetici Avon, un lavoro ben pagato che stava meditando di accettare. Subito dopo incontrò un’amica che l’accompagnò alla fermata dell’autobus che l’avrebbe portata a casa, dove – come testimoniato da un vigile urbano – si fermò a parlare con un uomo a bordo di una Bmw nera sulla quale forse salì.
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