«Ci sono stati gesti non commendevoli ma che non costituiscono violenza sessuale, e gli episodi contestati come francamente sessuali non sono mai accaduti. Tutto quello che si poteva smentire è stato smentito, pertanto ho chiesto l’assoluzione». E’ questa la netta posizione dell’avvocato Mario Zanchetti (foro di Milano) che difende don Stefano Segalini, a processo per violenza sessuale nei confronti di alcuni ragazzi della parrocchia che guidava.
Le indagini erano state condotte dalla polizia e coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante. Quest’ultimo nella scorsa udienza al termine della requisitoria ha chiesto sette anni di reclusione non tenendo conto del capo di imputazione che vede il don accusato di aver drogato le sue presunte vittime con la “droga dello stupro”: per il pm in dibattimento infatti non si è formata la prova che questa sia stata realmente usata per ridurre le capacità dei giovani per poi abusarne. La giornata del 23 giugno è stata dedicata all’arringa della difesa che è durata circa tre ore, la sentenza arriverà invece a settembre 2022.
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