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Pedofilia clericale nella storia. 1646 soppressione dell’ordine degli Scolopi

Redazione WebNews by Redazione WebNews
20 Marzo 2009
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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Nel 1597, membro della Confraternita dei Dodici Apostoli in Roma, Josè de Calanzar fondò l’ordine dei Chierici Regolari Poveri, detti popolarmente Scolopi o Piaristi, dediti all’istruzione dei fanciulli poveri. Nel 1600 fondò le Scuole Pie, ma l’Ordie nel 1646 fu soppresso, e le loro scuole vennero chiuse. Riconosciuto nel 1622 dalla chiesa come Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, e fondatore del Collegio Nazzareno, Josè de Calanzar ( in italiano Giuseppe Calasanzio) nasce in un piccolo villaggio della Spagna, Peralta de la Sal, nella regione Aragonese nel 1557. Figlio di uno dei due fabbri del paese, era uno degli otto figli di Pedro Calanzar. Calasanzio fondò a Roma nel 1600 le prime scuole gratuite per i fanciulli poveri, le Scuole Pie, per l’insegnamento delle materie professionali quali aritmetica e calligrafia, che all’epoca permettevano l’accesso ai mestieri di contabile e impiegati. Ma l’Ordine ebbe vita molto breve, coinvolto anche a causa di alcuni infiltrati della Compagnia di Gesù.

“I Gesuiti”, (altri buoni) loro acerrimi nemici, che volevano impartire l’istruzione soltanto ai rampolli delle famiglie nobili e ricche, che ben pagavano profumatamente i loro servigi, mentre gli Scolopi, ai ragazzi poveri, l’insegnamento lo davano gratuitamente, Dai Gesuiti venivano considerati troppo semplici nel loro abbigliamento, e voto di umiltà. L’ordine fu coinvolto in provate violenze sui fanciulli, in tutte le scuole d’ Italia, ed Europa e fu bruscamente soppresso da papa Urbano VIII nel 1646, per tacitare le molteplici voci di violenze sui fanciulli, che oramai da ogni parte d’Europa, incessantemente giungevano. La storica Karen Liebreich, grazie a una meticolosa ricerca, fatta sui documenti reperiti presso l’archivio Vaticano, quello degli Scolopi a Firenze, e altri ancora, sparsi qua e la, ci dimostra come nel 1646 per i casi di pedofilia sopra citati, all’Ordine fu dichiarato lo scioglimento, ed è grazie a molti di Loro, ed in gran parte anche ai Gesuiti se nell’Europa di quei tempi, ai pederasta, si diceva che fossero affetti dal vizio fiorentino. La gerarchia ecclesiastica, riguardo agli abusi sessuali perpetrati sui bambini, dove i propri membri si trovavano coinvolti, non fu in grado di affrontare i vari scandali, che giorno dopo giorno, la vedeva sempre più coinvolta, e fu così che un gruppo di preti, si impossessò dell’ordine dei Chierici Regolari delle Scuole Pie nel 1643.

Dire che questo gruppo fosse una organizzazione di pedofili sarebbe anacronistico, è vero però, che uno di loro, accusato di abuso sessuale su diversi ragazzini, affidati ai suoi insegnamenti, fu promosso a vicario generale di un ordine cattolico, dedicato all’istruzione dei fanciulli, con un gruppetto di preti dalla stessa tendenza che lo appoggiò, in un periodo di coscienza religiosa molto forte, e con l’assoluta complicità della S. Inquisizione e del papa. A quei tempi l’abuso sessuale sui bambini era considerato un peccato gravissimo, e fu proprio lui, San. Calasanzio, patrono di tutte le scuole cristiane, che ne ordinò il primo insabbiamento. E fu anche nominato santo. Nel 1948 Pio XII, lo dichiarò: celeste patrono universale, di tutte le scuole popolari cristiane nel mondo.

Loro vogliono sapere sempre tutto di noi, ma nessuno di noi deve sapere ciò che loro fanno al di là di quelle mura. Nel 1965, il famigerato tribunale dell’inquisizione, venne sostituito dalla congregazione per la dottrina della fede, assumendo così apparentemente questo candido nome, ( l’allora prefetto della congregazione per la dottrina della fede, era il cardinale Joseph Ratzinger, ora PAPA ” guarda caso”con il nome di Benedetto XVI), nel tentare in quel modo, vista la pessima reputazione precedente, di prenderne le distanze. “A proposito della moltitudine di culattoni che si trovano in tutte le varie gerarchie della chiesa, a partire dal chierico, per arrivare fino alla più alta sfera” IL cardinale Ratzinger in una intervista sulla celebre lentezza del suo apparato, nell’affrontare queste e altre situazioni imbarazzanti del Vaticano disse: che potrebbe rivelarsi positivo, soprassedere sul problema, che può permettere alla situazione di decantare, di riprendersi, e quindi di chiarirle.

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http://segreti-e-bugie.blogspot.it/2008/04/chiesa-e-pedofilia.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.