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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » La pesante critica degli argentini a Bergoglio “Qui 27 ragioni per le quali Francesco ha consolidato la cultura del clero abusatore”.

La pesante critica degli argentini a Bergoglio “Qui 27 ragioni per le quali Francesco ha consolidato la cultura del clero abusatore”.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
24 Aprile 2017
in World
Reading Time: 5 mins read
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L’elenco fatto dall’avvocato Carlos Lombardi consigliere della rete dei sopravvissuti agli abusi del clero (AR)

Scarica PDF in lingua originale.

AZIONI DEL PAPA FRANCESCO CHE CONSOLIDANO IL SISTEMA DELLA COPERTURA VATICANA DEL CLERO ABUSATORE SESSUALE

  1. – Ha designato nella Curia vaticana cardinali che hanno partecipato al conclave che lo ha eletto come papa, membri della cosiddetta “sporca dozzina” perché sono stati accusati di coprire sacerdoti pedofili. Loro sono: Leonardo Sandri (Argentina), membro della segretaria per la Comunicazione del Vaticano; George Pell (Australia), Prefetto della Segreteria di Economia della Santa Sede; Marc Ouellet (Canada), Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’ America Latina; Seán O’Malley (USA), Consigliere nel C8 e Presidente della Pontificia Commssione per la Protezione dei Minori; Peter Turkson (Ghana), Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Oscar Rodríguez Madariaga (Honduras), Consigliere del C9.
  2. – Ha designato nella C9 (organo consultivo), i seguenti cardinali accusati di coprire abusi sessuali: Oscar Rodríguez Madariaga; Francisco Javier Errázuriz Ossa; Sean Patrick O’Malley; George Pell.
  3. – In particolare, il cardinale George Pell è responsabile di avere coperto più di 4.000 casi di abusi sessuali del clero in Australia.
  4. – Ha avvallato l’espulsione di Peter Sanders dalla Commissione per la Tutela dei Minori. Sanders è stato vittima di abuso sessuale ed è molto critico verso l’attività della commissione, una struttura senza potere, le cui dichiarazioni e pronunciamenti non hanno carattere vincolante né obbligatorio per i vescovi. Una cortina di fumo.
  5. – Ha avvallato la mancanza di attività di quella Commissione, all’ accettare la rinuncia di Marie Collins, un’altra vittima di abuso sessuale, designata ad essere integrata come segno di trasparenza. La causa per la quale ha rinunciato: “Mancanza di appoggio nel Vaticano”. Si sono stancati di usare e manipolare le due vittime.
  6. – Ha nominato vescovo di Osorno il sacerdote Luis Barros, principale insabbiatore del pedofilo Fernando Karadima. Nel miglior stile calcistico, gli ha teso l’agguato mediante un video dove ha consigliato un gruppo di cileni: “pensate con la testa e non vi lasciate condizionare dalle accuse infondate dei mancini ” (2).
  7. – Ha fatto uscire con rapidità dalla Repubblica Dominicana il nunzio apostolico Jozef Wesolowski, accusato di pedofilia e detenzione di pornografia infantile. Una delle sue vittime ha detto che “aveva un tipo di gusto preciso, dai 14 ai 16 anni, e se erano “palliducci” molto meglio”.
  8. – Ha creato un tribunale fraudolento, incaricato di giudicare i vescovi. Poi, ha fatto marcia indietro elaborando la lettera apostolica “Come una madre amorevole”, soppiantando quello ad un procedimento incaricato a determinate Congregazioni. Il processo era grossolanamente truffaldino: il vescovo accusato ha la possibiltà di incontrare i superiori delle Congregazioni, fomentando la congiura; si consolida il privilegium fori, cioè, il fatto che preti giudichino preti; si elimina l’indipendenza come fondamento di un giudizio giusto ed imparziale. Un’assurdità giuridica.
  9. – Avvalla la protezione che il cardinal Bagnasco – presidente della Conferenza Episcopale Italiana ed arcivescovo di Genova – fa a Carlos Buela, fondatore dell’Istituto Verbo Incarnato.
  10. – Mantiene l’ambiguità nel caso spagnolo denominato “los romanones”. Risponde personalmente alla chiamata del denunciante, gli chiede perdono, lo incita a denunciare alla giustizia civile e mette in marcia il processo canonico rapidamente, frutto del quale l’arcivescovo di Granada sospende a divinis tre degli imputati. Tuttavia, colloca altri membri del clan come loro sostituti. Non sottopone il vescovo di Granada – Francisco Javier Martínez– a giudizio per negligenza.
  11. – Non ha espulso il sacerdote francese Bernard Preynat nè il suo superiore, l’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin, dopo le denunce per abuso sessuale contro il primo.
  12. – In Messico, lascia al suo posto il cardinale Norberto Rivera, il maggior copritore di sacerdote pedofili di quel paese, incluso il predatore sessuale Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo.
  13. – Protegge 25 vescovi francesi (5 di loro in attività), che coprirono 39 sacerdoti abusatori di 300 bambini.
  14. – Non ha ancora espulso il prete Julio Cesar Grassi, nonostante sia condannato per delitti di abuso sessuale e corruzione di minori. Il procedimento canonico è stato ripreso dopo che la CSJN ha confermato l’arresto del prete.
  15. – Non ha modificato le norme giuridiche della Chiesa conforme alle esortazioni dell’ONU per i casi di abuso sessuale.
  16. – Avvalla le linee-guida della CEA (Conferenza Episcopale Argentina) dove si negano sistematicamente alle vittime le garanzie del dovuto processo, rendendole nuovamente vittime poiché continua l’abuso di potere e la negazione della giustizia.
  17. – Mantiene il segreto pontificio, che obbliga tutti i partecipanti ad un procedimento canonico ad osservare il segreto sotto giuramento del silenzio. Si imbavagliano e costringono le vittime.
  18. – Non ha pubblicato il registro ufficiale – certificato per enti indipendenti – dei sacerdoti espulsi a causa di abuso sessuale infantile.
  19. – Mantiene in segreto il luogo dove stanno i sacerdoti accusati di abuso sessuale, con sanzione canonica, ma che rimangono nella chiesa. Nemmeno ci sono meccanismi di controllo posti in essere da organizzazioni indipendenti, né vengono avvisati i famigliari del luogo dove viene destinato l’abusatore, mettendo a rischio bambini e bambine.
  20. – Non ha mai ricevuto le vittime di abuso membri della Rete di Sopravviventi di Abuso Sessuale Ecclesiastico d’Argentina. Quelle che ha ricevuto – di altri paesi – sono state ricevute per evitare reclami.
  21. – È venuto a conoscenza nel 2014 di casi di abuso sessuale nell’ Istituto Antonio Provolo di Verona, Italia, e non ha adottato nessuna misura. È stata consegnata – nelle sue proprie mani – la lista dei sacerdoti abusatori e delle vittime.
  22. – Ha iniziato nel 2015 il processo di beatificazione del vescovo di Verona, Giuseppe Carraro, il quale ha abusato sessualmente di un alunno dell’Istituto Antonio Provolo di quella città.
  23. – È venuto nuovamente a conoscenza – nel 2016 – di altri casi di abusi sessuali nell’Istituto Provolo, questa volta in Mendoza e La Plata, Argentina, e neanche lì ha fatto niente.
  24. – Avvalla l’agire delittuoso delle autorità dell’Istituto Provolo d’Italia rispetto ai sacerdoti detenuti in Mendoza. La Commissione del Vaticano che ha inviato a Mendoza, è arrivata nella provincia recentemente in aprile del 2017 con chiari propositi di ricavare informazioni del fascicolo senza avere legittimazione processuale.
  25. -Avvalla l’agire complice dell’Arcivescovato di Mendoza, entità localmente responsabile dell’Istituto Antonio Provolo.
  26. – Non ha iniziato alcun procedimento canonico contro i vescovi di Mendoza per la sua responsabilità nel funzionamento dell’Istituto Antonio Provolo applicando le disposizioni contenute nel documento “Come una madre amorosa”.
  27. – Ha ridotto le sanzioni ad un gruppo di preti pedofili italiani, che non perderanno la loro condizione di sacerdoti, ma saranno esentati dai pubblici uffici.

Avvocato Carlos Lombardi

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Consigliere della Rete dei Sopravvissuti all’Abuso Sessuale Ecclesiastico di Argentina

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.