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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Il cardinale Cupich nei guai: è sotto inchiesta

Il cardinale Cupich nei guai: è sotto inchiesta

Redazione WebNews by Redazione WebNews
22 Giugno 2019
in World
Reading Time: 4 mins read
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Il sito Church Militant rende pubblici una serie di documenti che rivelano che il defunto arcivescovo Joseph Bernardin, stella del progressismo, avrebbe commesso abusi sessuali, con tanto di profanazione satanica dell’Eucaristia. E ora il suo successore all’arcidiocesi di Chicago, Blase Cupich, sarebbe sotto esame degli inquirenti per non aver riferito i fatti, nonché per corruzione.

Church Militant, un sito statunitense molto attivo nella battaglia per una Chiesa più trasparente, ha ricevuto da fonti sconosciute all’interno della diocesi di Chicago un dossier di lettere e altri documenti che fra l’altro rivelano accuse molto pesanti nei confronti del defunto cardinale e arcivescovo di Chicago, Joseph Bernardin (1928-1996). E pongono l’attuale cardinale e arcivescovo, Blase Cupich, in una posizione estremamente difficile nei confronti della giustizia civile.

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Fra l’altro, secondo Church Militant, il porporato – che è giunto a quella posizione grazie all’aiuto del cardinale Maradiaga e su consiglio dell’ex cardinale McCarrick – sarebbe già sotto inchiesta da parte della giustizia americana. Cupich, come i lettori ricorderanno, era stato scelto dal Pontefice per condurre la regia del vertice delle conferenze episcopali sugli abusi, tenutosi a febbraio, in Vaticano, scavalcando quello che era il candidato naturale per quel compito, il cardinale Sean O’Malley.

Church Militant mostra alcuni dei documenti relativi a questa nuova bomba nel video visibile a questo link. Secondo Michael Voris, Church Militant ha ricevuto questo dossier esplosivo da parte di persone all’interno della diocesi di Chicago, nauseate dal clima di copertura e di complicità. Il carteggio è custodito in un caveau della sede arcivescovile. E Church Militant ha saputo che l’attuale arcivescovo, Cupich appunto, è sotto esame da parte degli organismi giudiziari statali e federali perché ha mancato di segnalare questi fatti.

Il dossier comprende lettere, corrispondenza varia, email e relazioni che rivelano che Bernardin sarebbe stato responsabile di abusi sia nei confronti di minori che di maschi adulti. La mole principale dei documenti copre gli anni dal 1993 al 1995, ma la prima accusa riguarda il 1957, quando Bernardin, allora giovane prete a Charleston (South Carolina), cinque anni dopo l’ordinazione commise un abuso sessuale su un minore, nella parrocchia di St. Mary a Greenville. Oltre a Bernardin, vi avrebbe partecipato anche il futuro vescovo John J. Russell (1897-1993). Gli abusi, secondo l’accusa, sarebbero stati parte di un rito satanico che comprendeva la profanazione dell’Eucarestia.

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Molti anni dopo – nell’aprile del 1993 – la vittima ha contattato l’arcidiocesi di Chicago per telefono e per lettera, volendo denunciare i fatti di tanti anni prima. I documenti ottenuti da Church Militant rivelano che sia l’arcidiocesi di Chicago sia il pro-nunzio negli Usa (monsignor Cacciavillan) sia la Segreteria di Stato furono avvisati delle accuse. Ma non sembra che vi sia mai stata un’inchiesta, anche solo per giudicare la fondatezza o meno del caso.

Church Militant è in possesso delle copie delle lettere e della ricevuta di ritorno della raccomandata firmata da un ufficiale dell’arcidiocesi l’8 aprile 1993. La vittima scrisse anche una lunga lettera a Bernardin, facendo presenti le sue accuse, chiedendogli di ammettere pubblicamente le sue colpe, e di pentirsi.

La vittima ha scritto anche due volte a Roma, a Giovanni Paolo II. Una lettera firmata da monsignor Leonardo Sandri, allora assessore alla Segreteria di Stato, datata 4 settembre 1993, ne dà ricevuta. Si ignora se il Papa polacco sia mai stato messo al corrente delle accuse.

La vittima, non essendo riuscita ad avere soddisfazione a Chicago, si è recata a Roma nel 1995 e dopo aver scritto due volte alla Congregazione per i Vescovi si è presentato di persona. Come si evince dalla documentazione, dalla lettera indirizzata alla vittima dal pro-nunzio, la corrispondenza su questo argomento è stata registrata con il numero di archivio 17.598. È probabile che le accuse non siano state giudicate credibili, ma da nessuna parte risulta che vi sia stata un’inchiesta o un procedimento di qualche genere per appurare i fatti. Che, comunque, avrebbe dovuto avere un input o un’approvazione romana, posto che l’accusato era un arcivescovo e cardinale. Secondo quello che si capisce, e secondo quanto la vittima denuncia in una lettera, la diocesi di Chicago ha cercato di fare in modo che la vittima rivelasse tutti i fatti rilevanti della sua accusa, in modo da capire esattamente quello che sapeva e riferirlo al cardinale Bernardin.

Tutta questa documentazione era custodita in dossier segreti dell’arcidiocesi e non era stata consegnata all’allora procuratore generale dell’Illinois, Lisa Madigan, nonostante l’affermazione del cardinale Cupich secondo cui l’arcidiocesi stava cooperando pienamente con l’indagine dello Stato. Nel dicembre scorso l’ufficio di Madigan aveva stupito tutti, affermando che i vescovi dell’Illinois, Cupich incluso, non avevano consegnato – deliberatamente – i documenti e i nomi di più di 500 preti accusati di abusi.

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Secondo Church Militant i funzionari stanno ora esaminando accuse collegate direttamente alla gestione di Cupich a Chicago, che riguarderebbero appropriazione indebita di fondi e corruzione. Secondo quanto detto a suo tempo da Lisa Madigan, “scegliendo di non compiere un’inchiesta completa sulle accuse, la Chiesa è venuta meno al suo obbligo morale di fornire ai sopravvissuti, ai fedeli e al pubblico una relazione completa e accurata di ogni comportamento sessualmente inappropriato concernente i preti in Illinois”.

Ora il cardinale Cupich si trova di fronte a un dilemma non semplice: o consegna i documenti di cui Church Militant ha avuto le copie, o deve affrontare l’accusa di distruzione di prove perché questi documenti sono esistiti. Il mese scorso Church Militant ha inviato a Cupich una serie di domande relative ai documenti ricevuti, senza ricevere risposta.

Ma questo dossier, che dimostrerebbe la volontà da parte dell’arcidiocesi di Chicago di “coprire” quella che è sempre stata considerata un’icona della Chiesa progressista americana, Joseph Bernardin, non è il solo. Church Militant afferma di essere venuta in possesso di un gran numero di informazioni e documenti riguardanti Bernardin, comprese accuse di crimini sessuali. Come commenta Michael Voris: “La Chiesa in America come la conosciamo è stata disegnata e fatta esistere non da uno (McCarricck) ma da due predatori omosessuali che hanno fatto fare carriera a numerosi vescovi che stanno ancora svolgendo la loro funzione in posti di responsabilità”. E Voris promette altre rivelazioni a breve.

http://lanuovabq.it/it/il-cardinale-cupich-nei-guai-e-sotto-inchiesta

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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