Argentina, Zanchetta autorizzato a rientrare in Vaticano in mezzo alle indagini

Il giudice ha concesso al vescovo, accusato di abusi, un permesso speciale di “lavoro” fino all’8 agosto. Da gennaio è sospeso dalle sue funzioni presso l’Apsa
Potrà tornare in Vaticano – seppur per un breve periodo – monsignor Gustavo Zanchetta, il vescovo argentino assessore dell’Apsa sotto processo nel suo Paese per «abusi sessuali aggravati». A due settimane esatte dalla formalizzazione in tribunale delle accuse di aver molestato due seminaristi mentre era ordinario diocesano (e quindi prima di lasciare la carica di pastore a Oran ed essere trasferito in Vaticano), il presule è stato autorizzato dal giudice di Garanzia, Claudio Alejandro Parisi, a lasciare l’Argentina e rientrare a Roma. Potrà restare fino all’8 agosto: quel giorno, alle 10 del mattino, dovrà presentarsi in tribunale.

Lo rende noto El Tribuno, il quotidiano argentino che per primo ha reso pubbliche le accuse al vescovo 54enne e ha seguito il caso sin dalle strane e repentine dimissioni del prelato dalla diocesi di Oran di tre anni fa. Secondo la testata, Zanchetta – dichiarato dal tribunale colpevole di reati «continui e aggravati» poiché ministro del culto – attraverso uno dei suoi legali difensori, Enzo Gianotti, ha chiesto la revoca delle misure restrittive della libertà e la restituzione del passaporto e di tutti gli altri documenti personali sequestrati per poter far rientro a Santa Marta, la residenza vaticana dove risiede Papa Francesco.

Le motivazioni sarebbero «di natura occupazionale», ovvero questioni di lavoro. Va ricordato che Zanchetta è stato sospeso da ogni funzione presso l’importante ufficio che amministra il patrimonio della Santa Sede, come faceva sapere un comunicato vaticano di gennaio annunciando l’apertura di un’indagine presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. 

Sembra che in Argentina il pubblico ministero incaricato del caso, Soledad Filtín, si sia opposto alla decisione di far lasciare al vescovo il Paese a causa dell’importanza della fase investigativa in cui si trova il caso. L’accusa, ha detto il pm, è in attesa di prove certe che «potrebbero richiedere la sua presenza». Al prelato sono stati imposti infatti numerosi obblighi di reperibilità e domicilio nonché disponibilità ad essere sottoposto a perizia psichiatrica. Già lo scorso mercoledì 12 giugno Zanchetta si era dovuto presentare per i primi accertamenti psichiatrici.

Da parte sua il giudice Parisi ha ammesso di riconoscere che la decisione «avrebbe influenzato le estremità del procedimento penale» e anche di condivide i criteri con il procuratore Filtrín che «i requisiti non sono soddisfatti» per accettare il rilascio di Zanchetta. Per questo non ha ritirato definitivamente le misure restrittive, ma ha concesso tuttavia all’assessore dell’Apsa il permesso per un viaggio speciale con rientro, però, tra poco più di un mese.

https://www.lastampa.it/2019/06/22/vaticaninsider/argentina-il-vescovo-zanchetta-autorizzato-a-rientrare-in-vaticano-per-un-periodo-di-tempo-8xQuE9egb9dLNwXSF9OhDL/pagina.html?fbclid=IwAR1fCmAvrP1yhwi5n9KxelnaSZg8FjP1Lm8pdCf8wJCnSlxAKhZnVENhESk

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