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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » GIADA VITALE: LA DIOCESI E LA PARROCCHIA DI PORTOCANNONE LE COMUNICANO L’AVVENUTO SBATTEZZO. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

GIADA VITALE: LA DIOCESI E LA PARROCCHIA DI PORTOCANNONE LE COMUNICANO L’AVVENUTO SBATTEZZO. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

Redazione WebNews by Redazione WebNews
20 Novembre 2014
in Abruzzo - Molise
Reading Time: 3 mins read
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 La 19enne di Portocannone lo aveva richiesto quindici giorni fa. E puntuali come un orologio prima la parrocchia di Portocannone e poi la diocesi di Termoli- Larino, come dimostrano i documenti allegati, le hanno notificato l’avvenuto sbattezzo.

Questo significa che Giada, dopo anni di violenze da parte dell’ex parroco di Portocannone Don Marino Genova, non fa più parte della Chiesa Cattolica. E si va ad aggiungere a un esercito di sbattezzati. In questo ultimo anno, come testimonia il sito sbattezzati.it , il numero degli sbattezzati si attesta sulle 3155 persone. In Molise Giada Vitale è la diciassettesima. Il sito finora ne conta sedici. Lo sbattezzo di Giada non è stato ancora registrato ma agli atti è il 17esimo.

Una riflessione da parte di unavoceperledonne risulta necessaria. Don Marino Genova non solo è ancora all’interno della Chiesa Cattolica. Ma non è stato nemmeno spretato. Quindi a tutti gli effetti fa parte addirittura del clero, non solo del registro dei battezzati. Giada invece per sua scelta, certo nessuno l’ha costretta, si trova fuori da questa istituzione. Questo che vuol dire? Che nonostante Papa Francesco stia cercando di togliere il marcio putrido dei preti pedofili, la pedofilia è ancora lì e permette ai preti “pentiti” come nel caso di Don Marino Genova di restare al proprio posto.

 Giada, come le altre persone che si sbattezzano (in Italia 15mila negli anni dal 2010 al 2012), lo ha fatto perchè la Chiesa Cattolica non le ispira più fiducia. Altri lo fanno perché il battesimo gli è stato imposto a pochi mesi di vita e ora si scoprono essere atei. La maggior parte delle persone però lo fa per non avere a che fare con la Chiesa. Quella che ormai è diventata soltanto una istituzione che poco ha a che fare con gli insegnamenti del Vangelo e della Bibbia. Libri sacri che chiedono di vivere bene e secondo gli insegnamenti cristiani non soltanto le persone che hanno aderito a una confessione (noi laici ndr) ma anche i preti, i vescovi, i cardinali e il Papa.

Sono passati quei tempi in cui ci si accontentava di dire: fai quello che il prete dice e non quello che il prete fa. E’ un proverbio confinato nei proverbi antichi. Adesso il popolo cristiano- cattolico vuole vedere e vorrebbe seguire esempi concreti. Certo è che su 56 milioni di italiani 3mila sbattezzati sono ancora un granello di sabbia in un deserto. Ma sono sempre persone che hanno preso coscienza e che hanno studiato le contraddizioni della religione cattolica soprattutto sulle donne: (verginità prematrimoniale e sopportazione da un lato mentre dall’altro c’è sempre la sopportazione ma della violenza dei preti pedofili, elemento che può contrastare con la verginità di una nubile e col vestito bianco da esibire in Chiesa).

Una Chiesa che con le sue azioni e contraddizioni scaccia il debole ( in questo caso Giada) e accoglie invece il prepotente (il prete che l’ha violentata dai 13 ai sedici anni). Noi di unavoceperledonne al suo posto probabilmente avremmo fatto lo stesso. E continueremo a sostenere il suo percorso di recupero psicologico e la sua voglia di giustizia terrena davanti ai giudici  ordinari.

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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