Fabrizio De Andrè “Faber”
Genova
Avevo dodici anni e, come tutti i figli di papà, frequentavo le medie all’Arecco dai gesuiti dove studiava tutta la Genova bene. Avevamo un padre spirituale, si chiamava B.P., che ogni mattina ci raccontava delle musse di dottrina, insomma ci spiritualizzava. Io allora avevo i pantaloni corti, data l’età.
Una mattina mi infila una mano su per i pantaloncini. Io che da sei anni bazzicavo via Piave e via Trieste, a tirarmi i sassi con gli amici, queste cose le sapevo.
E così ho capito subito, mi sono divincolato e sono scappato per i corridoi, urlando: Il padre B.P. è un buliccio.
Dopo sette giorni arriva a mio padre una raccomandata che lo informa della mia espulsione.
Mio padre mi chiede che cos’è questa storia, io gliela racconto e lui va dal provveditore agli studi e fa un casino.
Morale: il prete viene cacciato dall’istituto.
Da: Fabrizio De André. Amico fragile – Cesare G. Romana.
















