• Datacenter
  • Cloud
  • ViaWEB
  • WebMAIL
  • WebPec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU
  • UE
domenica 28 Giugno 2026
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti
Dona il tuo 5Xmille
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media
accedi-registrati
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abuso sessuale » Il muro di gomma dei gesuiti sugli abusi

Il muro di gomma dei gesuiti sugli abusi

INCHIESTA - Olivia Scuppa è una delle decine di ragazze abusate da padre Sauro De Luca. «Mi disse: "È Dio che ti ama ancora di più tramite la mia mano"». E i gesuiti sapevano

Federica Tourn by Federica Tourn
28 Giugno 2026
in Cronaca e News
Reading Time: 9 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

«È successo anche a me: anche io sono una vittima di Sauro De Luca». Olivia Scuppa, 56 anni, racconta come l’importante padre gesuita, per trent’anni direttore nazionale del Meg, il Movimento eucaristico giovanile, ha approfittato della sua fiducia per abusare di lei quando aveva vent’anni. Dopo la testimonianza dell’eurodeputata del Pd Annalisa Corrado, che ha rivelato a Fanpage di essere stata abusata da De Luca quando era minorenne, un’altra donna testimonia che padre Sauro De Luca, carismatica guida del Movimento giovanile dei gesuiti, era un abusatore seriale, coperto per decenni dai suoi superiori.

L’attuale responsabile del Meg, padre Renato Colizzi, l’1 ottobre 2024 aveva reso noto di aver appreso di «atti di abuso sessuale su minore perpetrati da padre Sauro De Luca» (morto nel 2012) e di aver deciso di avviare un “Cammino di verità”, cioè un canale di ascolto delle vittime, affidato a Grazia Villani, di cui non si sa molto, se non che ha lavorato per più di vent’anni al Dicastero vaticano per i laici, la famiglia e la vita. Il “Cammino” parte dal 2010, anno in cui i gesuiti mettono De Luca sotto restrizioni in seguito ad «alcune denunce» di abuso. L’anziano gesuita ammette le sue colpe e muore poco tempo dopo, prima che si concluda il processo canonico a suo carico. I gesuiti, a quel punto, chiudono la pratica e non ne parlano a nessuno. Nel 2024, però, arrivano altre denunce e i responsabili del Meg decidono di approfondire le responsabilità di De Luca con il “Cammino”, rendendosi disponibili ad ascoltare eventuali altre vittime.

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.

Da questa indagine è scaturito un report che non è ancora stato reso pubblico. Al suo posto, è comparsa il 28 gennaio 2026 sul sito dei gesuiti una relazione sul report, firmata dal provinciale della Provincia euromediterranea della Compagnia di Gesù Ronny Alessio, da cui si evince che le vittime sono 25: venti di padre De Luca e altre cinque di un altro gesuita, vivo, di cui però non si fa il nome. In seguito alle proteste degli ex membri del Meg, in un comunicato del 9 giugno 2026 si motiva la decisione di non divulgare il report per «sensibilità nei confronti delle persone coinvolte». Sull’analisi del report e sulle contraddizioni che emergono dai successivi interventi dei gesuiti, sarà dedicato un articolo specifico.

La testimonianza di Olivia Scuppa che oggi pubblichiamo non soltanto è coraggiosa e puntuale, ma è anche determinante per capire come Sauro De Luca abbia potuto coltivare indisturbato per tutta la vita la sua «ossessione sessuale» per le ragazze, adolescenti o giovanissime, di cui si circondava.

Perché ha deciso di raccontare la sua storia?

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

«Sono venuta a conoscenza degli abusi di Sauro De Luca nell’ottobre 2024, quando il responsabile del Meg Renato Colizzi ha comunicato l’avvio del “Cammino di verità” ma la presa di coscienza è durata ben diciotto mesi. Quando padre Colizzi ci ha detto che Sauro aveva fatto cose tremende per noi è stato un trauma: c’è stata una spaccatura fra gli ex Meg perché molti non ci volevano credere, ma Colizzi ha detto che c’erano molte vittime; anzi, ha specificato: “Non so se chiamarle vittime o sopravvissute perché non sono sicuro che siano sopravvissute tutte”. Quando padre Colizzi ha parlato agli ex Meg, non ho realizzato che gli abusi mi riguardavano direttamente. La mia presa di coscienza è durata ben diciotto mesi: soltanto quando ho letto l’intervista ad Annalisa mi sono resa conto che era successo anche a me. Mi sono rivista nella sua testimonianza e ho avuto un conato di vomito. Ho capito che esporsi e parlarne, come ha fatto Annalisa, è la cosa giusta da fare perché altre vittime possano riconoscersi e il caso non passi sotto silenzio».

Come ha conosciuto padre Sauro De Luca?

«Frequentavo il Meg già dal liceo ma Sauro De Luca l’ho conosciuto quando andavo già all’università e frequentavo il gruppo giovanile che si riuniva a San Saba, a Roma.

Alla fine dell’89 siamo stati affidati a Sauro, che era una personalità molto carismatica: lo ammiravamo, aveva un modo di parlare molto convincente, tanto che era un piacere ascoltarlo perché sapeva ancorare la parola di Dio alla vita reale. All’epoca avevo vent’anni ed ero una ragazza inesperta, piuttosto cupa, segnata da una situazione famigliare molto complessa e dolorosa e sono convinta che Sauro mi ha puntato proprio per questo, perché ha visto la mia vulnerabilità. Mi cercava, mi abbracciava, chiedeva sempre di me; io mi sono sentita valorizzata e mi è sembrato naturale raccontargli quello che mi accadeva e che mi faceva soffrire. Si è instaurata subito una grande confidenza fra noi: Sauro mi ascoltava e mi diceva che dovevo volermi bene e che Dio aveva un progetto per me. Parole che possono sembrare banali ma che in quel momento, ferita e timida com’ero, mi hanno consolata e mi hanno dato fiducia in me stessa tanto che, durante una vacanza a Bardonecchia con il Meg, per la prima volta mi sono messa insieme a un ragazzo».

Sauro De Luca come ha reagito?

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

«All’inizio ha recepito l’informazione senza reagire, ma quando gli ho detto che avevo avuto rapporti sessuali ha dato in escandescenze. L’idea che facessi sesso con qualcuno lo mandava fuori di testa: era rabbioso, mi ripeteva che lo avevo deluso. Sauro era ossessionato dal sesso: in genere i preti glissano sull’argomento, invece lui ne parlava tantissimo dicendoci che dovevamo assolutamente rimanere casti fino al matrimonio. Confessargli che avevo fatto l’amore con questo ragazzo mi sembrava quasi un dovere, visto il rapporto stretto che Sauro aveva instaurato con me e l’insistenza con cui argomentava l’obbligo di castità. Questo ragazzo comunque l’ho lasciato dopo pochi mesi, era una storia a distanza che, al di là dell’opposizione di Sauro, non poteva continuare. Ed è a questo punto che si è verificato l’abuso».

Che cosa è successo?

«L’estate successiva siamo tornati a Bardonecchia, in montagna. Aveva l’abitudine di chiamare le persone nella sua stanza per parlare in confidenza: ti faceva sdraiare accanto a lui sul letto, ti accarezzava; era molto affettuoso. Dopo ti dava pure l’assoluzione, quindi era anche una forma di confessione. Io, ingenuamente, prendevo le sue attenzioni per affetto paterno e non ci trovavo niente di male. Insomma, vado da lui e mentre siamo sul letto mi infila una mano sotto la biancheria intima e mi dice: “Questa è la mano di Dio che ti tocca per purificarti”. Io posso dire che cos’è il freezing perché effettivamente mi sono sentita congelata. Mi tiene la mano lì sotto, pelle su pelle, e poi aggiunge: “Ora la tua fichetta è purificata. È Dio che ti ama ancora di più tramite la mia mano”».

Lei come si è sentita?

«Sono rimasta immobile e non ho detto niente. Dopo un po’ lui ha tolto la mano e me ne sono andata. Non ho elaborato quel che mi era successo, ho solo percepito che era una cosa che non doveva capitare e che non mi era piaciuta ma non ho voluto darle un peso, in qualche modo l’ho rimossa per andare avanti con la mia vita. Avevo 21 anni, ero confusa ma avevo chiaro che non volevo più trovarmi in una situazione del genere e, in modo molto pragmatico, ho fatto in modo che non succedesse più. Non gli ho mai più parlato delle mie esperienze sentimentali. Di lì a poco mi sono fidanzata con un ragazzo che non faceva parte del Movimento e mi sono distaccata gradualmente dal Meg».

De Luca ha tentato di riavvicinarla?

«No, non ha commentato in nessun modo l’allontanamento, però ha capito perfettamente di essere andato oltre. Solo poco dopo ha alluso a quello che era successo: durante la stessa vacanza a Bardonecchia eravamo sul Monte Thabor e lui mi ha portata a fare una passeggiata, noi due soli. Mi ha abbracciata e mi ha detto: “Vedi adesso i tuoi occhi sono belli e puliti come erano prima”, riferendosi al gesto “purificatore” che aveva fatto su di me. Da parte mia, non ne ho parlato con nessuno perché mi vergognavo; continuavo a frequentare il gruppo ma in modo meno assiduo. Con Sauro però ho mantenuto un rapporto, perché quando mio padre si è ammalato di tumore lui è stato l’unico capace di sostenermi in un momento tanto difficile e doloroso. Eravamo di nuovo vicini ma non gli facevo confidenze sulla mia vita amorosa, lì avevo messo una barriera, e quando sono andata a convivere con il mio fidanzato gliel’ho semplicemente comunicato. Non ha ribattuto, ha soltanto detto: “Hai un modo di pensare molto laico”. Ha continuato a darmi incarichi di fiducia nel volontariato, come l’assistenza a un’anziana senza famiglia all’Istituto Santa Margherita, vicino a San Saba».

Lei ha poi lasciato il Meg?

«Sì, ma non me ne sono andata a causa sua, semplicemente non mi trovato più bene con il gruppo. Quando mi sono sposata, cinque anni più tardi, però ho chiesto a Sauro di celebrare il matrimonio, anche se non frequentavo più la Chiesa».

Perché questa scelta?

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L

«Era un bravissimo oratore e io ero comunque affezionata a lui. Non realizzavo di aver subito un abuso e comunque si era limitato a un solo episodio: quel ricordo lo avevo chiuso in un cassetto e quel cassetto l’ho chiuso a chiave. Evidentemente avevo messo delle barriere, a differenza di altre ragazze che, più piccole di me, sono rimaste intrappolate per anni nella sua rete di manipolazione e di abuso. Certo, in questi mesi mi sono chiesta più volte: come ho potuto essere così ingenua? Ma la mia fiducia in lui allora era incrollabile. L’abuso avviene proprio quando l’abusatore approfitta della tua fiducia per imporre la sua volontà su di te».

Che effetto le ha fatto scoprire che De Luca era un abusatore seriale?

«Pensavo di essere stata l’unica, tutte lo pensavamo, perché nessuna osava parlarne. Ora sappiamo dal report che le vittime sono almeno trenta, ma altre hanno parlato con i gesuiti o con Annalisa Corrado: Sauro ha girato l’Italia, è stato anche missionario in Africa e io sono convinta che siano molte di più, che superino il centinaio. Non oso pensare a cosa ha potuto fare una persona come lui, con un’ossessione sessuale come la sua e con tante persone giovani a sua disposizione».

Con così tante vittime, è plausibile che nessuno dei suoi superiori si sia accorto degli abusi di De Luca?

«I gesuiti lo sapevano certamente, e ben prima del 2010: negli anni ‘80 qualcuno aveva parlato, ancora prima che io entrassi nel Meg, e così negli anni ‘90; poi Annalisa Corrado nel 2003 ha raccontato ai responsabili del movimento quel che le era successo. Sapevano e non hanno fatto nulla, alla fine lo hanno soltanto spostato all’Aquila, dove comunque non era sotto controllo. Il problema per i gesuiti non era che accadesse, ma che noi ne parlassimo».

Quindi voi eravate delle valvole di sfogo per un prete considerato molto valido ma con qualche problema di “esuberanza sessuale”.

«Sì, ma lui era solo uno dei tanti, faceva parte del sistema, era il prodotto di un sistema. Per secoli gli abusi sono stati un effetto collaterale accettato dalla Chiesa: quando frequentavo l’Istituto Massimo a Roma, il liceo della Compagnia di Gesù, c’erano due preti pedofili a cui piacevano i ragazzini: sono stati semplicemente mandati altrove. Anche nel report dei gesuiti sul “Cammino di verità” viene menzionato il caso di un altro prete, di cui non si fa il nome, oggi sotto restrizioni per aver abusato di cinque donne».

Parliamo di questo report su Sauro De Luca che i gesuiti non vogliono pubblicare, dicono, per tutelare le vittime. Lei lo ha letto?

«Sì e mi sembra la montagna che ha partorito il topolino. Ai miei occhi è un resoconto scarno e deludente dei fatti, con alcuni stralci del diario di Sauro in cui confessa le molestie e si dichiara pentito. Non c’è il racconto degli abusi, né dove si sono verificati, non c’è un’analisi. E soprattutto non c’è assolutamente il modo di risalire alle vittime, quindi sostenere che non si pubblica il report perché si vuole tutelarle è una grande bugia. Ci sono poi delle contraddizioni fra il report e la sintesi pubblicata a fine gennaio dai gesuiti sul loro sito».

Quali contraddizioni?

«Nella sintesi si dice per esempio che le cinque vittime del prete innominato “si ritengono soddisfatte” delle restrizioni prese:

La Provincia EUM, nonostante la prescrizione, ha applicato restrizioni severe, tutt’oggi in vigore. Le persone ferite da questo secondo gesuita, messe a conoscenza in questi mesi delle restrizioni e del cammino a lui proposto, si sono dichiarate soddisfatte.

Il report di Grazia Villani però non dice da nessuna parte che le vittime si dichiarano soddisfatte, menziona solo il fatto che sono state prese delle restrizioni. Questa frase sulla “soddisfazione delle persone ferite” è stata aggiunta nel resoconto pubblicato».

Lei e altri ex membri del Meg avete chiesto che il report venga reso accessibile a tutti e che sia rivelato il nome dell’altro gesuita abusatore. Che riscontri avete avuto?

«Finora nessuno, ci scontriamo con un muro di gomma. Non sono sicura che padre Paul Pace, il procuratore dei gesuiti incaricato, abbia autonomia di movimento. Padre Colizzi, che aveva dato inizio al “Cammino di verità”, non dice più nulla. Ho chiesto a padre Pace se è stato silenziato ma non mi ha risposto. Un paio di settimane fa ci hanno mandato una lettera in cui parlano in modo molto vago di giustizia riparativa, parlando solo di uno spazio di accoglienza e di ascolto. Un po’ come ha fatto il papa nel suo viaggio apostolico in Spagna. La cifra è quella: tanta comprensione a parole, nessuna verità».

(Questa inchiesta è pubblicata anche su Appunti)

https://federicatourn.substack.com/p/il-muro-di-gomma-dei-gesuiti-sugli

Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime
Previous Post

Emanuela Orlandi, il fratello Pietro e l’ultima novità sulla pista relativa al “coinvolgimento del Vaticano”

Federica Tourn

Federica Tourn

Federica Tourn è giornalista professionista; come freelance si è occupata soprattutto di migranti, religioni, diritti umani, mafie, femminismo. Ha scritto reportage da diversi paesi, dalla Siria al Libano, dalla Bosnia all’Ucraina; ha collaborato fra gli altri con Diario, D Repubblica, Il Manifesto, Left, Rolling Stone, Vanity Fair, Marie Claire, Famiglia Cristiana, Pagina99, Eastwest, FQ Millennium, Huffington Post UK, Geographical. Insieme ad altre donne, nel 2007 ha pubblicato per l’editrice Claudiana La Parola e le pratiche. Donne protestanti e femminismi e nel 2020 per le edizioni Aut Aut ha scritto Rovesciare il mondo. I movimenti delle donne e la politica. Su Jesus cura le rubriche “Ecumene” e “Le Straniere”. Per Domani dal 2022 si occupa dell’inchiesta sulla violenza nella Chiesa cattolica. Nel 2020 ha vinto la prima edizione del  “Piazza Grande Religion Journalism Award”, organizzato dall’Iarj, l’Associazione internazionale di giornalisti religiosi, e nel 2023 la seconda edizione del Premio Mimmo Cándito-Per un giornalismo a testa alta.

ArticoliCorrelati

emanuela orlandi fratello pietro vaticano
Cronaca e News

Emanuela Orlandi, il fratello Pietro e l’ultima novità sulla pista relativa al “coinvolgimento del Vaticano”

by Redazione WebNews
27 Giugno 2026

Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela scomparsa 43 anni fa, rilancia l’indagine del 2015 su un presunto sistema di pedofilia in Vaticano, sostenendo che fu...

Immagine 2026 06 23 022925
Cronaca e News

Lotta contro gli abusi sessuali sui minori: l’UE concorda su norme penali più severe e un maggiore sostegno alle vittime.

by Redazione WebNews
23 Giugno 2026

Oggi, la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sull'aggiornamento delle norme penali...

Immagine 2026 06 22 213534

Il silenzio di Papa Prevost

22 Giugno 2026
Immagine 2026 06 21 175314

Il Papa a Pavia, otto giorni dopo le critiche sul caso abusi in Spagna

21 Giugno 2026
catechismo

Il catechista era un orco 9 anni per abusi su minori

21 Giugno 2026
Immagine 2026 06 21 125259

L’Italia disconosce fino a un chiarimento i rappresentanti di ECA Global

21 Giugno 2026
Immagine 2026 06 20 141427

Rugolo, la Cassazione spiega perché la condanna è definitiva: ‘Racconto coerente, prove solide’

20 Giugno 2026
my light at the end of the tunnel wallpaper jxhy

Sportelli diocesani, dopo 4 anni l’esito è devastante; vittime traumatizzate, senza cure e preti impuniti

20 Giugno 2026
cecchin

Getta fango sul Seminario: le accuse di abusi sessuali erano false. Riabilitati due sacerdoti

20 Giugno 2026
tribunale enna 1

Abusi su minori, catechista condannato a 9 anni di carcere

18 Giugno 2026
Load More

Ti sei già tesserato?

Tesseramento

tesseramento antique
by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
ShareTweetShareSendShareSend

Highlights

Lotta contro gli abusi sessuali sui minori: l’UE concorda su norme penali più severe e un maggiore sostegno alle vittime.

23 Giugno 2026

Il silenzio di Papa Prevost

22 Giugno 2026

Il Papa a Pavia, otto giorni dopo le critiche sul caso abusi in Spagna

21 Giugno 2026

Il catechista era un orco 9 anni per abusi su minori

21 Giugno 2026

L’Italia disconosce fino a un chiarimento i rappresentanti di ECA Global

21 Giugno 2026

Rugolo, la Cassazione spiega perché la condanna è definitiva: ‘Racconto coerente, prove solide’

20 Giugno 2026

5Xmille

5Xmille e sostieni le vittime

5Xmille rete labuso page antique
by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

I più letti 24h

  • 0 10534

    Rete L’ABUSO si dissocia ufficialmente da ECA Global

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • L’Italia disconosce fino a un chiarimento i rappresentanti di ECA Global

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Racconto di un incubo

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Preti con figli, in Italia il 40% dei sacerdoti è genitore: l’inchiesta che fa discutere

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Mariano Fazio, numero due dell’Opus Dei e accusato di tratta, era stato inviato a Roma per “controllare” Francesco.

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Il lato oscuro degli amish

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Morto don Gino più volte indagato dal Vaticano

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Rete L'ABUSO

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • 5Xmille e sostieni le vittime
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia nel clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Accedi o Registrati al Portale

Effettua il tuo accesso

login Accedi o registrti

Accedi o Registrati al Portale

Puoi farlo con un CLICK utilizzando i tuoi account social

Accedi con Facebook  Accedi con GOOGLE

In alternativa puoi registrarti compilando il modulo che trovi QUI

Accedi registrati

Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.

Login / Registrati

Password dimenticata?
Registrati

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.