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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Il Vaticano cerca di proteggersi dal rafforzamento UE sulle norme penali italiane in materia di abusi sessuali

Il Vaticano cerca di proteggersi dal rafforzamento UE sulle norme penali italiane in materia di abusi sessuali

Le ingerenze della e con la chiesa in Italia sono da sempre dominanti. Oggi, mentre in Europa si replica il disastro economico che negli USA ha visto fallire molte diocesi condannate a risarcire le vittime di abusi, la chiesa si "infiltra" nelle istituzioni italiane per evitare che ciò avvenga anche nella penisola

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
28 Giugno 2026
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 7 mins read
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In Europa si sta replicando quanto è già accaduto a partire dal 2000 negli Stati Uniti, dove abbiamo visto fallire a decine intere diocesi costrette dai tribunali a risarcire le vittime sopravvissute agli abusi sessuali del clero.

Se pure al momento in Europa (Italia a parte) i danni economici sono meno gravi di quelli che la Chiesa ha subito negli Stati Uniti, al momento la Francia, la Spagna, il Portogallo, la Svizzera, il Belgio, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Germania, l’Irlanda hanno iniziato ad avviare risarcimenti economici alle vittime.

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L’Italia detiene il 43% dei sacerdoti di tutta Europa, il 12,7% nel mondo (dato dell’Osservatorio permanente a cura di Mark Vincent Healy) e il danno economico nella sola Italia è consistente quasi quanto quello che la Chiesa ha subito in Europa. Se pure le cifre dei risarcimenti dati in Europa siano irrisorie confronto a quelle costrette dai tribunali in USA, parliamo di una media di 60.000€ a vittima, Italia esclusa una bella cifra in totale.

Per fare un esempio, l’Italia che oggi conta di fatto un totale di casi censiti dall’Osservatorio permanente della Rete L’ABUSO (28 giugno 2026) pari a 1.178 casi (ovvero il 3,80% escluso l’indotto laico) con un numero di vittime censito pari a 4.761 vittime sopravvissute. In soldoni varrebbe a dire risarcimenti per un totale solo in Italia pari a 285.660.000 di euro. Una cifra di certo non indifferente, calcolando che il dato del nostro osservatorio è in grave difetto rispetto a quello che produrrebbe una commissione governativa indipendente. Oggi l’Italia è un’autentica bomba pronta ad esplodere dentro la Chiesa.

Di pochi giorni fa la notizia già anticipata dall’UE dopo la petizione n. 0354/2023 che la Rete L’ABUSO ha depositato il 13 dicembre del 2023, che la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sull’aggiornamento delle norme penali in materia di abusi sessuali e sfruttamento sessuale dei minori.

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Le norme riviste copriranno un maggior numero di reati, prevederanno pene più severe e garantiranno un’azione penale più efficace, anche attraverso l’allungamento dei termini di prescrizione.

Un “Grosso guaio in Vaticano”, il quale da un po’ di tempo tuttavia ha già messo le mani avanti, cosciente che le connivenze col governo italiano non avrebbero potuto fare più di tanto di fronte alla direttiva UE, quindi l’unica soluzione è quella di intervenire dentro le istituzioni dello Stato, per ritardare e penalizzare più possibile la ratifica della norma UE.

Esattamente come accadde alla ratifica della Carta di Lanzarote che, grazie alle “distrazioni” del legislatore, in Italia è praticamente inutile. In quel caso riuscirono, a differenza del resto d’Europa, a sollevare dall’esibizione del cosiddetto certificato anti pedofilia l’intera categoria del volontariato, a cui guarda caso la Chiesa appartiene.

Ma questo non è il solo handicap: il certificato anti pedofilia per funzionare necessita che l’obbligo di denuncia sia applicato a tutti i cittadini. Cosa che invece in Italia è limitato solo ai pubblici ufficiali, penalizzando così questa norma che in realtà sarebbe molto efficace in quanto vieta a chi già pregiudicato per reati sessuali di poter tornare a lavorare con i minori.

La storpiatura concessa invece dal legislatore non solo permette che i sacerdoti pregiudicati per reati sessuali, scontata la condanna, tornino a contatto con i minori, ma fa sì che in Italia, non solo la Chiesa ma l’intera categoria del volontariato diventi rifugio sicuro per i pedofili.

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

Un grosso rischio in Italia in quanto la nuova norma che UE si appresta a inserire, si muove ed ha efficacia qualora le precedenti norme siano state correttamente ratificate. Nel caso italiano è disastrosa, vediamo perché.

I punti che l’Italia si appresta a valutare sono i seguenti.

  1. “Un canale sicuro e indipendente attraverso il quale i bambini, compresi quelli con disabilità, possano denunciare gli abusi subiti proprio all’interno delle istituzioni deputate a proteggerli.”

In assenza di un obbligo generalizzato di denuncia per tutti i cittadini, e quindi della possibilità che siano gli adulti a segnalare gli abusi subiti dai minori, questo obiettivo incontra un ostacolo insormontabile. Un bambino, infatti, spesso non è nelle condizioni di comprendere pienamente l’abuso subito, né tantomeno di denunciarlo autonomamente.

Il fatto che oggi il Governo italiano continui a consentire alla Chiesa di gestire internamente i casi di abuso che si verificano al proprio interno equivale, in sostanza, ad affidare il controllo al soggetto stesso che dovrebbe essere sottoposto a verifica: è come mettere Dracula all’Avis.

  1. “Standard nazionali di supervisione, affinché una persona o un luogo già condannati non possano continuare ad accogliere bambini.”

Anche questo obiettivo risulta compromesso dalla mancanza di un obbligo di denuncia. Se i reati non vengono denunciati, il responsabile difficilmente sarà processato e condannato; di conseguenza, non entrerà nei registri previsti dalla normativa a tutela dei minori. Ne deriva che il sistema di controllo risulta, nella maggior parte dei casi, inapplicabile.

  1. “Un meccanismo nazionale per riconoscere e risarcire le vittime del passato, indipendentemente dai limiti temporali previsti dalla legge, come hanno già fatto Svizzera, Spagna e Francia.”

Vale la medesima considerazione. Senza una denuncia, un procedimento giudiziario e una sentenza definitiva di condanna, sarà estremamente difficile per una vittima vedere riconosciuto e dimostrare il proprio status di sopravvissuto agli abusi, con tutte le conseguenze che ciò comporta sul piano del riconoscimento e dell’eventuale riparazione.

  1. “Un’inchiesta nazionale per dare finalmente al Paese la verità che ancora manca: quanti bambini vengono abusati all’interno delle sue istituzioni.”

Questo è, probabilmente, il punto più preoccupante, perché rischia di vanificare quanto già realizzato in molti Paesi europei attraverso commissioni d’inchiesta realmente indipendenti.

Un’inchiesta nazionale affidata a uno Stato che, fino ad oggi, ha mostrato una sostanziale connivenza con il clero difficilmente potrebbe essere considerata indipendente. Al contrario, rischierebbe di cancellare, con un solo atto, il passato e le responsabilità non soltanto della Chiesa, ma anche dello Stato italiano.

L’Italia è infatti l’unico Paese europeo che, nonostante i ripetuti richiami degli organismi sovranazionali per la violazione di convenzioni internazionali, come la Convenzione di Lanzarote e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, continua a non adottare interventi adeguati. Già nel 2019 le Nazioni Unite avevano evidenziato le gravi carenze del sistema italiano; nel marzo scorso l’ONU è tornata a richiamare il Governo italiano, chiedendo nuovamente conto del mancato rispetto degli obblighi assunti in materia di tutela dei minori.

Nel 2019 l’ONU, a seguito di una istanza della Rete L’ABUSO, non a caso chiedeva all’Italia di:

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L

(21) Accoglie favorevolmente il piano nazionale per la prevenzione e la lotta contro gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei bambini 2015-2017 e la rivitalizzazione dell’Osservatorio per contrastare la pedofilia e la pornografia infantile, il Comitato è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuali da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica nel territorio dello Stato Membro e per il basso numero di indagini criminali e azioni penali da parte della magistratura italiana.Con riferimento alle sue precedenti raccomandazioni (CRC / C / ITA / CO / 3-4, par. 75) e al commento generale n. 13 (2011) sul diritto del bambino alla libertà e contro tutte le forme di violenza nei suoi confronti e prendendo atto dell’Obiettivo 16.2 per lo Sviluppo Sostenibile, il Comitato raccomanda all’Italia di:

(a) Adottare, con il coinvolgimento attivo dei bambini, un nuovo piano nazionale per prevenire e combattere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini e assicurarne l’uniforme implementazione su tutto il suo territorio e a tutti i livelli di governo;

(b) Istituire una commissione d’inchiesta indipendente e imparziale per esaminare tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte di personale religioso della Chiesa Cattolica;

(c) Garantire l’indagine trasparente ed efficace di tutti i casi di violenza sessuale presumibilmente commessi da personale religioso della Chiesa Cattolica, il perseguimento dei presunti autori, l’adeguata punizione penale di coloro che sono stati giudicati colpevoli, e il risarcimento e la riabilitazione delle vittime minorenni, comprese coloro che sono diventate adulte;

(d) Stabilire canali sensibili ai bambini, per i bambini e altri, per riferire sulle violenze subite;

(e) Proteggere i bambini da ulteriori abusi, tra l’altro assicurando che alle persone condannate per abuso di minori sia impedito e dissuaso il contatto con i bambini, in particolare a livello professionale;

(f) Intraprendere tutti gli sforzi nei confronti della Santa Sede per rimuovere gli ostacoli all’efficacia dei procedimenti penali contro il personale religioso della Chiesa Cattolica sospettato di violenza su minori, in particolare nei Patti Lateranensi rivisti nel 1985, per combattere l’impunità di tali atti;

(g) Rendere obbligatorio per tutti, anche per il personale religioso della Chiesa Cattolica, la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti dello Stato Membro;

(h) Modificare la legislazione che attua la Convenzione di Lanzarote in modo da garantire che non escluda il volontariato, compreso il personale religioso della Chiesa Cattolica, dai suoi strumenti di prevenzione e protezione.

Ad oggi nulla di quanto raccomandava l’ONU già nel 2019 è stato attuato dal Governo italiano.

La Rete L’ABUSO ha scoperto quanto sta attualmente accadendo proprio all’interno del governo, grazie a personaggi facoltosi che tuttavia millantano crediti che non hanno e che verosimilmente si stanno muovendo nelle retrovie vaticane che li ha “assunti”.

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Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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