(Keystone-ATS) Lo studio pilota dell’Università di Zurigo è stato presentato nel settembre 2023 e successivamente, secondo quanto comunicato oggi dalla Procura, quattro denunce sono pervenute alle diocesi di Coira e San Gallo. Una quinta denuncia è stata sporta da una persona privata contro un prete straniero. Complessivamente la Procura sangallese si è quindi occupata di cinque sacerdoti accusati – tutti ultra ottantenni – e di dieci persone offese.
La nota spiega in dettaglio perché le denunce non hanno portato ad alcuna imputazione. Le ragioni sono molto diverse. Una delle difficoltà è stata che la procura ha dovuto basarsi sui documenti della Chiesa, ha spiegato Leo-Philippe Menzel, portavoce della procura di San Gallo, all’agenzia di stampa Keystone-ATS.
In alcuni casi, al posto dei nomi reali sono stati utilizzati pseudonimi. I fascicoli non sono stati compilati in modo accurato – alcuni documenti manoscritti hanno dovuto essere prima decifrati – e le informazioni erano incomplete. È stato necessario prima individuare le persone interessate.
In due dei cinque casi la Camera d’accusa non ha accolto la richiesta della Procura: la sua “autorizzazione” è tuttavia necessaria per poter avviare un procedimento contro collaboratori di una parrocchia riconosciuta dal diritto pubblico.
Prescrizione
Il primo rifiuto è legato fatto che uno dei sacerdoti accusati non ha commesso i fatti contestati in qualità di collaboratore della Chiesa. La procura ha in seguito valutato il sospetto di atti sessuali con minori e incesto a carico del prete in questione, ma a quel punto è risultato che il reato era già caduto in prescrizione.
La seconda decisione negativa della Camera di accusa riguardava un sacerdote che “a causa di una malattia aveva irrimediabilmente perso la capacità di stare in giudizio”: non era quindi più possibile procedere penalmente nei suoi confronti. Nel frattempo, l’uomo è deceduto.
Un’altra delle cinque denunce non è stata portava avanti perché la procura di Augusta in Germania ha assunto il procedimento per violenza sessuale. Nel frattempo, anche quel dossier è stato archiviato.
Vittime reticenti a ricordare
Le accuse contro due sacerdoti sono state archiviate in quattro su dieci casi perché cadute in prescrizione, mentre negli altri episodi le circostanze del reato sono state verificate “al fine di consolidare il quadro indiziario”. Si è trattato di indagini “lunghe e complesse”, secondo Menzel. I sacerdoti accusati hanno negato le accuse. Le vittime, che al momento del reato erano ancora bambini, non sono state in grado di fornire informazioni sufficientemente concrete riguardo i fatti.
Alcune delle persone coinvolte non sono state in grado di ricordare gli eventi rilevanti per l’indagine o di collocarli con precisione nel tempo. Altre non hanno voluto confrontarsi, in alcuni casi nuovamente, con un tema che consideravano ormai chiuso da tempo.
Senza le relative dichiarazioni delle parti lese, nonostante le indagini approfondite non è stato possibile concretizzare alcuna denuncia “che portasse a un’accusa contro i sacerdoti in questione”, ha sottolineato la procura. Pertanto, i procedimenti sono stati archiviati.
https://www.swissinfo.ch/ita/sg%3A-archiviati-cinque-procedimenti-per-abusi-chiesa-cattolica/90814976















