Seregno (Monza), 22 dicembre 2025 – Quattro ragazzi che tra il 2020 e il 2023 frequentavano l’oratorio di Seregno quando erano ancora minorenni e avrebbero subìto palpeggiamenti e atti sessuali ad opera del parroco. Ora che hanno raggiunto la maggiore età potrebbero costituirsi parti civili all’udienza preliminare al Tribunale di Monza fissata a metà febbraio nei confronti di don Samuele Marelli, 50 anni il prossimo anno, già vicario della comunità pastorale San Giovanni Paolo II di Seregno e responsabile della pastorale giovanile della stessa cittadina che comprende sei parrocchie, per sette anni responsabile della Fondazione diocesana per gli oratori milanesi.
Le accuse
Le accuse nei confronti del sacerdote comasco, già condannato nel processo canonico e allontanato dal servizio ecclesiastico, sono violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minori.
Secondo la Procura di Monza, don Samuele avrebbe sfruttato il suo ruolo di guida spirituale e di educatore per abusare della fiducia dei ragazzi, commettendo nei loro confronti abusi nella sua abitazione, ma anche durante i momenti di vacanze di gruppo o di ritiro spirituale.
La difesa del Don
“Non ho commesso questi fatti gravi. Mi rendo solo conto di avere sbagliato a lasciare liberi i ragazzi sul tema della nudità: non ho una visione del corpo come peccato, ho scritto anche un libro su questo tema”, si è difeso don Samuele quando è stato interrogato dalla pm Francesca Gentilini.
Era stato lo scorso aprile, al termine di una Messa in Basilica a Seregno, il vicario episcopale monsignor Michele Elli a rendere nota la sentenza comunicata all’Arcivescovo dal Tribunale ecclesiastico, che ha riconosciuto la colpevolezza di don Samuele Marelli, vietandogli, per cinque anni, di risiedere nel territorio dell’Arcidiocesi di Milano e di esercitare il ministero di sacerdote, oltre alla proibizione perpetua di cercare contatti volontari con minori, se non alla presenza di un accompagnatore maggiorenne, nonché la privazione, per dieci anni, della facoltà di confessare e di svolgere attività di direzione spirituale.
Lo scandalo nel 2024
La vicenda aveva avuto inizio nel maggio del 2024, quando monsignor Elli aveva comunicato ai fedeli la sospensione del servizio pastorale del parroco, ufficialmente chiesto dallo stesso sacerdote “per favorire un recupero psico-fisico”. Qualcuno, all’interno della Curia, aveva ipotizzato che si trattasse di una crisi vocazionale, visto che il sacerdote era stato sospeso improvvisamente da tutti gli incarichi. Invece poco a poco erano iniziate a spargersi le voci sulle vere ragioni.
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