Federica Tourn ha descritto ieri su questo giornale i contenuti della proposta che il nuovo presidente della Cei ha avanzato per conoscere meglio e contrastare il fenomeno degli abusi commessi dai membri del clero cattolico.
Le novità più significative sono rappresentate da un report nazionale annuale (che verrà analizzato da un «centro accademico di ricerca» di cui non è stata rivelata l’identità) e da un’analisi dei casi di preti abusatori depositati negli ultimi vent’anni presso la Congregazione per la dottrina della fede. Anche in questo caso i dati verranno analizzati «in collaborazione» con non meglio precisati «istituti di ricerca indipendenti». Si da per inteso che tutto il processo, compresa la comunicazione finale dei dati all’opinione pubblica, sarà gestito dalla stessa Cei.
Vedremo quale sarà la consistenza e la profondità dei dati che la Cei sarà in grado di produrre. Quello che appare chiaro sin da ora è che la proposta italiana è quanto di più lontano si possa immaginare dalle commissioni indipendenti costituite in altri paesi europei e negli Stati Uniti.
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