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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Il Papa “vergogna” per i fallimenti della Chiesa per gli abusi sui minori in Francia

Il Papa “vergogna” per i fallimenti della Chiesa per gli abusi sui minori in Francia

Il Pontefice condanna come consigliere chiede inchiesta sugli abusi sessuali su minori da parte del clero in Italia

Redazione WebNews by Redazione WebNews
6 Ottobre 2021
in Città del Vaticano
Reading Time: 4 mins read
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Angela Giuffrida – Roma – Papa Francesco si è detto “vergognoso” per l’incapacità della Chiesa cattolica di trattare con i preti pedofili in Francia, poiché uno dei suoi più stretti consiglieri ha spinto per un’inchiesta sugli abusi sessuali sui bambini da parte del clero in Italia.

Un rapporto storico di martedì ha rilevato che almeno 330.000 bambini sono stati abusati sessualmente da membri del clero e laici delle istituzioni ecclesiastiche in Francia negli ultimi 70 anni.

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Il papa ha ammesso che la chiesa non aveva messo al primo posto i bisogni delle vittime in quella che era considerata una delle sue più forti condanne degli abusi sessuali sui minori nella chiesa cattolica fino ad oggi.

“C’è, purtroppo, un numero considerevole”, ha detto durante la sua udienza settimanale in Vaticano mercoledì. “Vorrei esprimere alle vittime la mia tristezza e il mio dolore per il trauma che hanno subito. È anche la mia vergogna, la nostra vergogna, per l’incapacità della chiesa per troppo tempo di metterli al centro delle sue preoccupazioni”.

Francesco ha esortato tutti i vescovi ad agire per garantire che “drammi simili non si ripetano”, mentre invita i cattolici in Francia a lavorare per garantire che la chiesa sia “un luogo sicuro per tutti”.

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L’inchiesta indipendente è stata la prima grande resa dei conti francese sugli abusi sessuali su minori da parte del clero. Si stima che 216.000 bambini siano stati vittime di violenza sessuale da parte di preti cattolici francesi, diaconi e altro clero dal 1950 al 2020. Se si considerano i membri laici della chiesa, come gli insegnanti delle scuole cattoliche, la cifra è salita ad almeno 330.000.

Sulla scia delle schiaccianti scoperte, Hans Zollner, sacerdote tedesco e stretto consigliere di papa Francesco, ha esortato i vescovi italiani a “trovare il coraggio di indagare” sugli abusi sui minori da parte del clero.

“La Chiesa cattolica in altri Paesi deve ora trovare lo stesso coraggio che ha in Francia. Spero anche in Italia”, ha detto Zollner in un’intervista a La Repubblica . “La chiesa non è immacolata, purtroppo è fatta anche di peccato e delitti”.

Zollner era nel comitato organizzatore di un vertice vaticano, tenutosi nel febbraio 2019, per affrontare la pedofilia all’interno della chiesa cattolica. Era la prima volta che i presidenti delle conferenze episcopali si riunivano per discutere della questione, anche se il discorso conclusivo di papa Francesco è stato criticato dalle vittime di abusi per non aver assunto il tono di un’azione forte contro i preti pedofili.

Sebbene lo scandalo di abusi ad ampio raggio e accuse di insabbiamento abbia inferto un duro colpo alla reputazione della chiesa cattolica negli Stati Uniti, in Irlanda, Cile, Australia e ora in Francia, ci sono molti paesi, tra cui l’Italia , in cui la questione è stato per lo più sepolto.

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Nel gennaio 2019, una commissione delle Nazioni Unite ha condannato l’Italia per essere complice nella protezione dei preti pedofili da accuse penali e ha chiesto al Paese di elaborare un piano nazionale per prevenire gli abusi sessuali sui bambini.

«Vogliamo un’inchiesta anche qui, ma il papa non l’ha mai chiesta», ha detto Francesco Zanardi, fondatore di Rete l’Abuso, l’unica rete italiana di vittime di abusi clericali.

“I numeri in Francia sono spaventosi ma qui potremmo avere fino a 1 milione di vittime. Sentire semplicemente ‘Mi dispiace’ è ridicolo”.

Mercoledì, un tribunale vaticano ha assolto un ex chierichetto dall’accusa di aver molestato un ragazzo più giovane nel seminario giovanile del Vaticano, nel primo processo per abusi sessuali del clero ascoltato dal tribunale penale del papa.

Il collegio di tre giudici ha assolto il Rev. Gabriele Martinelli da alcune accuse e ha stabilito che altri non potevano essere puniti. Assolto anche l’ex rettore del seminario, don Enrico Radice.

Lo scandalo sui presunti abusi nella residenza è scoppiato nel 2017 quando gli ex chierichetti hanno reso pubbliche le accuse di cattiva condotta di Martinelli e un insabbiamento da parte dei superiori del seminario. Le loro accuse hanno fortemente minato l’impegno di Francesco di “tolleranza zero” per gli abusi poiché gli atti sarebbero avvenuti in territorio vaticano.

Martinelli aveva negato di aver molestato la presunta vittima, LG, dicendo che le accuse erano infondate, poco plausibili e frutto della “gelosia” di altri seminaristi perché alla fine è stato ordinato sacerdote. Radice ha negato di sapere qualcosa di abusi o di intralcio alle indagini.

https://www.theguardian.com/world/2021/oct/06/pope-francis-shamed-by-church-failures-child-abuse-france

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.